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venerdì 26 settembre 2003
La sconfitta della legge: il condono
Da Andrea @ 0.00 :: 1109 Visite :: 0 Commenti :: :: Politica
 

Il condono è obbligatorio in carenza di risorse? Falsità!

Immagine: (From www.provincia.tn.it)




"La clemenza [...] dovrebbe essere esclusa in una perfetta legislazione dove le pene fossero dolci ed il metodo di giudicare regolare e spedito." (C.Beccaria, "Dei delitti e delle pene")

Condoni, indulti e indultini, grazie, clemenze, amnistie... E ancora: depenalizzazione dei reati, accorciamento dei termini di prescrizione... In quanti modi (e quante volte) i vari governi hanno fatto in modo (e fanno in modo) che i reati non vengano puniti? Perché é necessario ricorrere a questi atti? La risposta fornita tra le righe è "per far cassa": la realtà, però, è differente.

Condono edilizio: si parla di una sanatoria da 1,5 miliardi anche se ancora di sta dibattendo su "cosa" condonare. Nel 1982 il governo Spadolini effettua quello che rimane il "condono record" con 11 mila miliardi (di lire) di incasso; tra i recenti leggiamo i 6.500 miliardi del settimo governo Andreotti (1991) e i 5 mila miliardi dell'ultimo condono edilizio datato 1994 (è noto chi sedeva a Palazzo Chigi). Dal 1994 al 2002 sarebbero stati costruiti almeno 362 mila edifici abusivi, superficie media di 138mq per un totale di oltre 50 milioni di metri quadri, valore stimato 23.470 miliardi di euro (dati Cresme). Tutto questo in "nero", in barba alle concessioni edilizie e alle dichiarazioni fiscali. E' un affare, un giro di soldi e di lavoro immenso che avvolge soprattutto il sud (ma non solo). Il condono è una manna a favore dell'illegalità, una mano tesa all'abusivismo che gli ambienti mafiosi hanno sempre richiesto e gradito; e continuano a farlo. Dalla Dc a Berlusconi, il governo ha sempre risposto "Prego!" avallando e appoggiando questi comportamenti, queste persone.

Condonando "si fa cassa" ma, in un'azienda, tale comportamento verrebbe definito una perdita: il debito contratto dai cittadini viene ripagato solo in parte, purché essi si "costituiscano". La somma condonata è persa: perché non investire tale somma in controlli più importanti in modo che, ottenendo gli stessi risultati economici, non si scada di qualità?
Dal 1973 ad oggi sono stati varati una quindicina di condoni di vario genere che hanno portato nelle casse dello Stato un totale di 26 miliardi di euro: spalmata in tre decenni, risulta meno di un miliardo all'anno, spalmata sugli abitanti rappresenta 15 euro all'anno pro-capite (dati Ministero delle Finanze). L'immagine pubblica dello Stato incapace di garantire l'onestà punendo l'illegalità; l'ingiustizia commessa nei confronti di chi ha regolarizzato la propria situazione (pagando le multe dovute) o si è visto abbattuta la propria casa per non essere capitato nel "periodo giusto" del condono; l'avvallo agli affari edilizi mafiosi; l'incertezza della pena; la mancanza di dignità dello Stato; tutte queste cose sono il controvalore di 15 euro all'anno? Se me lo avessero chiesto, io le avrei pagate.
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