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lunedì 22 dicembre 2003
Babbo Natale ti scrivo...
Da Andrea @ 0.00 :: 257 Visite :: 0 Commenti :: :: Generale
 

Dialogo a tutto campo con Babbo Natale

Immagine: (From www.ilgirasole.monza.net.gif)




Anche quest'anno ci troviamo a fare le richieste a Babbo Natale. Speriamo che abbia precettato le sue renne per la notte di Natale e che non debba mai usare mezzi pubblici per consegnare i pacchi: in caso contrario, dovrà armarsi della santa pazienza che sta piovendo su milioni di italiani, dato che i diritti di pochi sono diventati più importanti dei bisogni di molti e l'anarchia comincia a vezzeggiare tra le menti di chi non è stato subito licenziato alla prima assenza ingiustificata, applicando la famosa "giusta causa" con la regola di punirne uno per educarne cento. Ma così non è stato, perciò speriamo che le renne si accontentino di 81 euro di aumento.

Babbo Natale avrà usato l'euro per comprare i regali? Se si, avrà speso molto di più degli altri anni e magari non ce la farà (quest'anno) a soddisfare tutti quanti. Ma poco importa: già noi siamo abituati a questa filosofia, lanciati verso il nostro "-ismo" di turno, il capital-ismo, che premia chi fa da se, chi ce la fa, chi può; e chi non può, s'arrangi! Ma se Babbo Natale fatica con l'euro, si arrabbierà con Prodi che non ha saputo introdurre l'euro con i dovuti modi o con Berlusconi che non ha saputo frenare la galoppata dei prezzi dei commercianti? Chissà... Forse a questa domanda, dovremmo anteporne un'altra, che va molto di moda in una rubrica di una stazione radiofonica (per la serie "non facciamo nomi": Radio 24), domanda che di volta in volta applicano a qualsiasi (ma proprio qualsiasi) cosa: ma Babbo Natale è di destra o è di sinistra? Sarà senz'altro di sinistra con il vestito rosso, uno che porta i regali a tutti i bambini, dai più ricchi ai più poveri. Ma forse è di destra, un grande imprenditore che fa affari in tutto il mondo, detiene il monopolio dei regali di Natale, riesce a soddisfare tutti i clienti, portando la merce direttamente a casa tua senza nemmeno chiederti le spese di trasporto!

Forse qualcuno si sta chiedendo se mi sono bevuto il cervello, invocando una carenza di serietà. Ma forse sorridere è una delle poche cose che ci restano perché se non guardiamo la realtà con il sorriso sulle labbra c'è davvero da impallidire. A parte Berlusconi, la gente ha il dubbio che le cose siano peggiorate e forse anche più del dubbio. Ma forse ha anche torto. Io credo che sia difficile che, come sostengono alcuni, tutto va malissimo, siamo allo sfracello, tutto è peggiorato. Innanzitutto è un controsenso: se si fanno delle leggi, come fa a peggiorare tutto? Al massimo peggiora per alcuni e migliora per altri. In secondo luogo: gli italiani saranno mica tutti stupidi? Hanno sostenuto e continuano a sostenere (in maggioranza) uno schieramento che fa solo danni? Non scherziamo, siamo realisti. Terzo luogo la realtà: ci saranno leggi che non funzionano (gli esempi sarebbero molti), ma anche leggi che funzionano come le finanziarie, la riforma della patente a punti, l'aumento della pensione minima e tante altre. Certo i soldi paiono mancare sempre e gli stipendi non seguono il rincaro-prezzi: è sempre più difficile pranzare a Milano o bersi un caffè (può una tazzina di acqua sporca costare 1euro/1euro e 50???), ma spesso ci rimangono più impressi i prezzi che salgono che non quelli costanti o in discesa (è un po' che non sento lamentele sull'enel, il telefono o il carburante).

Eppure sono convinto di perder tempo ogni volta che penso a queste faccenducole di politica italiana: ormai sta diventando roba da bar sport ed è un male che sia così ma è anche doveroso ampliare il nostro campo visivo. A livello internazionale si stanno creando delle situazioni che non esiterei a definire allarmanti: un paio di stati hanno appena conquistato la zona d'oro del petrolio e adesso se la spartiscono. Motivazione: abbattere la dittatura, detentrice di armi di distruzione di massa, minaccia per la sicurezza internazionale, etc.. Lo stesso scenario dell'Afghanistan. Lo stesso che si sta delineando per altri stati quali la Siria, l'Iran, la Corea del Nord. Cosa vuoi dire? Cosa vuoi dire quando vedi delle cose come Gheddafi che collabora? Non capisci più niente. Come non capisci perché si chieda la pena di morte per Saddam: ma non l'hai arrestato perché ammazzava la gente? E lo ammazzi? Non capisci. E' come se finanziassi un dittatore perché vinca una guerra e poi fai una guerra per abbatterlo... ops, è quello che è successo in Iraq. Non si capisce, diventa tutto più incomprensibile. La Cina, quel che rimane del comunismo ("-ismo", ricordate?), apre al mercato globale e ce la sta mettendo a tutti in quel posto: in men che non si dica, saremo tutti a lavorare per una ciotola di riso che mangeremo con le bacchette. Ma perché? Fermiamoci un attimo a riflettere. Anche tu, Babbo Natale, fermati e rifletti.

