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lunedì 22 marzo 2004
Mancanza di civiltà
Da Andrea @ 0.00 :: 246 Visite :: 1 Commenti :: :: Cultura e Societa
 

L'odio e la violenza troppo spesso prendono il sopravvento

Immagine: I pompieri spengono un incendio appiccato fuori dallo stadio(From www.corriere.it)




Mi pareva di assistere a scene già viste. La stessa commedia, con attori diversi, scenografie diverse, tempi e modi diversi ma, sempre, la stessa commedia.
Ieri sera cercavo di recuperare informazioni sul derby romano quando ho appreso le notizie ormai note: un presunto morto, partita sospesa, scontri fuori dallo stadio. Sentire quei commenti, vedere quelle immagini e mi pareva di assistere a cose già viste: viste in altri stadi, quando spesso il contorno della partita diventa il teatro della guerriglia; viste in manifestazioni come quella di sabato, quando Fassino è stato ingiustamente privato del diritto di manifestare da parte della sinistra estremista; viste a Genova, quando si toccò l'apice con la morte di Giuliani; viste in MO quando Israele uccide il presunto terrorista di turno e un palestinese risponde facendosi esplodere in un autobus; viste tra stati arabi che minacciano la sicurezza mondiale e stati (presunti) democratici che li attaccano per prevenire il (presunto) male peggiore. Sempre la stessa, tragica, commedia che vede l'odio come protagonista e la violenza come principale mezzo di attuazione.

Non fare agli altri quello che non vorresti fosse fatto a te: quante volte si sente questa frase, quante volte non la si applica. Personalmente, anche quando mi sono interrogato sulla mia fede religiosa, ho sempre creduto che il Vangelo insegnasse uno stile di vita da seguire: non importa che tu sia cristiano o no, puoi benissimo leggerlo come fosse un libro qualsiasi, scritto da un autore eccellente. Magari tutti applicassero anche solo una parte di quanto scritto; invece, spesso neanche quelli che si definiscono "cristiani", alla fine, lo attuano. Spesso si è attori della commedia citata nella quotidianità, in piccole cose, sfociando poi in episodi peggiori quando il contesto è portato all'estremo: non crediamo che certe cose accadano solo per colpa di alcuni "disgraziati". Purtroppo la nostra quotidiana incapacità di rispettare il prossimo, sfocia negli episodi peggiori quando il contesto si fa più consono, quando gli attori migliori (o peggiori, a seconda dei punti di vista) si ritrovano in massa e/o in uno scenario che più incentiva questi sfoghi.

L'auspicio è quello che ciascuno di noi abbia il coraggio di essere una persona diversa, evitando atteggiamenti che non vorremmo contro di noi: persone capaci di andare allo stadio per veder giocare a calcio, non per fare tafferugli; persone capaci manifestare liberamente delle idee, non di trasformare una volontà di pace in un momento di violenza; persone capaci di guidare gli stati attraverso la strada della pace e del dialogo, evitando di alimentare continuamente la spirale dell'odio; insomma, persone civili.
Commenti
Da Cecco @ martedì 23 marzo 2004 0.00
Concordo pienamente circa la nostra "lacuna" di civiltà. Come diceva Guareschi: "Il cesso in giardino è la civiltà, mentre il water di fianco alla camera in cui dormi è il progresso." E' un paradosso chiaramente, ma rende bene l'idea su cui è basata la società moderna. Non mi ritrovo invece nella posizione sul Vangelo: nessun autore, per quanto eccellente, avrebbe potuto scriverlo. Serviva Qualcosa di più.

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