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lunedì 5 aprile 2004
La forza dell’ignoranza
Da Andrea @ 0.00 :: 338 Visite :: 4 Commenti :: :: Altre categorie
 

Dal fallacipensiero, come al solito, il peggio

Immagine: Il «corteo di cialtroni», dice, non la fermerà(From www.blogsfera.com)




«La forza della ragione» è il nuovo delirio scritto dalla Fallaci e presentato dal Corriere sabato scorso. E' una follia, un concentrato di razzismo e considerazioni antistoriche che mal si coniuga con le - poche - idee interessanti che meritano discussione. Presentandosi come una Cassandra, come un'eretica pronta al rogo, rammenta come l'Inquisizione si è fatta furba, preferendo alle torture del corpo quelle dell'anima. Accusa gratuitamente chiunque in difesa, dice, della Libertà e della Ragione. Dipinge una realtà che vede solo lei, una teocrazia che ristabilisce l'eresia e manda al rogo i propri figli, che promette il Paradiso a chi odia americani e israeliani e l'Inferno a chi non ama i musulmani. Un'«Eurabia», neo provincia dell'Islam, colonia dell'Islam che ha l'Italia come avamposto.

Attacca i pacifisti (o «arcobalenisti», come li definisce), chiedendo loro se davvero credono in un mondo utopistico nel quale tutti si vogliono bene come sarebbe piaciuto a Gesù? Poi bestemmia contro Cristo (lo farà più volte nello scritto), estraendo alcuni versetti del Vangelo di Matteo (10,34-35) e, incapace di interpretarli in quel contesto, dichiara Gesù non pacifista. D’altronde la Chiesa Cattolica ci ha abituato a Papi guerrieri che farebbero invidia a Maometto e che insozzarono i secoli con roghi e guerre, ma il cambio di rotta partito con la Pacem in Terris e proseguito con le continue scuse di Giovanni Paolo II per i crimini della Chiesa sono viste come «lacrime di coccodrillo». Noi, ipocriti pacifisti, che non sventoliamo mai per condannare chi la guerra la fa con gli esplosivi dei kamikaze, noi ignoranti plagiatori dell’«insensattezza di Kant». Eh già, perché Emanuele Kant scrisse (1795) un saggio dal titolo «Progetto per la Pace Perpetua» che, ignoranti a non saperlo, è demagogia: come si può dire che dove c’è una repubblica democratica c’è pace con tutte le guerre che fece Napoleone Bonaparte? Entra così in un capoverso di ignoranza storica mostruosa, in cui arriva a definire le guerre in Vietnam e in Cambogia delle semplici guerre civili. In fondo, era Platone a dire che la guerra esiste ed esisterà sempre perché nasce dalle passioni umane. Ogni nostra azione quotidiana, dice la Fallaci, è una forma di guerra contro qualcuno o qualcosa, dalla rivalità professionale, a quella politica, a quella sportiva. La guerra, sentenzia, non è una maledizione insita nella nostra natura, è insita nella Vita: non ci si sottrae ad essa! E’ una mostruosità che la porta all’ateismo: come può un Dio aver inventato un mondo dove la Vita uccide la Vita? Se fosse concepito davvero da un Dio creatore, sarebbe un Dio ben cattivo! Ma lei non crede neppure al «masochismo del porgere l’altra guancia»: se qualcuno la attacca, lei combatte. Con la parola, ma se non basta è pronta anche con qualcosa di più, come faceva da ragazzina...

Attacca i mussulmani. Non si può scendere a patti con l’Islam: dietro altre comunità, non c’è una religione che identifica se stessa con la legge, con lo stato, una religione che non ha nemmeno la parola Libertà nel vocabolario, una religione che semina l’odio anzichè l’amore, la schiavitù anzichè la libertà.
Attacca, giustamente, chi non voleva dare la comunione ai soldati di Nassiriya, chi non voleva dare l’estrema unzione ai soldati rientrati in una bara. Poi si lancia in un’apoteosi bestemmiatrice contro il Cristianesimo.
Si definisce atea cristiana (n.d.a.: ???) e dice di pensare che Dio sia stato creato dagli uomini e non viceversa, per solitudine, impotenza, disperazione. Ma invidia chi crede, perché l’idea di Dio aiuta ad affrontare la Vita e la Morte. Atea, quindi, ma cristiana, anche se rifiuta i cari precetti del cristianesimo. Ad esempio, ribadisce, la «faccenda del porgere l’altra guancia», del perdonare. Un errore che, dice, lei non commette mai perché incoraggia la cattiveria. Ma il discorso che sta alla base del cristianesimo le piace, la convince: il discorso fatto da Gesù che scavalcando la metafisica si concentra sull’uomo, che riconoscendo il libero arbitrio, riconosce l’Uomo padrone delle proprie azioni, del proprio destino. E’, secondo lei, un inno alla Ragione (n.d.a.: Gesù era illuminista?). E poiché dove c’è raziocinio c’è scelta, dove c’è scelta c’è libertà, è un inno alla Libertà (n.d.a.: Gesù era liberista?). Predicare il Bene è frutto della Ragione, della Libertà, distribuire l’Amore che prima d’essere un sentimento è un ragionamento. Cita Benedetto Croce, nel famoso saggio «Perché non possiamo non dirci cristiani», quando ricorda che «il cristianesimo è stata la più grande rivoluzione che l’umanità abbia mai compiuto», senza il quale non ci sarebbe stato il Rinascimento, l’Illuminismo, neppure la Rivoluzione Francese, nemmeno il socialismo («esperimento socialista»), né tantomeno il LIBERALISMO, che oggi, dichiara solennemente, non può non essere alla base di una società civile e che chiunque accetta o finge di accettare.
Torna a parlare male dell’Islam, raccontando la storia della rapina ideologica: il furto del Cristianesimo, la presentazione di Gesù Cristo come profeta di Allah, profeta di seconda classe, al punto che Maometto dovette rifare tutto e scrivere il Corano. Ecco come l’imperialismo islamico vuole conquistare l’Occidente perché noi siamo ricchi ed evoluti.

