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mercoledì 21 giugno 2006
La Patria nelle mani dei cittadini
Da Andrea @ 0.00 :: 288 Visite :: 4 Commenti :: :: Politica
 

Attenzione alle bugie dei partiti: il contenuto è storicamente condiviso.

Immagine: Dimenticate la fede partitica, votate secondo coscienza(From www.cortecostituzionale.it)




Cercherò in queste poche righe di fare un discorso che prescinda dalla mia scelta relativa al voto per il prossimo referendum (scelta già effettuata ma rivedibile fino al momento della croce sulla scheda), che prescinda da orientamenti politici partitici (essere di destra, essere di sinistra), che prescinda da preconcetti ideologici e, quindi, di scarso valore (es.: "la costituzione non si tocca").

Partiamo dal presupposto che sia a destra, sia a sinistra (con questo escludo l'estremismo radicale comunista) c'è la convinzione che la costituzione vada ammodernata per quanto riguarda la seconda parte: i recenti interventi politici vanno nella direzione di dire "votiamo no" o "votiamo si" e poi - da entrambe le parti - discutiamo su come migliorarla.

Secondo punto: la "devolution" o federalismo o... chiamatelo come volete! La sinistra ha riformato in questa direzione (riforma Titolo V), la destra idem... perché si litiga ancora? Oggi esiste già più potere alle regioni, alle province, ai comuni, il tutto senza controllo: se una riforma regionale lede l'interesse di alcuni cittadini, sono ben lunghi (e non garantiti) i tempi per bloccarla. La riforma prevede l'introduzione del concetto di interesse nazionale - oggi inesistente - e configura una camera (il senato) a tutela di essi: il potere legislativo ritorna auto-funzionale senza dover ricorrere alla magistratura per le proprie carenze.

Terzo punto: modifiche al potere esecutivo (maggior potere al "premier", norme "anti-ribaltone"). Tutti (destra, sinistra) lo hanno sempre detto: il premier ha troppi pochi potere, non riesce a governare, non conta nulla... E ancora: non è giusto che i cittadini votino una coalizione e poi i partiti si accordino in maniera differente e mandino al governo persone inaspettate (vedi D'Alema che rimpiazza Prodi nel o Dini al posto di Berlusconi nello scorso decennio). Perché si litiga ancora? La riforma garantisce maggiormente il voto del cittadino. Non avrà più potere una o l'altra parte politica, avrà più potere il premier sostenuto dalla coalizione votata dai cittadini: se farà bene, e riuscirà a farlo in maniera più celere, verrà riconfermato, altrimenti no, senza rimpasti partitici, politici, lobbistici.

Le altre modifiche le potete leggere nel documento: meno parlamentari quindi meno costi, più poteri per il Presidente della Repubblica in termini di garanzia (il suo ruolo), programma da palesare e rispettare (oggi ci si fa eleggere promettendo cose che poi non si fanno), etc. Siamo tutti d'accordo che poco ci piace votare una riforma che porta la firma (quindi la faccia) di Calderoli; siamo d'accordo che è assurdo che a difendere i valori costituzionali oggi violati (vedi potere alle regioni senza controllo) sia proprio la Lega. Ma non è questo che dobbiamo votare.

