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venerdì 9 giugno 2006
Cristiano, sveglia! Un apostolo non può tacere
Da Andrea @ 0.00 :: 405 Visite :: 4 Commenti :: :: Cultura e Societa
 

«Rimanete forti nella fede»

Immagine: 'Il Codice da Vinci' bruciato in piazza(From www.repubblica.it)




“L'uomo, tentato dal diavolo, ha lasciato spegnere nel suo cuore la fiducia nei confronti del suo Creatore e, disobbedendoGli, ha voluto diventare "come Dio" senza Dio, e non secondo Dio” (Gn 3,5)

Non possiamo tacere, essere reticenti, essere passivi: l'essere cristiani non ci consente di chiudere gli occhi, di incrociare le braccia. E di attualità contro la quale gridare, agire ce n'è: se può essere (a volte e non per tutti) difficile attualizzare il Vangelo nel contesto contemporaneo, abbiamo la Chiesa a indicarci i segni di questo tempo. In particolare, abbiamo nel Papa la massima espressione di queste indicazioni. I recenti interventi del Pontificio vanno nella direzione di questo articolo che già da settimane volevo scrivere, a dimostrazione - se mai ce ne fosse bisogno dopo cinque anni - della lungimiranza degli articoli scritti su questo sito, che cercano di basarsi sulla realtà e non su principi ideologici.

E' un periodo in cui l'obiettivo principale, politico e mediatico, è concentrato su due temi impossibili da accettare: la distruzione della vita e della famiglia. La prima, già messa a dura prova dagli aborti approvati dalla legge e ora resi più facili dalla scienza fin dall'indomani del concepimento; ora è rimessa in discussione con l'ipotesi di ritornare a manipolare gli embrioni, tra l'altro ignorando il referendum che ha ben espresso la volontà popolare. La seconda, ormai a durissima prova: omosessuali, eterosessuali che non accettano il matrimonio, vogliono poter avere gli stessi diritti di chi si impegna a rispettare anche dei doveri. Probabilmente c'era da aspettarselo quando si acconsentì che questi impegni presi per tutta la vita potessero essere rescissi come un normale contratto di lavoro. Ora non voglio riprendere le parole del cardinale Lopez Truillo, ma ricordare solo due concetti fondamentali su questi importantissimi e, nel contempo, delicatissimi temi. Sulla vita: fin dal concepimento c'è vita; la vita genera vita, nessuna "cosa" ha mai generato vita; qualsiasi forma di manipolazione o distruzione dopo tale atto è da considerarsi un omicidio, al di là di quanto poi possa consentire una legge. Sulla famiglia: l'amore tra uomo e donna è fondamento del matrimonio e questo della famiglia che trasmette la vita ai figli e li educa per la vita sociale; non è concepibile un concetto di famiglia innaturale, ridotto o a tempo determinato, al di là di quanto poi possa consentire una legge.

A questo si aggiunga la vittoria editoriale di un libro, poi film, basato sul falso: "Il Codice da Vinci". Non voglio qui soffermarmi sulla falsità di certe affermazioni o sul fatto che si basano su documenti che già da tempo sono stati dichiarati dei falsi storici (nota bene: seppur le recenti edizioni del libro parlano di "storia inventata", l'autore così come la critica lo considerano più un saggio che un romanzo, tant'è che le prime edizioni si dicevano proprio basate su documenti veri). Vorrei invece soffermarmi su questo strano comportamento: com'è che un cristiano legge un libro carico di menzogne su Cristo e sulla Chiesa e magari non ha mai letto la Bibbia o almeno il Vangelo? Com'è che un cristiano è subito pronto a credere ad un menzognere che per fare soldi pubblica un finto romanzo mentre fatica a credere e mettere in pratica il messaggio di Dio? Com'è che un cristiano è pronto ad andare a vedere il film che offende il suo credo ma quando si tratta di andare in Chiesa è spesso meno partecipe o meno attento? Non si risponda con l'inadeguatezza delle Sacre Scritture ai nostri tempi perché, oltre che non essere vero, a portarle ai giorni d'oggi sono proprio gli uomini di Chiesa che spesso si chiede di imbavagliare.

