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venerdì 5 settembre 2003
Fuga dalla realtà
Da Monto @ 0.00 :: 1209 Visite :: 3 Commenti :: :: Cultura e Societa
 

Immagine: il logo di una discoteca dal nome profetico: Extasy(From www.discotecaextasy.com)




Ogni sabato sera accade una disgrazia sulle nostre strade, ogni sabato sera si punta il dito sulle discoteche, accusate di portare i giovani ad assumere droghe, a bere, a stordirsi insomma. Ogni tanto, poi, al telegiornale passa un servizio in cui vengono intervistate le solite ragazzine di buona famiglia, le quali affermano con sicurezza: «Io non uso certe cose....io bevo solo coca-cola.....vengo qui solo per la musica....» e la discoteca è tornata ad essere un luogo di divertimento come potrebbe essere un luna-park o un campo di calcio. E le mamme continueranno a mandare tranquillamente i loro figli nei locali notturni, con soddisfazione dei proprietari, dei DJ, e di tutti quelli che fanno soldi su questo "divertimento". Che, se guardiamo bene, tanto innocente non è. Entrando in una discoteca i nostri sensi vengono subito colpiti: musica ad alto volume, luci stroboscopiche, caldo, corpi che si muovono più o meno sudati. In poco tempo si perde il contatto con la realtà. La musica ha un volume così alto che impedisce di conversare o anche solo di scambiare due parole con i nostri amici, e spesso ci si intende a gesti; le luci lampeggianti trasformano le persone intorno a noi in una massa di figure che si muovono a scatti e non hanno alcuna relazione tra di loro: una folla piuttosto disordinata; neanche gli altri sensi ci aiutano, perchè i "balli" che si fanno in discoteca sono rigorosamente individuali, non c'è più il contatto fisico del ballo tradizionale che permetterebbe - anche da solo - di instaurare una minima relazione con l'altra persona. Gli unici rapporti che avvengono sono spesso puramente dettati dall'eccitazione del momento e si vedono giovani che non si conoscono baciarsi come se fossero innamorati da tempo, mentre in realtà nessuno dei due ha il minimo interesse per l'altro, salvo che per quei pochi (o tanti) minuti di piacere che può procurargli. Le altre persone sono solo burattini in movimento. La musica stessa raramente ha una melodia, ed è sempre ossessiva, in modo da farci entrare in uno stato quasi onirico: spesso le cosiddette "canzoni disco" scimmiottano malamente o delle melodie già esistenti o altri "suoni" che spesso abbiamo nelle orecchie (mitico il caso della "canzone" che ripeteva continuamente: "Attenzione, il cliente da lei chiamato non è al momento raggiungibile....") un po' come succede nei sogni quando vediamo delle immagini che ci "ricordano" la realtà pur essendone una rappresentazione distorta, e vediamo ad esempio il volto di un nostro amico diverso da com'è veramente anche se sempre riconoscibile. L'alcool e le droghe non fanno altro che acuire queste sensazioni e aumentare il distacco dalla realtà, quando poi non creano addirittura delle allucinazioni. Il risultato è che noi passiamo 3, 4, 5 ore in uno stato quasi di "trance": possiamo immaginare il risultato quando bisogna tornare a casa. Dopo ore passate al di fuori della realtà, è difficile tornare subito a vedere il mondo com'è realmente, e anche guidare un'automobile sembra parte di un sogno...i risultati li sappiamo. A lungo andare, come una droga, questo comportamento crea dipendenza e si fa fatica a distinguere il mondo reale da quello "onirico" delle discoteche, e si spiegano tanti atti come violenze insensate, uso di stupefacenti, mancanza di valori umani, ecc....(ovviamente queste sono solo le conseguenze estreme, si può anche andare in discoteca e continuare a vivere come si è sempre fatto). Inutile quindi continuare a spendere soldi per campagne contro le droghe e l'abuso di alcool se poi i giovani continuano a passare le serate in luoghi simili. Meglio allora, come un recente provvedimento ha stabilito, rendere le discoteche luoghi un po' più umani, soprattutto in prossimità della chiusura: alzare le luci, abbassare la musica, in modo che si possa poco a poco riprendere i contatti con il mondo. Anche l'idea di anticipare gli orari di apertura e chiusura può servire, in modo da rendersi più consapevoli della nostra natura di esseri "diurni". Forse se i giovani riacquistassero maggiore coscienza della realtà che li circonda si avrebbero non solo meno tragedie "del sabato sera" ma anche meno violenze ed una società più umana.
Commenti
Da Cecco @ venerdì 5 settembre 2003 0.00
Sono d'accordo solo con la fine dell'articolo. Per il resto ritengo che, se anche la discoteca stacca dalla realtà, le persono siano + o - responsabili non a seconda di dove vanno, ma in base all'utilizzo che fanno del proprio cervello. Tanti imbecilli non sono mai entrati in discoteca e vice versa. Ripeto che sono pienamente d'accordo con il tentativo di ridurre l'impatto della discoteca sulla percezione momentanea della situazione, come hai ben spiegato nella conclusione

