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venerdì 16 aprile 2004
Il mondo ignoto
Da Andrea @ 0.00 :: 330 Visite :: 2 Commenti :: :: Mondo
 

Breve descrizione dell'Islam e delle sue correnti

Immagine: (From www.viswaguru.com)




L'Islam è una delle tre religioni più diffuse al mondo, ma anche una delle meno sopportate dal mondo occidentale, meno conosciute, meno praticate. Perché una religione così diffusa abbia meno penetrazione di religioni minori, come il buddismo e il taoismo, sarebbe una lunga storia ricca di guerre e rivalità territoriali ma non è accettabile l'ignoranza dei suoi principi che ha permesso a chiunque di straparlarne e accusarla. L'Islam è una realtà che vive ormai in molti paesi, persino in America (dove ormai si contano tanti musulmani quanti ebrei) e non solo tra il popolo arabo, che rappresenta il 20% dell'immenso popolo musulmano. Dobbiamo uscire dalla solita retorica e dai soliti pregiudizi e colmare la nostra ignoranza, capire cos'è l'Islam.

Il termine "Islam" significa "abbandono", "sottomissione" totale e incondizionata ad Allah, cioè a Dio. Si basa sul libro sacro che noi chiamiamo "Corano", traduzione di "al-qur'an" che significa "recitazione (ad alta voce)" ed è il libro che contiene la Rivelazione che Allah fece a Maometto tramite l'arcangelo Gabriele nel corso di 22 anni e che vede in Abramo e in Gesù Cristo due grandi profeti. Allah non è molto differente dal Dio cristiano, si può quasi dire che le due religioni parlino dello stesso Dio. Ma per capire l'Islam, dobbiamo capire le scissioni che ha avuto al suo interno nella storia e che partirono dalla morte di Maometto(632 d.C.). Oggi si distinguono sostanzialmente le tre grandi correnti principali:
1) I sunniti, cioè i fedeli alla Sunnah, alla tradizione; si considerano quindi ortodossi e sono la stragrande maggioranza del popolo islamico (più dell'80%); solo alcune regole previste dalla Sunnah ma considerati errori, deviazioni, vengono corrette. Secondo loro, la religione islamica si basa sui 5 doveri fondamentali ("afkan"): la professione di fede, la preghiera rituale (ripetuta 5 volte al giorno), l'elemosina, il digiuno nel mese del Ramadan e il pellegrinaggio alla Mecca (almeno una volta nella vita).
2) Gli sciiti, ovvero i seguaci della "shi'a'", il partito di Alì, cugino e genero di Maometto, riconosciuto come unico erede del profeta quindi guida della comunità musulmana; sono diverse correnti riunite; secondo i loro canoni, avvenne una trasmissione del sapere di Maometto ad Alì, poi proseguita attraverso i discendenti diretti; considerati gli innovatori dell'Islam, ai 5 pilastri aggiungono la figura dell'imam, un capo religioso ispirato. Attualmente non è riconosciuto alcun imam "visibile": l'ultimo è nascosto e tornerà sotto le vesti dell'imam Madhi allo scopo di fondare un regno di giustizia.
3) Gli scismatici raggruppano diverse componenti: dai drusi, che credono alla trasmigrazione delle anime, agli yazidi, diffusi tra i curdi, ai kharijiti, sostenitori di rigide regole comportamentali, ai wahabiti; in questi ultimi si riconosce Osama bin Laden. Il fondatore da cui prende il nome la corrente, cancellò tutte le innovazioni introdotte dopo il nono secolo, predicando un ritorno alle origini. Questa corrente, più delle altre, sottolinea la necessità della jihad, la guerra santa, e negli ultimi due secoli si è resa protagonista di parecchie "azioni dimostrative". Per loro, le uniche regole sono contenute nel Corano e nella Sunnah: ogni altra regola successiva è ininfluente.

La grande forze del mondo islamico è sempre stata quella di saper superare le proprie differenze interne nei momenti di pericolo, fin dalle Crociate: l'Occidente è spaventato da ciò, perso dietro ai personalismo dei leader e agli interessi individuali. Con questa forza, l'Islam si oppose alla sua possibile fine, messo a morsa tra gli europei cristiani ad occidente e i mongoli ad oriente. La resistenza è un presupposto fondamentale di questa religione che comprende tra i doveri la jihad, ovvero la guerra santa per difendere i confini del mondo di Allah dagli aggressori. Oggi, invece, la jihad è vista come una guerra d'offesa combattuta dai terroristi ma è bene ricordare che i comandamenti coranici distinguono quattro modi in cui essa può essere combattuta: con il cuore, la lingua, la mano e la spada. La prima consiste nella purificazione del proprio cuore contro il peccato; la seconda in una propagazione della legge islamica tramite predicazione; la terza nella correzione e punizione del peccato; solo la quarta implica l'uso della violenza contro gli infedeli. Già dall'ortodossia, ai "popoli del libro" (cristiani ed ebrei) veniva concesso di sottomettersi all'Islam o pagare una tassa. Ma la gran parte dell'Islam moderno prevede la guerra solo difensiva, ponendo l'accento sulla "guerra del cuore": solo alcun interpretazioni vedono nella guerra santa una guerra espansiva. E il Corano e ricco di sure che invogliano a tale interpretazione: addirittura, chi muore per la causa della jihad della spada, senza attendere il Giudizio Finale va direttamente in paradiso, un giardino delle delizie da cui si può godere della visione di Allah. Ciò spiega la proliferazione dei martiri, dei kamikaze: una esaltazione religiosa che genera la profonda convinzione di un premio divino assolutamente immenso, riconoscimento della causa più nobile per un musulmano, la difesa della parola di Allah. Ma la maggioranza dei musulmani, in specie i sunniti, hanno sempre considerato il suicidio come un peccato mortale, inconciliabile con la legge coranica e con la Sunnah. Solo alcune minoranze, specie sciite, ultimamente propagano questa lotta estrema.

