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mercoledì 1 ottobre 2003
Non esiste droga "leggera"
Da Andrea @ 0.00 :: 1119 Visite :: 1 Commenti :: :: Cultura e Societa
 

Non bisogna essere leggeri contro la droga "leggera"

Immagine: (From www.nsd.it)




Di recente una sentenza americana rischia di mettere in crisi il colosso Philiph Morris: i più informati hanno già capito che mi riferisco alla condanna per aver inserito la scritta "Light" nei loro pacchetti, facendo così credere che quelle sigarette non facessero male. Perché allora non diventa reato definire "leggera" una droga? Cosa percepisce l'adolescente che sente aggettivate in quel modo quelle sostanze? Penserà: queste non fanno male. Balle!

"Leggera" non può essere definita una droga. L'effetto stupefacente esiste sempre, varia solamente a seconda del tipo di droga. L'effetto dipendenza esiste sempre, diviene forte nei casi in cui esso è anche fisiologico. Marijuana, Ecstasy, LSD, psicofarmaci, pasticche varie... cocaina, eroina, morfina... ma anche l'alcool sono droghe, ovvero sostante che provocano effetto stupefacente, rendendo la persona che ha assunto tali sostanze un pericolo per la comunità. Sempre! Tale pericolo è solo proporzionale al tipo di droga utilizzato e alla quantità assunta. Non c'è distinzione, non c'è droga benevola. Persino la dipendenza, che in molti casi è anche fisica, è sempre presente: esiste infatti la dipendenza psicologica, quella che può rendere un essere umano dipendente da qualsiasi cosa se, assumendo quella cosa o effettuando quell'atto, ne trae un beneficio reale o apparente. Ma questo Skinner potrebbe senz'altro spiegarlo meglio.

E' dunque corretto bandire queste forme di "sballo" poiché dannose e pericolose. Mi spiace ascoltare l'On. Livia Turco che, intervistata su Radio 24, attacca il governo per "non aver fatto niente" in questi anni ed invita a spostare il dibattito su questo; dire che "eliminare del tutto il consumo di droga è impossibile" e il governo sbaglia a mirare a questo; chiedersi perché si combatte le droghe leggere e non si combatte l'abuso di psicofarmaci o di alcool. Mi spiace, On.Turco ma si sbaglia; e di grosso. Non è una battaglia politica, non vogliamo farci distrarre "politicando" e perdendo così di vista l'obiettivo; non ci sentiamo utopici a mirare alla sconfitta totale delle droghe, poiché sono i grandi obbiettivi a dar vita a grandi azioni; non vogliamo non fare nulla perché incapaci (o nolenti) di fare tutto.

Una volta aperta la campagna contro la droga, però, non dimentichiamoci di chiederci alcune cose: chi ha interessi nei giri di droga? Se in gioco ci sono alcune lobby importanti, chissà se verranno veramente toccate; chi le importa e da dove arrivano? Sarà così possibile prevenire il male alla fonte, anche con accordi internazionali (vedi quanto fatto per il problema immigrati); perché alcune persone (il 70% almeno una volta nella vita) ne fanno uso? Qui il tema è difficile ed è tutto aperto. Questa "Fuga dalla realtà" di cui abbiamo già parlato (in termine più ampi in un precedente articolo) da cosa è causata? Disagio sociale, fuga dai problemi quotidiani, insoddisfazione personale... i problemi sono e possono essere tanti ma bisogna sempre ricordarsi che un fenomeno di massa non è un problema dei singoli ma della società e deve essere affrontato a tutto campo affinché non degeneri in effetti peggiori. E i problemi in questione non riguardano solo il rapporto individuo-individuo e individuo-società ma anche i rapporti individuo-Stato e società-Stato: nessuno degli attori si senta esule da pecche né in diritto di non far nulla.
Commenti
Da Cecco @ mercoledì 1 ottobre 2003 0.00
Un articolo deciso e serio che appoggio completamente. Inoltre mi sembra preoccupante che un nutrito gruppo di cantanti abbia ieri scritto una lettera in cui difende l'uso delle droghe leggere: dovrebbero aiutare i giovani e invece li confondono!

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