La conclusione sta in riflessioni di fondo. La prima: tutte le maggiori democrazie del mondo sono a forma federale; essa è forma di reciproco miglioramento concorrenziale. La seconda: oggi qualcuno dice "non tocchiamo nulla" e poi ci sediamo a un tavolo e parliamo, vediamo, faremo... faremo... Basta! Qui qualcosa si è fatto e non a caso: ci hanno messo mesi - pagati con i nostri soldi - per studiare questa riforma. E' migliorabile? E' perfettibile? Certo! Cosa non lo è? Però finalmente si sta cambiando qualcosa nella direzione che per anni, a sinistra come a destra, hanno detto "bisognerà", "si dovrà", "sarà necessario". Oggi è stato fatto. Oggi lo facciamo. Domani lo miglioreremo. Ma senza farlo, per decenni torneranno a dirci che "il mondo ideale sarebbe così" tornando puntualmente cinque anni dopo a chiederci altri cinque anni per realizzarlo. Non facciamo l'errore di seguire le indicazioni di partiti che, attraverso miriadi di bugie, appoggiano il "si" o il "no" solo per poter poi vantarsi di "averla fatta noi" o, al contrario, evitare questo. Valutiamo oggettivamente questi contenuti così come fecero i nostri padri. Sempre se abbiamo a cuore la nostra Patria. Sempre se siamo pronti a metterci una mano al cuore ed esclamare "Viva l'Italia! Viva la Repubblica!" e fare con grande responsabilità civica e storica la nostra scelta.
Commenti
Da @ giovedì 22 giugno 2006 0.00
Innanzitutto, per pignoleria, vorrei sottolineare che, se davvero non ci si vuole schierare, sarebbe necessario e giusto prendere le distanze sia dall'estremismo radicale comunista che dai partiti della destra estrema che fanno comunque parte dell’attuale panorama politico. Sono d’acordissimo che tanti punti della nostra Costituzione dovrebbero essere rivisti a scopo migliorativo. E che tante forze politiche, in diversi momenti, lo hanno proposto. Quello che assolutamente non mi pare giusto né utile è il volerla cambiare “a colpi di maggioranza”. Perché non effettuare queste riforme profonde e radicali cercando un solido e largo appoggio parlamentare? Forse ora le persone sono pronte per farlo. Forse sono io che semplifico eccessivamente la questione, ma con la discussione non sarebbe così più semplice e un po’ meno traumatico? Altrimenti ad ogni nuova maggioranza siamo da capo!

Da Cecco @ venerdì 23 giugno 2006 0.00
Io voto sì, perchè sono convinto che la Costituzione sia migliorata e non peggiorata. Mi interessa soprattutto la responsabilizzazione degli enti locali, punto irrinunciabile se si vorrà arrivare al federalismo fiscale, e il principio di sussidiarietà, per ora tutto verticale, ma che speriamo diventi anche orizzontale. Anche se ci sono aspetti più scuri, che d'altronde erano molto maggiori nella precedente riforma, voglio indicare che la direzione può essere giusta. Anch'io auspico un dialogo futuro, ma a differenza di Ele e Salvio, con la riforma confermata. A Salvio voglio fare una domanda: per caso hai votato quella maggiornanza rissosa e che non sta in piedi, alle ultime elezioni? In questo caso devo dire che ti sei ricreduto a tempo di record.

Da salviodimaio.it @ venerdì 23 giugno 2006 0.00
Sgombriamo il campo da alcuni <b>equivoci</b> che si sentono in questa qualunquistica campagna referendaria.

