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mercoledì 28 maggio 2003
Incidenti stradali: affare di stato
Da Andrea @ 0.00 :: 252 Visite :: 0 Commenti :: :: Cultura e Societa
 

L'obbiettivo è quello di lasciare che gli incidenti aumentino e lavorare sulla sicurezza passiva: così il rapporto morti/incidente migliora ma il PIL aumenta. Tocca a noi cittadini dire NO!

Immagine: (From www.sugar-grove.il.us)




Errato l'articolo comparso ieri su una famosa testata giornalistica: non è vero che un incidente su tre è colpa dello stato delle strade: si tratta degli incidenti la cui causa è "Incovenienti di circostanze concomitanti". Da notare, invece, che oltre il 60% sono riferibili al conducente. L'ISTAT pubblica un documento con la ricerca statistica riguardante gli incidenti stradali e le cifre fanno accaponare la pelle. La teoria dice che l'Italia, come gli altri paesi UE, punta a ridurre del 40% entro il 2010 il numero di morti e feriti causati da incidenti stradali. Ma la pratica è ben lontana: il costo sociale ed umano che paghiamo ogni anno è elevatissimo.
In Europa, il costo sociale causato dagli incidenti stradali è di 160 miliardi di euro, circa il 2% del PIL UE (Commission of the European Communities, white paper “European Transport policy for 2010: time to decide”, Brussels, 12/09/2001), senza tener conto dei danni morali ma valutando esclusivamente i costi diretti e indiretti. Ma la prima causa che può conseguire un ferito o un morto per strada è l'incidente stesso: diminuire il numero di incidenti ridurrebbe i morti per la strada. Ma è davvero l'obbiettivo comune? A fronte di una media di incidenti in forte diminuzione in Europa, con paesi come il Lussemburgo e l'Olanda in calo di oltre il 10% tra il 1999 e il 2000 con il Portogallo a 7.9%, la Francia in calo del 51.2% (!) dal 1980 al 2000 mentre Belgio e Olanda calavano del 20%, l'Italia che fa? Dal 1980 al 2000 +40% (tra i tre peggiori paesi con Spagna e Irlanda), +1,7% nel periodo 99/2000, tra i pochi in aumento. Se è vero che le morti sono ovunque in diminuzione (media 80/00 -39%, media 99/00 -7%), la causa primaria, ovvero quella che "meglio" incide sul PIL, non è combattuta. Nel 2001 le autorità di polizia hanno rilevato 235.142 incidenti stradali, che hanno causato il decesso di 6.682 persone, mentre altre 334.679 hanno subito lesioni di diversa gravità. Nel nostro Paese si verificano circa 644 incidenti al giorno, muoiono mediamente 18 persone, mentre altre 917 rimangono ferite. Se ci vogliono "vendere" il dato per cui l'indice di mortalità per incidente migliora, non possiamo non leggere meglio i dati: con gli incidenti in aumento, così come i feriti, e i morti in calo, ne consegue che il rapporto morti/incidente si abbassa notevolmente. E' più facile salvarsi, ma è più difficile uscire indenni da uno spostamento.

Cita il documento: "Ogni singolo incidente è determinato da una molteplicità di fattori, ciascuno con una sua specifica importanza, ma tutti riconducibili al complesso conducente-veicolo-strada, nonché alle sue variazioni nel breve periodo di tempo che precede l'incidente. Mentre sui due ultimi elementi si può intervenire con accorgimenti tecnici, più o meno efficaci, l'elemento sul quale è più difficile intervenire è il fattore umano che resta certamente l'elemento fondamentale. Gli interventi sul conducente possono essere vari: inserimento dell'educazione stradale nei corsi scolastici, maggiore selezione negli esami per la patente, spot sui media e campagne sull'educazione stradale. Essi richiedono, infatti, una conoscenza dei meccanismi psicologici e delle caratteristiche socio-demografiche (età, sesso, anzianità di patente, ecc.) dei conducenti e lo studio della relazione tra queste caratteristiche, la condotta di guida ed il rischio di incidente." Se è vero che i dati relativi possono essere interessanti per capire, ad esempio, come gli incidenti a più alto rischio di morte siano quelli dovuti ad un anormale stato psico-fisico del conducente, risulta più utile valutare i dati assoluti, poiché è il numero complessivo di morti che si vuole abbattere, non migliorare l'efficenza del rapporto tra numero di morti e tipologia di incidente.

