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lunedì 13 ottobre 2003
Fini prossimo premier?
Da Andrea @ 0.00 :: 292 Visite :: 2 Commenti :: :: Politica
 

Berlusconi è finito. Fini si lancia come successore.

Immagine: Fini stringe la mano ad un immigrato(From www.corriere.it)




Il vice-premier Gianfranco Fini lancia il guanto di sfida: una proposta, quella sul voto agli immigrati, che é solo il mezzo per mirare a cambiamenti in seno alla coalizione. E' una posizione importante ed è bene che ne sia lui l'artefice; un recente sondaggio sul gradimento dei politici, apparso sul Corriere della Sera, dava Casini in testa, seguito da Fini, Prodi, Fassino e Berlusconi. Per il post-berlusconismo, quindi, avanza il leader della destra, perché questa uscita di Fini sa tanto di rilancio della sua immagine nel partito e fuori. Ed è un bene.

La proposta, che sarà presentata venerdì, è quella di dare la possibilità di voto agli immigrati. Ci si gioca circa 800mila voti che andrebbero divisi soprattutto tra partiti maggiori e Rifondazione, fautrice storica della proposta. Non credo sia corretto far votare un cittadino non italiano, è forse più corretto accorciare la pratica per diventarlo: oggi a votare possono essere solo i possessori della carta di soggiorno rilasciata dopo 6 anni di residenza, ovvero 150-200mila persone. Attenzione però con queste riforme: la devolution, che si sperava fosse solo amministrativa, è in realtà anche politica. Più regioni si stanno movendo (e si sono mosse) concedendo diritto di voto agli immigrati in varie forme: quel che si legifera a Roma, quindi, potrebbe non essere una legge di tutto lo Stato, fatta salva la possibilità, ventilata, di inserire la riforma nella costituzione. Si vedrà... venerdì.

Torniamo al vero motivo dell'uscita: Fini si rilancia come leader e, a mio parere, si colloca pronto alla successione. Di Berlusconi, ormai, ne sono stufi la maggior parte degli italiani: i sondaggi lo vedono in estrema difficoltà, le sue gaffe quotidiane non aiutano di certo come non é positiva la carenza nelle riforme promesse, la maggior parte attuate ma molte "glissate". Prima o poi, si spera prima, Berlusconi dovrà fare le valigie e liberare il posto a Palazzo Chigi: perché, alle prossime elezioni, lasciare come alternativa solo questa sinistra incapace e pasticciona, come successo già in occasione del voto che ha preceduto la scorsa legislatura? Perché non dare un'alternativa interna, con un vero leader di destra capace di guidare la coalizione, più "politicante" dell'attuale Premier? L'idea dello stato-azienda portata da Berlusconi è fallita, seppur le cause siano da ricercare più nell'attuazione che nella sostanza ideologica. Forse l'imperatore mediatico avrebbe fatto meglio a pensare meno ai fatti propri e di più alla "cosa pubblica". Ma questa ormai è Storia. Intanto, in un botto solo, Fini porta a casa il consenso del 70% degli italiani, il consenso dei cattolici, dei maggiori giornalisti (Corriere, Repubblica, il Giornale, il Foglio di Ferrara per citarne alcuni), di sindacati (lavoratori e imprenditori). Come si fa ad obbiettare che non è nei programmi di governo (Berlusconi)? Una proposta deve essere valutata per quello che è, non per chi la propone. Che senso ha bocciarla perché "è sempre stato un cavallo di battaglia di Bertinotti" (Castelli)? Non aveva scelta Fini, pena un lento ma inesorabile declino. Ora la palla è in mano a Berlusconi. E' già successo, come in occasione dell'indulto, che ognuno ha votato come gli pare e poi sono rimasti alleati, perché questo è il parlamento e questa è la politica. Ma è scontro duro tra Alleanza nazionale e la Lega sul diritto di voto agli immigrati alle elezioni amministrative: dalla lega dicono che alcuni alleati della Cdl “volevano approfittare del semestre italiano di presidenza europea per fare un governo tecnico e lasciar fuori la Lega”. Non credo sia questo il punto.