Primo: l'articolo 138 della Costituzione recita che la modifiche alla Costituzione stessa <i>sono approvate a maggioranza assoluta dei componenti di ciascuna Camere</i>. La Costituzione stessa, quindi, stabilisce che essa possa cambiare "a colpi di maggioranza". Anzi, per quanto mi riguarda, è auspicabile che sia modificata e migliorata anche in tal senso. E' previsto poi un <i>referendum popolare quando, entro tre mesi dalla loro pubblicazione, ne facciano domanda un quinto dei membri di una Camera o cinquecentomila elettori o cinque Consigli regionali</i>.
Secondo: diminuirà il numero dei parlamentari. Ma possibile che questo sia l'unico argomento di cui parlare? Modifica, che badate bene, entrerà in vigore tra due legislature (e potrebbe essere cioè anche fra 10 anni).
Terzo: l'</i>Italia risulterà divisa in 20 pezzettini</i>, con 20 sanità e 20 istruzioni e via dicendo. No, anche questo non è vero, sia perché è stato introdotto l'interesse nazionale, sia perché su alcuni aspetti la possibilità di legiferare è comune. E questo è uno dei <b>problemi</b>. E' vero che il Governo con questa riforma potrà legiferare in maniera snella e veloce, meglio di quanto oggi non si possa fare? Purtroppo no, perchè la costituzione proposta peggiora il meccanismo attuale, <b>acuendo la conflittualità tra stato e regioni</b> e addirittura <b>introducendo conflitti tra Camera e Senato</b>: è possibile arrivare alla situazione per cui entrambe le ali del Parlamento decidano di legiferare su uno stesso argomento, perché alcuni temi sono necessariamente polivalenti, arrivando ad una situazione di <b>stallo irrisolvibile</b> dalle norme. Le modifiche al titolo V fatte del centro sinistra hanno già portato un caos costituzionale. Ma questa "devolution" non ha risolto i problemi. Ad esempio lo Stato ha la competenza sulle norme generali sull'istruzione, ma le regioni hanno competenza sulla organizzazione scolastica e sui programmi di interesse regionale. Ma viene definita <b>materia di legislazione concorrente</b> quelle relative (sentite bene!) l'istruzione. E' quasi un paradosso.

<b>Governo forte</b>? Finalmente verrebbe da dire, finalmente come in tanti stati del mondo. E pensiamo al Governo Americano, ad esempio, cui viene contrapposto un parlamento altrettanto forte. Poteri, quindi, ben bilanciati, con legislativo ed esecutivo ben separati. Ma con questa riforma il Parlamento, uno dei due poteri, ne esce <b>umiliato e depotenziato.</b>. Il Premier, infatti, disporrà di un potere enorme di ricatto, tale che potrebbe porre la questione di fiducia su tutti i disegni di legge (salvo quelli costituzionali e di revisione costituzionale) e chiedere che la Camera dei Deputati si esprima, con <b>priorità</b> su ogni altra proposta, con voto conforme alle proposte del Governo, nei casi previsti dal suo regolamento, con votazione <b>per appello nominale</b>. In caso di voto contrario, il Primo Ministro si dovrebbe dimettere e di conseguenze anche le Camere. Ma non solo: il Primo Ministro ha la facoltà di sottrarre al Senato la potestà legislativa di sua competenza e quella di imporre alla Camera dei Deputati il voto bloccato su un disegno di legge. Di fatto può sciogliere in qualsiasi momento le camere, senza dover addurre spiegazioni.

Deputati, peraltro, scelti direttamente dalle segreterie politiche, come vedremo in seguito.

Ma <b>questa riforma piena di difetti</b>, secondo alcuni, deve essere confermata comunque per poterla <b>migliorare</b> nella presente legislazione, peraltro in buona parte in mano al centro sinistra. Alcune norme, si dice, entreranno in vigore tra 5 anni e altre fra 10 anni. Ma questo è tendezioso. Perchè il "timing" di entra in vigore non sono gli anni, ma le legislature. Infatti i vari aspetti della riforma entrano in vigore scaglionati per legislatura: chi è pronto a scommettere qualche euro che questa maggioranza rissosa stia in piedi per altri 5 anni per poter migliorare quegli aspetti che potrebbero portare alla paralisi del Parlamento nel suo insieme, aspetto questo riconosciuto anche da destra?

Ci viene poi detto, e Andrea avalla tale ipotesi, che la nuova costituzione porta l'Italia verso una <b>forma federale</b> comune a grandi democrazie. Ma questo non trova riscontri nella realtà giacché la forma e gli istituti che si andrebbero a formare <b>non trovano corrispondenze in nessun sistema costituzionale contemporaneo</b>. Non è paragonabile al sistema americano, non a quello tedesco e nemmeno quello francese, ma è un miscuglio di vari aspetti. <i>Con la modifica costituzionale, verrebbe introdotto un "premierato", con implicita rinuncia sia al modello presidenzialista americano, sia a quello semipresidenzialista francese (vigenti e convalidati da una consolidata pratica)</i>. Insomma, un <b>salto nel buio</b>, buio targato Calderoli, colui il quale ci ha preparato la corrente legge elettorale, da lui stesso considerata una <b>porcata</b>, e che sulla base delle disposizioni transitorie (art. 43, comma 7) risulterà praticamente <b>cristallizzata e immutabile</b>.