Quando il Papa ad Auschwitz ha gridato «Dio, perché hai taciuto?» mi è subito venuta in mente la nostra incapacità nell'ascoltarlo. All’urlo di Benedetto XVI: «Come ha potuto tollerare tutto questo?» io mi sento di aggiungere e chiederci come noi abbiamo potuto tollerare, ben consci che il messaggio di Dio non ce lo avrebbe permesso. Ecco perché dobbiamo svegliarci! Non possiamo sempre accorgerci dei tentativi di uccidere Dio quando è troppo tardi. E' nostro compito, come cristiani, di portare avanti e difendere la Parola di Dio in ogni luogo e in ogni tempo, con lo stile e con i modi propri dei cristiani. Le Parole di Gesù (Gv 15,16 e Gv 20,21) ci ricordano come Lui ci abbia scelti e ci abbia mandati a professare la fede. Non tiriamoci indietro dai nostri doveri.

“I fedeli laici hanno come vocazione propria quella di cercare il Regno di Dio, illuminando e ordinando le realtà temporali secondo Dio. Attuano così la chiamata alla santità e all'apostolato, rivolta a tutti i battezzati” (Vocazione dei fedeli laici, catechismo della chiesa cattolica)
Commenti
Da xela @ venerdì 9 giugno 2006 0.00
A mio parere è giusto professare la propria fede senza pero' ledere le liberta' altrui. Dall'immagine del tuo articolo vedo solo uno stolto che sta bruciando un libro .. leggete la copertina "..un thriller.." non "..la verita'". Cerchiamo di non riaccendere i roghi sui quali bruciarono infedeli, eretici, omosessuali, scienziati.

Da Cecco @ martedì 13 giugno 2006 0.00
Mi sembra che qua si faccia un fritto misto di questioni rendendo impossibile un discorso chiaro. Io posso semplicemente testimoniare la mia esperienza di cattolico, obbediente alla Chiesa, non per una coerenza morale (non siamo fatti per delle regole vuote), ma perchè quello che dice il Papa e che altro non è che un ripetere quello che ha detto Cristo 2000 anni fa, mi sembra molto più ragionevole e vero di quello che ci dicono le moderne ideologie. Non mi nascondo gli errori fatti da uomini della Chiesa nella storia, dove hanno dimenticato la vera dottrina di Cristo e dunque hanno agito contro ciò che credevano di sostenere piuttosto che a favore. Conoscendo la storia noto altresì che le facili vulgate non sono vere. Dell'articolo mi piace una cosa: sottolinea due questioni, famiglia e vita. Per me contano e dunque vanno valorizzate, non per vuota ideologia, ma perchè la vita e la famiglia sono i più grandi doni che ho ricevuto all'apparire nel mondo. Dimenticavo: studio fisica all'università e la mia ipotesi di lavoro è la ricerca scientifica.

Da Andrea @ martedì 13 giugno 2006 0.00
Concordo con il giudizio dato all'immagine posta: era infatti una provocazione. L'articolo, del resto, riporta ad una dimensione più consona il discorso. Ritornando sul libro, voglio chiarire che non ritengo sbagliata la sua publicazione, anzi: proprio questo articolo dimostra l'utilità del sollevare determinati dibattiti. E qui che rinnovo l'appello al cristiano: hai mai letto il Vangelo come hai letto il Codice da Vinci? Credi in Gesù Cristo o in Dan Brown? Scelte, trattasi di scelte. L'importante è avere il coraggio di farle con coerenza.