Ma la società teocratica di oggi ti lascia libero di pensarla come lei o di non pensare, perché queste finte democrazie tutto possono dire fuorché lasciar che si diffonda la verità. La Fallaci ci rivela tutto questo, si sente costretta a farlo: lei non scrive per denaro ma per obbligo morale (n.d.a.: perché allora sotto le citazioni del Corriere vi era la scritta «riproduzione vietata»?). Lei non ha paura delle condanne. Non ha paura della morte del corpo, perché non la teme. Non ha paura della morte dell’anima, perché al ruolo di fuorilegge ci è abituata. Più si cerca di imbavagliarla e più, dice, disubbidisce. La turba invece l’insormontabile barriera che gli italiani hanno tracciato intorno al Pensiero. Perché si può solo tacere o unirsi a condanne e menzogne che proteggono il nemico e disonorano chi lo combatte.
Ringrazio la Fallaci per quanto ha scritto perché come il Vangelo mi indica quotidianamente la strada da seguire, i suoi interventi mi ricordano sporadicamente quali sono i cattivi precetti da non adottare. Lascio ad un prossimo imminente articolo la risposta a queste barbare parole.
Commenti
Da Monto @ mercoledì 7 aprile 2004 0.00
Un articolo molto denso, mi pare. Non ho ancora letto il libro in questione, e posso basarmi solo su quanto scritto da Andrea. Certo le idee della Fallaci sono piuttosto strampalate, soprattutto quelle relative alla sua fede personale. Tuttavia non sbaglia ad chiamare il cristianesimo "un inno alla ragione", che' tale esso e'. Non si tratta di razionalismo, ma di riconoscere l'uomo come essere ragionevole, quindi dotato di libero arbitrio, quindi libero. E' un grossolano errore porre l'uguaglianza LIBERTA'=>LIBERISMO ovvero RAGIONE=>ILLUMINISMO. E certo l'amore non e' un sentimento, ma e' una cosa fortemente razionale. Se il cristianesimo fosse solo sentimento, non renderebbe l'uomo libero bensi' schiavo delle proprie emozioni. Ancora piu' ragione ha la scrittrice a "vederla grigia" sul rapporto tra Islam e mondo occidentale: non sono impressioni di pochi, molta gente che ha uno stretto contatto con i musulmani (ad esempio, i missionari Comboniani) afferma che la loro mira e' proprio un'islamizzazione del mondo. Ma se l'Europa non lo capisce in tempo, ci ritroveremo sottomessi, come gia' lo siamo ora quando non si ha il coraggio di alzare la voce contro le fiumane di musulmani che intasano le vie di Milano ogni venerdi' con il pretesto della preghiera. Imbevuti di relativismo culturale come siamo, ci e' difficile credere che alcune religioni siano migliori di altre. Ma non si puo' non notare qualcosa di sbagliato in tutto questo Islam distruttivo. Manca lo spazio per illustrare convenientemente questa tesi, spero di riuscirci con un articolo. Pur non condividendo in pieno le idee della Fallaci, spero tuttavia che riesca a smuovere un po' la coscienza degli europei, sempre che non si perdano nel fumo delle polemiche.

Da zacrobat @ mercoledì 14 aprile 2004 0.00
Grazie Oriana, hai dato voce hai miei pensieri, hai dato linfa al mio orgoglio di essere Italiano.

Da Anonymous @ venerdì 16 aprile 2004 0.00
Premetto che non concordo con le assurdità della Fallaci. Tuttavia, i gravi attacchi che l'Occidente sta subendo dall'11 settembre ad oggi non possono fare a meno di colpirci nel profondo e quindi credo che a volte, perdendo i lumi della ragione, ci possa capitare di fare delle generalizzazioni errate, per egosimo, "per rabbia e per orgoglio" e a volte anche semplicemente per paura. Un'ultima cosa per Monto: nell'articolo che ci prometti di scrivere, puoi spiegare meglio la frase "E certo l'amore non e' un sentimento, ma e' una cosa fortemente razionale. " Grazie.

Da Andrea @ lunedì 31 maggio 2004 0.00
zacrobat, potresti argomentare la tua tesi?

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