Ma la riforma <i>garantisce maggiormente il voto del cittadino</i>? No, perché non sarebbe, tra l’altro, prevista l’elezione diretta del primo ministro, ma solo una sua designazione preventiva nell’ambito delle coalizioni di partiti proposte agli elettori per l’elezione della Camera dei Deputati. No, per il motivo esposto precedentemente sulla legge elettorale, legge voluta dal precedente Governo, che <b>dà ai partiti il potere di nomina dei Deputati</b>, giacché le liste elettorali sono bloccate e il cittadino non può scegliere il <i>suo deputato</i> ma solo il partito. E cosa di più facile che punire un Deputato ribelle o che osa contraddire la segreteria del partito? E quest'ultimo aspetto l'abbiamo ben visto alle recenti elezioni dove i "liberi pensatori" di entrambi gli schiaramenti sono rimasti alla porta.

In conclusione <b>la Costituzione ha davvero bisogno di essere ringiovanita</b>, lo Stato ha davvero bisogno di dotarsi di una <b>seria forma federale</b>, ma non possiamo permetterci di entrare in balia di <b>innumerevoli contese Stato-Regioni</b>, e tra Camera e Senato, di conflitti d’attribuzione fra poteri dello Stato, di avere la Corte costituzionale paralizzata dai conflitti Comuni/Provincie (Art. 127-bis), di avere un premier forte con un Parlamento debole e di tenerci questa <b>orrenda legge elettorale</b>. Siamo d'accordo con Andrea: le cose devono essere cambiate, ma in meglio, non in peggio. E a nostro parere <b>questa riforma non migliorerebbe il funzionamento dello Stato e delle Istituzioni regionali e locali ma rischierebbe solo di peggiorarle</b>. Riprendendo le parole di <a href="http://jimmomo.blogspot.com/2006/06/s-no-forse-chi-passer-allincasso-dei.html">Jimmomo</a> <i>"il nostro giudizio (di questa riforma, ndr) non potrebbe essere che negativo. Siamo abituati a guardare al merito delle decisioni, laicamente, senza pregiudizi ideologici, senza curarci cioè di chi sia il proponente, ma della validità della proposta. [..] Questa non è la mia riforma. <b>Non è presidenzialista. Non è federalista. Non è uninominalistica e bipartitica. Non è americana</b>.</i>". Ma la succesiva questione è: "che ne farebbero di quei nostri NO" di noi che riformisti siamo davvero? <b>Purtroppo nulla di buono</b>.

<i><a href="http://www.salviodimaio.it">Salvio Di Maio</a></i>

PS: Chi volesse approfondire esiste <a href="http://www.riforme.net/leggi/ModificaCameraOttobre2004-Costituzione.htm">un documento comparato</a> tra le due costituzioni e un <a href="http://www.radicali.it/newsletter/view.php?id=64137&numero=3485&title=NOTIZIE%20RADICALI">commento di due studiosi</a> di diritto costituzionale.

[25/07/2006 11:33]<b>PER CECCO</b>: ho votato RNP. Ma di cosa mi sarei ricreduto, scusa? Che questa non sarebbe stata una maggioranza fin troppo eterogenea? Guarda che è cosa nota fin dall'inizio. Non ho bisogno che me lo si venga a dire. Ma questo non avrebbe certo cambiato il mio voto di allora.