Anno 2001: 952 morti (14,2%) in incidenti causati per eccesso di velocità, 609 per guida distratta o andamento indeciso, 354 per guida contromano, 275 per mancata distanza di sicurezza; a parte la guida contromano, le altre cause sono da record anche nei feriti: oltre 30mila (oltre il 9%) a testa, in oltre 20 mila incidenti (altro record, sempre cadauno, circa il 9%). Dal rapporto: "Analizzando più dettagliatamente il suddetto prospetto, risulta che alcune tipologie di incidenti, anche se meno frequenti, sono particolarmente pericolose. Infatti, l’indice di mortalità presenta il valore massimo nella guida contromano con 7,2 morti ogni 100 incidenti a cui segue l’eccesso di velocità e la guida distratta che determinano, rispettivamente, 4,7 e 2,7 morti ogni 100 incidenti. Il processo di invecchiamento, che ovviamente si manifesta in modo diverso da individuo a individuo, comporta spesso una riduzione della capacità uditiva, visiva, motoria e psicomotoria che rende questa classe di individui più soggetta delle altre ad essere coinvolta in incidenti stradali. Inoltre, le persone anziane, a causa della loro minor resistenza fisica, una volta subito un trauma sono più soggette al decesso che non le classi più giovani; ciò spiega perché molto spesso gli incidenti in cui sono coinvolti gli anziani risultano più gravi. La presenza di persone anziane coinvolte in incidenti stradali è andata crescendo nell'ultimo decennio per effetto del loro maggior peso sulla popolazione e dell'allungamento del periodo di partecipazione alla vita attiva."

La stima dei costi sociali degli incidenti stradali per l’anno 2001 è risultata pari a 33.80 miliardi di euro, 13.83 miliardi in danni materiali, 2.56 in RCA (!). Conclusione? Lo stato non intende diminuire il numero di incidenti, ha interesse esclusivo a ridurre il numero di morti per incidente. Da qui ne deriva una campagna per la sicurezza, dalle cinture agli airbag, e non una campagna di prevenzione. Se è vero che la causa principale degli incidenti è l'inadempienza al codice stradale da parte del conducente, è vero che avere una patente per circolare è una pura formalità alla quale non si associa il valore aggiunto di conoscenza del codice stradale, capacità di guida, condizioni fisiche adatte alla guida. Con l'epoca delle carte magnetiche, come la nuova patente, le auto dovrebbero andare SOLO con la patente inserita, evitando la guida a chi non è autorizzato (vedi minori ed extracomunitari). La patente dovrebbe essere un vero certificato di capacità di guida, con esami medici e psicologici al cittadino, verificabili periodicamente. Fatti gravi come la guida contromano dovrebbero provocare l'inibizione alla conduzione di qualsiasi veicolo per sempre. Invece? Guide senza patente, patenti comprate, visite mediche inesistenti, controlli sommari e inutili, patente a tutti. La voglia di strade più sicure si scontra con l'esigenza di un PIL più elevato. A farne le spese i cittadini che, in questo modo, non vengono tutelati. Nella speranza che qualcosa cambi, ricordiamo per noi e per chi ci sta intorno alcune regole importanti per prevenire gli incidenti:
- rispettare i limiti di velocità, specie in strade provinciali e statali, quelle con il più elevato numero di incidenti gravi;
- rispettare la distanza di sicurezza, specie all'elevarsi della velocità: questi due fattori sono direttamente proporzionali poiché bisogna sempre calcolare lo spazio necessario a fermarsi nel caso che il veicolo antecedente si fermi e, in autostrada, nel tempo che intercorre tra l'accorgersi del pericolo e l'inizio della frenata (quei due decimi circa di tempo di reazione), si percorrono centinaia di metri;
- evitare situazioni di pericolo non calcolabile, come la guida contromano e il sorpasso in curva, dove non c'è visibilità, dov'è l'imprevisto accade prima che ce ne si accorga;
- rimanere concentrati alla guida, segnalando per tempo i cambi di direzione, mantenendo un'andatura adatta al tipo di strada, EVITANDO ASSOLUTAMENTE DI PORSI ALLA GUIDA IN CASI DI SCARSE CONDIZIONI FISICHE, DOVUTE ALL'ALCOOL, A STUPEFACENTI O ALL'ETA'.
E prima di partire, siccome spesso lo si sente ma raramente lo si fa, allacciate le cinture di sicurezza. L'incidente è dietro l'angolo e non è prevedibile: quando ve ne sarete accorti, senza cinture sarete già per oltre il parabrezza.


La ricerca completa la si trova nel sito ISTAT.
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