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venerdì 7 aprile 2006
Ecco come ho scelto la parte giusta
Da Andrea @ 0.00 :: 234 Visite :: 0 Commenti :: :: Politica
 

La libertà di esprimere le proprie idee è ancora garantita dalla legge

Immagine: (From www.politicaonline.net)




Questo ci offre la politica attuale ed è tra questo che dobbiamo scegliere: di meglio ce ne potrebbe essere e, mi auguro, ce ne sarà ma l'esercizio di democrazia va sempre compiuto, piuttosto tappandosi il naso e votando il meno peggio. E si parte dovendo scegliere quale coalizione votare, scegliere da che parte stare. Prescindiamo dai due leader, Berlusconi e Prodi, per i quali si potrebbe scrivere di tutto e di più sulla discutibilità del loro ruolo e della loro storia: dai conflitti d'interesse e le leggi ad personam del primo, alla catastrofe dell'Iri e la donazione fatta ai figli (prima di metterci sopra la tassa) del secondo. La scelta, quindi, si basa su due (dei tre) elementi base della politica: i partiti e i programmi (il terzo sono, appunto, le persone).

I partiti. Gli "impresentabili" sono presenti da entrambe le parti. A destra abbiamo alcune formazioni neo-fasciste, ossia inneggianti ancora oggi al fascismo (nonostante sia vietato per costituzione) e alcune ex-fasciste nostalgiche, ossia non più inneggianti al fascismo ma convinti del bene fatto dai predecessori: in totale queste formazioni non raccolgono neanche il 2% dei voti, probabilmente non porteranno deputati. A sinistra, invece, abbiamo due grossi partiti come Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista che hanno proprio negli ideali del partito quell'estremismo che i più hanno visto crollare in occasione del S.Natale del 1991 (il crollo del comunismo sovietico); evitiamo pure di considerare quella parte dei Ds, ex-Pds, ex-Pci, che ancora vive il Partito come nel secolo scorso, non rinnegando il loro passato sotto il segno della falce e del martello; abbiamo, dunque, almeno un 10% di comunisti all'interno di questo schieramento che, per non rinnegare la loro fede (con la "f" minuscola), porteranno in parlamento persone che, incappucciate, andavano a fare tumulti nelle città come a Genova e a Milano. Non si vota uno schieramento che intende portare 1 estremista ogni 5 persone elette all'interno delle istituzioni del nostro Paese.

I programmi. Entrambi gli schieramenti hanno stilato la lista di intenti. Li abbiamo letti entrambi. Premesso che si è mai visto nessuno che una volta eletto abbia rispettato il 100% di quanto detto in campagna elettorale, bisogna scegliere tra quello che potrebbe succedere secondo uno o l'altro programma. E non è difficile. Da una parte ci promettono leggi contro il valore della famiglia, contro il libero mercato, contro il mercato del lavoro attuale, contro le grandi opere, contro la nostra immagine all'estero e, soprattutto, contro i nostri risparmi. Dall'altra si parla di detassazione, di donne al governo, di federalismo, di maggiore occupazione, di lotta all'immigrazione clandestina, di grandi opere. In sintesi, la promessa di più stato e più tasse contro quella di più libertà e più soldi per i cittadini. Nel dubbio che qualcuno voglia rispettare almeno una parte di quanto promesso, non si vota uno schieramento che si attacca ai nostri risparmi.

In conclusione, scelta la coalizione "meno peggio", bisogna, al suo interno, scegliere un partito: i valori dei tre partiti principali sono pressoché simili. Due in particolare si distinguono per serietà. E solo uno di questi ha il peso politico per poter essere decisivo all'interno della coalizione portando i principi, i valori, gli ideali che sento di condividere o, perlomeno, sento meno lontani.
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