Da Andrea @ giovedì 6 luglio 2006 0.00
<b>Risposta per Ele</b><br />. Partiti di destra estrema? Mi rendi noto quanti parlamentari abbiano? Perché che esistano frange estremiste da entrambe le parti siamo d'accordo: mi pare ci sia libertà di pensiero, no? Però, il concetto è "quanto pesano?": se partiti estremisti di destra portano lo "zero virgola" alle elezioni e poi non hanno deputati è un conto; se partiti estremisti di sinistra contano più del 10%, sono fondamentali per la fiducia al governo, impongono sempre la loro volontà per tenerlo in piedi... è un altro conto. Comunque il discorso non mi pare sia stato trattato nell'articolo.<br /> Più contestuale il discorso sui cambiamenti "a colpi di maggioranza": anche io prediligo il metodo ad ampio consenso come previsto dalla costituzione; la costituzione stessa, però, prevede che se non ci si mette d'accordo (e come puoi con chi dice sempre e solo "no"?) si possa votare a maggioranza e sottoporla a referendum(come ricorda salviodimaio.it); in fondo anche il Capo dello Stato dovrebbe essere condiviso invece è stato votato a maggioranza proprio dalla sinistra e in una occasione in cui, a differenza della riforma, non è chiesta conferma al popolo e che, a differenza della sinistra, ha visto l'attuale opposizione cercare il dialogo: com'è che alcuni principi vengono tirati fuori solo quando fanno comodo? E comunque con ogni maggioranza siamo da capo se sono così irresponsabili che la prima priorità è smontare quanto fatto dal precedente governo; eppoi c'è il referendum confermativo: non vorremmo chiamare gli italiani a votare una riforma costituzionale ogni 5 anni, no?<br /><br /> <b>Risposta per salviodimaio.it</b>.<br /> "Equivoco secondo": è uno dei punti; eppoi 2 legislature non vuol dire 10 anni ma "massimo" 10 anni. Sei convinto che questa ne duri 5? Più aventi, quando parli di "riforma da migliorare" lo spieghi tu stesso...<br /> "Equivoco terzo": non sto a sostenere perché non è vero dato che non serve più; la domanda è: ma ora, senza riforma, non c'è conflitto? Vogliamo verificare quanti contenzioni stato-regioni ci sono?<br /> Sul "Governo forte" non rispondo dato che anche qui ora non è più utile dimostrare il contrario.<br /> Sul "non trovano corrispondenze in nessun sistema costituzionale contemporaneo" non mi avrebbe spaventato: hai mai visto, a parte il Giappone dopo la seconda guerra mondiale, uno stato che copia pari-pari la costituzione di un'altro stato? Questa riforma ha cercato, come è giusto che sia, di prendere il meglio da sistemi diversi.<br /> Su "Calderoli" non commento, si commenta da solo :-)<br /> Sul voto maggiormente garantito è vero rispetto alla situazione attuale; sono d'accordo che esistono aggiramenti possibili, che sarebbe stata migliorabile. Ma ora che non è passata, siamo ancora un passo indietro.<br /><br /> In conclusione siete tutti d'accordo che la Costituzione va migliorata ma abbiamo perso l'occasione per farlo. Con quali tesi? Che andrebbe fatto meglio, che non è perfetta... Ecco, allora stiamo in una situazione ancora peggiore. Aspettiamo che venga scritta la Costituzione perfetta e che sia firmata da 56 milioni di italiani; nel frattempo ci teniamo questa e diciamo "faremo", "miglioreremo", "bisognerà"... Quante promesse prima delle elezioni? Quante prima di questo referendum? Ora vediamo cosa effettivamente verrà mantenuto. Berlusconi era famoso, almeno a sinistra, per non mantenere le promesse. Qualcuno è andato in tv facendo "giurin-giuretta" a ripetere "votate no al referendum e martedì in parlamento proponiamo di abbassare il numero di parlamentari a 400". Io sto ancora aspettando quel martedì.

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