Fanno i televisori in oriente e li importiamo, noi costruiamo auto che vendiamo di là, fanno l'acqua a Roma e la beviamo a Milano, a Milano la facciamo e la portiamo a Roma, danesi e americani mangiano l'uno i biscotti dell'altro. Ma è ora di finirla! Ma se l'acqua la fanno a casa mia, perché la devo vendere a un eschimese e bermi quella australiana? Ci rendiamo conto di quanto si spreca in trasporto? Si SPRECA! In nome del lavoro si fanno danni immensi: spese maggiori, inquinamento, traffico (quindi ancora più inquinamento), incidenti... Mi spiace che se compro un computer che fanno in Italia ci rimettono soldi la compagnia aerea che trasportava quello cinese, il camionista che me lo portava dall'aeroporto a casa mia e il benzinaio che gli faceva il pieno, ma permetti che secondo me sia meglio? Siamo qui a parlare di globalizzazione in termini negativi, a gridare allo scandalo e non ci rendiamo conto che il vero fenomeno che ci interesserebbe è la localizzazione, che avviene in conseguenza al primo. Dobbiamo capirlo e aiutarlo perché, poverino, ha meno pubblicità: se i biscotti danesi piacciono tanto negli Stati Uniti, è inutile che li fabbrichi in Danimarca e gieli mandi per posta; gli mandi la ricetta, gliela fai pagare, e i biscotti se li fabbricano sotto casa. Perché un pezzo di ferro lavorato, come un'automobile, deve viaggiare per il mondo permettendo ai giapponesi di comprare le francesi e viceversa: mandi i disegni del progetto in loco (local-izzazione) e se la fabbricano lì. Oppure, se hai un'acqua sotto casa non bevi quella che sta a seicento chilometri ma ti obbligo a berti quella, almeno la particella che chiede se c'è qualcuno non deve farsi mezza Italia in autostrada. Quindi, Babbo Natale, smettila di fare il monopolista e delega la fabbricazione e la distribuzione dei regali in modo che avvenga in loco, perché con te che voli di camino in camino e i caccia americani che volano di guerra in guerra non vorrei venisse fuori un'altra Ustica. Poi per vent'anni ci toccherebbe crescere bambini che non sanno chi ha ucciso Babbo Natale.

Caro Babbo Natale, concludo qui la mia pseudo-lettera perché non vorrei finire di scriverla dopo che sei passato. L'anno scorso iniziavo la lettera non chiedendoti nulla per me, piuttosto desiderando una guerra in meno, bambini salvati dalla fame e un'ONU più decisiva. Vedo che vai forte, sarai mica Berlusconi? Visti i risultati, mi verrebbe da chiederti di salvare Retequattro ma non vorrei che questa volta esaudissi i miei desideri, allora non rischio: sai, in Italia le sentenze della corte costituzionale non valgono nulla e il povero Di Stefano che dovrebbe dal '99 trasmettere sulla frequenza di Retequattro, non può. Pensa, adesso vogliono fare un decreto per salvarla! E' come se ai tempi di tangentopoli, il presidente del consiglio di turno avesse fatto un decreto per regolarizzare le tangenti! Bella lì! Mi raccomando, Babbo Natale, non presentarti alle elezioni: dopo che avranno abolito la par-condicio tu non potresti neanche parlare: infatti, se è vero che lo spazio in tv deve essere proporzionale ai voti presi, che gara saranno le elezioni? Tanto può parlare chi ha già vinto quelle prima! Ma non vorrei parlarti ancora di politica, allora ti chiedo solo una cosa. Ci sarebbero tante cose da chiedere, tanti sogni che vorrei veder realizzati ma, sperando che una vota tanto mi ascoltassi, quest'anno voglio focalizzarmi su un solo obbiettivo sul quale io non posso farci nulla. Intervieni tu, Babbo Natale: ci sono 40 guerre in tutto il mondo. Non ne posso più di veder mandare la gente al massacro perché non si è capaci di dialogare. Ci vediamo qui a Natale 2004, obbiettivo 39 guerre. Vorrei chiederti di più ma già questo sarebbe un gran bel regalo.

Grazie e un augurio a tutti di Buon Natale!
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