Con la Bossi-Fini si è fatto un grande passo contro la clandestinità: i gommoni di due-tre anni fa non si vedono più. E' ora doveroso integrare appieno gli immigrati regolari, onde evitare pesanti isolamenti sociali. A sinistra non ce l'hanno fatta proprio perché mancavano i presupposti, mancava una lotta alla clandestinità. Ora siamo pronti. Ma, ripeto, questa uscita non va vista nella sua sostanza "apparente" ma in quella nascosta: a meno di considerare Fini uno sprovveduto, dobbiamo interpretare la sua proposta come un passo verso una smarcatura da un premier ormai perdente. Il re ha illuso tutti ma ora tutti lo vedono per quello che è: nudo. E' tempo per la destra italiana di preparare un'alternativa che consenta agli italiani di non scegliere quella sinistra incapace che ci ritroviamo alle prossime elezioni. E Fini sembra averlo capito.
Commenti
Da Cecco @ lunedì 13 ottobre 2003 0.00
Lascio ad un eventuale articolo gli approfondimenti e mi pongo solo alcune domande. 1)Come si fa a dire dopo 3 anni di governo che un personaggio è passato alla Storia? Allora Andreotti cos'è? Il Paleolitico? 2) Può essere premier un uomo che usa il destino di 800mila persone per smarcarsi da un alleato più forte? Mi sembra di risentire le proposte strumentali della sinistra, peggiorate 3) Una legge proposta per interesse partitico può essere una buona legge? Tanto più su un argomento così scottante e decisivo? 4)Il 70% degli italiani è con Fini, ma AN? Per fare il premier fonderà un nuovo partito? Posso dire che condivido il giudizio sul motivo di questo lancio di Fini, ma il parere (così l'ho inteso io) positivo di Andrea mi trova assolutamente contrario. Un'ultima domanda: quali leggi ha proposto in tema di riforme AN fino ad oggi?

Da Andrea @ martedì 14 ottobre 2003 0.00
1) Se ti riferisci a Berlusconi, è dal '94 che è in politica e, se fallisse, sarebbe la seconda volta. Andreotti... vorrei dire "sì, è paleolitico", comunque dico che ha governato in un altro contesto e in ben altro modo.<br />2) Secondo me ha sollevato un problema legittimo (e su questo mi pare che siano d'accordo tutti gli opinionisti) ma sono il modo e i tempi in cui lo ha fatto che ne indicano il secondo intento. Non mi pare dello stesso atteggiamento di un Bertinotti...<br />3) Una legge è sempre proposta per interesse partitico o, perlomeno, può essere intesa in tal senso; un partito è espressione di una "fetta" di elettorato e legifera per essa, compromessi permettendo: non credo ci sia da stupirsi, non credo sia dissimile da quanto avviene con la maggior parte delle altre leggi.<br />4) Non ho detto che il 70% è con Fini ma ho detto che appoggia la proposta. AN era spiazzata nei primi giorni perché questa "manovra" del proprio leader non è stata discussa e non era prevista: i chiarimenti successivi hanno pemesso a tutti (anche i più berlusconiani come Gasparri e La Russa) di fare quadrato attorno al vice-premier.<br/>Ultimo punto: non saprei elencarti le proposte di AN, magari hai ragione nel'intendere che non ne ha fatte. Ma facendo parte di una coalizione di governo dove il programma è "già scritto" da 3 anni, non serve intervenire con nuove proposte se non, come in questo caso, per "problemi" emersi successivamente e che un governo deve comunque affrontare per non rimanere inabissato in un programma che, inevitabilmente, invecchia con il passare del tempo. Penso che il fatto che tutti, in tutti i settori (tranne la Lega tra i partiti) l'hanno trovata una proposta sensata o, comunque, condivisibile e affrontabile, sollevi ogni dubbio sull'opportunità di tale intervento.

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