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lunedì 1 dicembre 2003
Un'Azione Sociale parte da noi
Da Andrea @ 0.00 :: 759 Visite :: 0 Commenti :: :: Generale
 

A migliorare la società può essere un solo attore: l'uomo.


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E' nella natura di ogni essere animale, quindi anche nell'uomo, che vi è presente la ricerca di una condizione migliore. E' nella natura della maggior parte di essi espandere tale ricerca in modo che diventi il miglioramento della propria razza, della propria stirpe, della propria famiglia. La razza umana, intesa come unica e indistinguibile al suo interno, non è esule da ciò. Anzi, è - o meglio, dovrebbe essere - la maggior e la miglior realizzatrice di tale natura, potendo disporre meglio di qualsiasi altro animale uno strumento portatore di democrazia, pace, comprensione: il dialogo. E' dunque con il dialogo che l'uomo ha sempre saputo porre soluzioni importanti ai suoi problemi, soluzioni entrate nella Storia dalla porta principale e non macchiate dagli strascichi che le guerre "per giusta causa" hanno immancabilmente aderenti.

Facciamo un tuffo indietro nella Storia: "uomini indipendenti ed isolati si unirono in società, stanchi di vivere in un continuo stato di guerra e di godere di una libertà resa inutile dall'insicurezza di conservarla. Essi ne sacrificarono una parte per goderne il restante con sicurezza e tranquillità" (C.Beccaria). Nacque la società, nacquero le leggi, nacque la politica. Le varie forme di organizzazione sociale che crebbero in seguito furono figlie del lavoro politico di uomini, a volte di eserciti, spesso di statisti. E sono le espressioni e le rivoluzioni democratiche quelle che più volentieri ricordiamo. Non ricordiamo certo a titolo di esempio da seguire l'agire di - solo per citarne alcuni - Hitler, Stalin, Franco. E' con più gioia e orgoglio che ricordiamo la nascita della democrazia, la fine dell'apartheid in Africa, la conquista di diritti come la parità raziale, il suffragio universale. Ma chi fece questi cambiamenti? Chi fu l'artefice di tali conquiste? Non certo "lo Stato", non certo l'ideologia di turno. Furono gli uomini, fummo noi. Uomini che mossi da un'enorme forza interiore, con l'intento di raggiungere un obiettivo giusto, cambiarono il volto di un popolo, di una nazione, del mondo. Uomini che non si fermarono di fronte all' "oggi non ho voglia", al "non mi conviene" o al "chissenefrega" ma spesero gran parte delle loro energie per conseguire un fine di cui noi oggi siamo loro grati.

In quel pezzo di Beccaria c'è la nascita della politica. Questo nome, questa bestemmia. "Guai se cominci a parlare di politica", "quell'uomo parla sempre di politica" e via dicendo... sono le frasi che spesso si sentono e che intendono un allontanamento da quest'arte così buia e così lontana ai più. Lontana? Macché! La politica è ciò che ci guida, è il più importante strumento inventato per governare uno Stato, per mettere d'accordo degli uomini, per costruire delle società. Con la politica ci mettiamo d'accordo per stabilire le regole del gioco e non è disinteressandosi di essa che le regole poi possono uscire a noi piacenti. E' il mezzo, lo strumento materiale, per decidere le regole di una società e quindi, di questa società, deciderne le sorti. Non deve restare uno spauracchio per allontanare la gente dalla "cosa pubblica" perché la "cosa pubblica" siamo noi. Con la partecipazione all'attività politica si può dire di fare qualcosa per la società, di fare un'attività che, unita a concrete attività di aiuto per il prossimo, possono definirsi azioni sociali. E' quindi movendo in queste due direzioni, aiutando i fratelli a noi più vicini e intervenendo indirizzando l'attività polica, che ci si muove in favore della società.

L'azione sociale che abbiamo in mente, quindi, non si ferma di fronte ad alcuna paura, forte di un'arma invicibile: la parola. E' vero che agendo direttamente nella società a noi circostante rendiamo un aiuto immediato e concreto "dal basso", è vero anche che con una vera comunicazione rendiamo un servizio a noi stessi, permettendo alla società di progredire "dall'alto". Ma a fare tutto questo devono essere gli uomini, dobbiamo essere noi. Non ci verrà servito su un piatto d'argento, non sarà un regalo del puro caso. Sarà l'azione sociale di uomini coraggiosi che porterà progresso nella vita di tutti, consci che attraverso la parola, attraverso il dialogo, si può arrivare là dove nessuna guerra e nessuna rivoluzione armata è mai arrivata prima. L'uomo si unì in società alla ricerca della pace: da allora seminò morti con la scusa di mantenerla. Oggi abbiamo la possibilità di dirlo e di fare in modo che si smetta di farlo. Miglioriamo la società, non subiamola. "Non chiederti cosa può dare il tuo Paese a te, ma cosa puoi dare te al tuo Paese" (J.F.Kennedy).
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