Da Monto @ lunedì 8 settembre 2003 0.00
In verità, il mio articolo voleva più che altro porre l'attenzione sul fatto che la discoteca sia - comunque - un luogo in cui si perde la percezione della realtà e quindi potenzialmente pericoloso. Ovviamente quello che dice Cecco è vero, il mio discorso sulla violenza è certamente un caso limite. Di sicuro, però, persone ancora mentalmente instabili come gli adolescenti possono essere condizionati in modo sbagliato da queste esperienze.

Da Anonymous @ venerdì 3 ottobre 2003 0.00
Se sono d'accordo per molti versi con l’articolo di Andrea (“Non esiste droga “leggera”) sul fatto che non esistano appunto droghe per così dire "leggere", non sono per niente d'accordo con Monto sull'identificazione discoteche=luoghi di alienazione. Certo, alcune lo sono, ma sono stufa di sentir questo tipo di discorsi 'sommari'. Leggendo questo articolo si ha l'impressione che l'autore non ci sia mai veramente stato in una discoteca o, magari c'è anche andato qualche volta ma, ahimè, ha sempre sbagliato momento e luogo! Il suo discorso si applica bene ai Rave Party, agli After Hours o a determinati tipi di ambienti. Insomma, le sue sembrano tutte frasi fatte, retoriche, cose ormai acquisite nella coscienza nazional-popolare, del tipo "chi va in discoteca si droga e si schianta in macchina"... Mi è capitato di andare in discoteche che rispecchiano fedelmente la descrizione di Monto: esistono, non si può certo negarlo! Musica a volumi impossibili, luci psichedeliche che stordiscono pure una completamente sobria come me che se ne va in giro con il suo cocktail rigorosamente analcolico, balli puramente individuali e droghe e alcool a fiumi. Ok. Ma mi è capitato anche di frequentare altri tipi di locali: quelle che definirei 'locali-bene' proprio per differenziarli da quel tipo di carnaio descritto da Monto. Tuttavia, cambiano gli scenari, le età e cambiano anche le droghe. In questi 'locali-bene' non troverai mai ragazzi che si impasticcano semplicemente perchè non è <i>bene</i>, perchè le pasticche ti rendono gli occhi spiritati, la mascella rigida, i movimenti robotici (Monto diceva “burattini”) e il classico figlio di papà, il "fighetto" non vorrà mai farsi vedere così dagli altri..Meglio allora, puntare su altre droghe. Cocaina? Perfetto: la cocaina ti rende piu' sciolto, piu' predisposto ai rapporti interpersonali, insomma:un brillante! Non più l'orso delle discoteche alienanti, ma un bravo ragazzo, piu' maturo (nel senso anagrafico), piu' ricco (non va più a scuola, ma lavora e può permettersi una droga piu' costosa). E la cosa strana è che tanti non li riconoscono neanche i cocainomani. Eppure sono lì, sono lì a far finta di essere chissà chi e poi, quando finisce l'effetto, se ne tornano a casa (chi non si schianta prima) con un bel nuovo e grosso buco nel cervello! Ma loro non lo sanno ora. Non se ne curano ora. E non si rendono conto che i danni provocati dall'assunzione delle droghe si vedranno anche e soprattutto a lungo termine. Tutto questo per dire che, purtroppo, il problema delle droghe è molto + vario e vasto di quello descritto da Monto e anche più pericoloso. La droga si insinua dappertutto e anche nei luoghi in cui meno ci si aspetta (anche al ristorante!!!) Quindi fermiamoci un attimo a riflettere sui veri problemi che hanno portato a una così grande diffusione della droga piuttosto che continuare a dire frasi banali e a pensare che la droga sia solo un problema di chi va in discoteca!

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