Da salviodimaio.it @ martedì 13 giugno 2006 0.00
Andrea, se fossi nato in Afghanistan o Iran o in qualsivoglia paese islamico saresti un Mullah qualunque, pronto a bruciare i libri e le riviste degli infedeli.. Ma è proprio una conquista della civiltà occidentale il fatto che i libri si possano leggere o non leggere ma certamente non bruciare. Vogliamo tornare indietro di 50 anni? Malvino scrive: "L’Aretino, Balzac, de Beauvoir, Beccaria, Boccaccio, Bruno, Cartesio, Croce, D’Annunzio, Darwin, Defoe, Diderot, Dumas (padre e figlio), Flaubert, Fogazzaro, Foscolo, Galilei, Gentile, Gide, Guicciardini, Hugo, Kant, Leopardi, Machiavelli, Montaigne, Montesquieu, Moravia, Pascal, Proudhon, Sand, Sartre, Settembrini, Stendhal, Tommaseo, Verri, Voltaire, Zola hanno in comune una cosa: hanno scritto libri proibiti dalla Chiesa, libri da bruciare, spesso bruciati. Un’abitudine – quella di bruciare libri – che è stata imitata da nazisti, fascisti e, ultimamente, da integralisti islamici: ogni totalitarismo si ispira ai precedenti d’un qualche peso, d’una qualche fortunata e consolidata tradizione. Ho elencato una minima parte degli autori finiti nell’Index Librorum Prohibitorum del Sant’Uffizio, abolito nel 1966, ma l’elenco completo è lunghissimo. Ci fosse ancora, non sareste dei buoni cristiani a leggerli. Se ci fosse stata obbedienza piena alla Chiesa, non avremmo il Decamerone, il Discorso sul Metodo, Candido, L’origine delle specie, Le lettere persiane, Madame Bovary, lo Zibaldone, Il Principe, Gli indifferenti, La certosa di Parma, ecc. " L'immagine messa, Andrea, è una provocazione o un augurio? Io penso che tu sceglieresti la seconda ipotesi. Ma perché non riprenderle le parole del cardinale Lopez Truillo? Persino Antonio Socci prende le distanze dal documento del "Pontificio consiglio della famiglia" e si chiede come mai non se ne trova traccia sui siti ufficiali della chiesa? La cosa è sospetta, anche per Socci: «Questo "ritardo" e questa insolita sua diffusione sono probabilmente la spia di un certo imbarazzo vaticano». Il documento «punta il dito perfino sulle famiglie che hanno "solo" due figli chiamandole "sterili", giudizio pesante e incomprensibile che non si trova da nessuna parte del magistero cattolico». E prosegue: il documento è «un'intrusione nell'intimità delle famiglie francamente poco umana e quindi poco cristiana». Perché il cristiano legge questi romanzi e non più i libri di Chiesa? Appare evidente ormai un reale distaccamento tra ciò che la Chiesa dice e professa con la società moderna, figlia non solo della Chiesa ma di pensatori liberali. E crede sempre di più nel libero arbitrio, nella scelta consapevole, nel fatto che l'omosessualità sia una cosa del tutto naturale (e quindi voluta dal Dio in cui tu stesso credi), che fare l'amore col preservativo sia cosa buona e giusta. Il Cristiano è molto più aperto mentalmente di quanto inutili anatemi pontifici vogliano costringerlo. Che poi il referendum abbia espresso chiaramente una volontà popolare è falso, ne più ne meno come qualche ultimo scudetto della Juve: semplicemente la maggior parte degli italiani non ha potuto prendere una decisione su una materia così complessa anche perché scarsamente informata, e diciamolo, scarsamente motivata alla partecipazione civica. La gente vota il governo perché decide sulle sue tasse, vota meno per il sindaco della sua città, per altre consultazioni preferisce andare al mare. Ma se oggi ti imbattessi in una persona che con la legge 40 si è scontrata veramente - per problemi di procreazione o perché colpita da SLA, come mio Zio che è morto da qualche settimana - e che pure non è andata a votare vedrai che ora ti direbbe che sarebbe andata a votare e votare si, a meno che non abbia convinzioni ideologiche come le tue. Comunque è giusto che chi è convinto come te non si tiri indietro ai propri doveri, anzi è cosa auspicabile. Ma per favore non costringete noi altri a sottostare a dogmi che non ci appartengono. Mi pare utile postare qui sotto qualche articolo della Costituzione Italiana. Art. 3: "Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali." Art. 7: Lo Stato e la Chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e sovrani. Art. 9: La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Art. 13 (che dovrebbe essere il primo!): "La libertà personale è inviolabile." ------------ E' giusto che ognuno valorizzi ciò che ritiene giusto: la famiglia, i figli, il matrionio, i valori cattolici. Il problema sussiste quando i PROPRI valori li si vogliono imporre agli altri. Quando Andrea scrivi "quando si acconsentì che questi impegni presi per tutta la vita potessero essere rescissi come un normale contratto di lavoro" è chiaro che ce l'hai col divorzio: sei un buon cattolico? Bene, non divorziare. Ma perché un tuo valore deve essere legge anche per gli altri? Perché chi non crede nei tuoi valori deve invece subirli? Se non mi sposo e convivo con la mia compagna (o col mio compagno), desidero mi possa venire a trovare in ospedale qualora dovessi andarci senza che alcun dottore possa opporsi: perchè tu me lo devi impedire? E non appelliamoci al "buon senso dei medici": io devo poter godere di un "diritto", non di un "favore", perché "i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali".

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