Emmanuel – La religione dell’intelligenza artificiale

Il secondo libro di Andrea Mascellani è un romanzo fantascientifico che spazia tra il mondo dell’informatica e quello della finanza, con passaggi tra mistica e psicologia.

Il Libro di Andrea Mascellani rappresenta una sfida permanente al senso comune in tema di intelligenza artificiale. Anzitutto: è scritto bene, è essenziale, va subito al punto, non indugia in leziosaggini stilistiche, ma ti tiene aggrappato alla lettura per capire come va a finire la storia.

È così che deve essere un romanzo, o un lungo racconto: privo di fronzoli, schietto, lucido e ironico.

E conoscendo da tanti anni Andrea Mascellani, posso dire che anch’egli è così: ironico, schietto, privo di barocchismi.”

Così inizia la prefazione di Angelo Filippo di Gregorio (insegnante, scrittore, giornalista e politico) nel libro Emmanuel – La religione dell’intelligenza artificiale dal 6 ottobre 2019 disponibile online.  “Alla base di questo acuto saggio in forma di romanzo, potremmo trovare e scomodare centinaia di opere di letteratura fantascientifica: da Asimov in avanti. A me piace invece chiamare in causa due autori non sospetti, ma fondamentali…” prosegue percorrendo una lucida analisi del romanzo, che arriva alla conclusione citando anche il sommo poeta: “In un capitolo conclusivo del libro, Mascellani pone un tema teologico fondamentale, che regge l’intera terza cantica del Paradiso: in essa Piccarda Donati, interrogata dal Pellegrino, in merito alla mestizia che regna nel canto infimo del regno celeste, il cielo della Luna, risponde:

«Frate, la nostra volontà quieta / virtù di carità, che fa volerne / sol quel ch’avemo, e d’altro non ci asseta».

Dio ci fa volere solo quello che possiamo volere, dice Piccarda: non è ammessa alcuna rivolta contro Dio, non sono concesse ambizioni, non esiste il libero arbitrio.

Ecco, in un certo senso, il libro romanzo di Andrea Mascellani è proprio questo: una preoccupata riflessione sul libero arbitrio e quindi sulla giustizia divina. Niente male per un racconto che all’apparenza vuole sembrare un semplice romanzo breve del genere fantascientifico.

Ho iniziato a scrivere questo libro nel 2011. Poi l’idea folgorante di scrivere un saggio breve sulla comunicazione (Comunicare è Vivere) e una serie di vicissitudini personali e professionali, mi hanno portato a procedere lentamente e con lunghe pause prima di finalizzare questa opera. Qualcuno mi disse: “vedrai che non è tempo perso, il risultato sarà ancora migliore proprio grazie a questa lunga e lenta elaborazione”. Lo spero! Otto anni a fare qualcosa non li ho mai passati, in nessuna esperienza della mia vita. Ma c’è sempre una prima volta…

La prima volta che sentii parlare di intelligenza artificiale ero alle scuole superiori e fu proprio l’allora professore di lettere Angelo Filippo Di Gregorio che introdusse narrativa sul tema e me ne fece appassionare. Non potrò mai ringraziarlo a sufficienza. Cominciai ad occuparmene concretamente nel 1999 quando la mia tesi di maturità verteva proprio su questo tema, con diverse analisi sul funzionamento delle reti neurali, prime applicazioni software, riferimenti filmografici e letterali, e una visione distopica che volgeva nella trama di un AI sempre più forte e fuori controllo, che partendo dalla domanda “Hal 9000 aveva un’anima?” arrivava a descrivere una seconda Genesi che avrebbe coinciso con l’Apocalisse, con macchine dominanti e uomini auto­lesionisti: un tragico epilogo della vita dell’uomo sulla terra che si concludeva con “Uomini e macchine. Con l’uomo che deve tornare protagonista. Per non esserlo nella morte”.

Quasi 20 anni di evoluzione tecnologica ci hanno portato a vederle veramente le prime AI in azione in diversi contesti della nostra vita. Quasi 20 anni di mia evoluzione mi hanno portato a vedere un futuro diverso da quello di allora, ma forse con conclusioni non troppo lontane: “Emmanuel – La religione dell’intelligenza artificiale” è un romanzo fantascientifico che si innesca nei meandri della finanza, senza mancare di passaggi psicologici né di riflessioni mistiche determinanti il percorso dei protagonisti coinvolti nella narrazione. Ed è proprio attraverso questi passaggi che si può cogliere il senso di questo titolo e di quel che succederà man mano che la narrazione entrerà nel vivo fino ad arrivare ai capitoli finali.

E’ distopia tutto questo? E’ solo una storia. Sta a noi trarre da ogni elemento che la vita ci pone davanti, sia questa una persona, un’esperienza, un libro, qualcosa su cui riflettere e dalla quale acquisire valore aggiunto per noi stessi. Per emulazione o per contrapposizione, di sicuro tramite una rielaborazione personale, auspicabilmente il più arricchente possibile. Cosa rimarrà a ciascuno di noi dopo aver letto Emmanuel? Me lo farete sapere. Io, ogni volta che l’ho riletto, ne sono uscito con un pizzico di amarezza, con quel “ma se si fosse fatto così…” che tanto caratterizza la vita di ciascuno di noi dopo una certa età ma che scontra la regola base del tempo, cioè quella di andare in una sola direzione. E con i “ma” e con i “se” del poi, si sarebbero fatte mille cose diversamente. E tuttavia sarebbe un altro percorso. E chi può dire che sarebbe stato migliore?

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