La maggioranza dei musulmani, quindi, vede la jihad come una difesa dall'aggressore, dall'infedele, un'impegno di coerenza e di difesa dei propri valori. La lotta al capitalismo e al suo stile di vita, d'altro canto, sono sempre stati d'obbligo per ogni musulmano perché ogni forma di capitalismo si basa su due requisiti (l'usura, cioè l'interesse ingiustificato, e il monopolio) avversati dal Corano. Ma dagli anni settanta, con la rivoluzione degli ayatollah in Iran, torna di scena una jihad intesa come espansionismo che afferma i principi di uno Stato teocratico: è l'effetto del movimento fondamentalista, incompreso dagli occidentali come dalla maggior parte dei musulmani. I fondamentalisti sono convinti che i problemi non risolti (es. presenza degli ebrei nelle loro terre) dipendano esclusivamente dalla non attuazione totale dell'Islam; sono convinti di dover conquistare il potere politico per risolvere i problemi, escludendo ogni altro gruppo politico; pretendono che l'unica interpretazione corretta dell'Islam sia quella offerta dai suoi leader.
Ma su sponde antitetiche rispetto al fondamentalismo, esistono altre correnti quali quella secolarista che ha portato dei militari a capo di stati islamici (Egitto, Turchia, Libia, Iraq); sui rapporti fra religione e Stato, esiste anche la visione tradizionalista, molto permissiva riguardo la penetrazione dei costumi occidentali (Arabia Saudita). Infine esiste la corrente liberale, minoritaria, che spinge per l'adozione delle teorie economiche occidentali. E' innegabile che per i paesi musulmani è difficile l'applicazione dei modelli, sostanzialmente laici, che hanno caratterizzato l'ultimo secolo occidentale. E' anche innegabile, però, la posizione minoritaria delle ispirazioni fondamentaliste, spesso nate e raggruppate in realtà locali molto limitate (movimenti islamici del Maghreb; movimenti islamici di ispirazione afghana; movimenti palestinesi; movimenti integralisti pakistani; altri movimenti jihadisti radicali minoritari, come la Jihad Islamica egiziana o l'Esercito di Maometto in Giordania).

Concludendo, si nota come esistano tanti gruppi fondamentalisti, spesso concentrati nella lotta contro il nemico occidentale dove il popolo è privo di sovranità sulla propria terra, avente questa come unica speranza. Ma questi gruppi sono composti principalmente da ribelli, studenti falliti, sbandati, gente senza lavoro, giovani illusi, gente che non sa che fare nella vita e vedono in un idiota qualsiasi, come Osama bin Laden, la luce, il faro della loro vita, venendo confusi poiché è fatto credere loro di combattere in nome della jihad, in nome dell'Islam. Ma l'Islam vero è qualcosa di diverso. La maggior parte dei musulmani è gente come noi: come noi crede in un Dio, come noi vuole una società pacifica, come noi ripudia il suicidio e la guerra. Come noi hanno una grande religione che, come avviene per la nostra, contempla un gruppo di persone che mal interpreta il proprio libro sacro. Come noi sono uomini e possono scegliere se rispettare gli altri uomini e combattere i terroristi oppure equipararsi a loro e combattere "gli infedeli".
Ora noi sappiamo qualcosina di più su di loro, ora non abbiamo più l'ignoranza come scusante, ora sta a noi scegliere. Scegliere di condannare una fazione estremista e distorta di una religione e combattere contro di essa oppure scegliere di etichettare e combattere tutto un popolo sulla base delle costui diversità dal nostro modello di perfezione, riportando alla luce un modo di pensare e di agire di antica data che solo l'ipocrisia può non riconoscere e non condannare come razzismo.
Commenti
Da Cecco @ venerdì 16 aprile 2004 0.00
Premetto il rispetto assoluto che ho per tutti coloro che nutrono e vivono un sentimento religioso sincero e sono alla ricerca della verità e fra loro ci sono tanti musulmani. Questa breve storia mi pare però mancante di (almeno) 2 particolari: la vita di Maometto e la situazione della Terra Santa prima delle Crociate. Mi sembra giusto un approfondimento.

Da Andrea @ sabato 17 aprile 2004 0.00
Ogni approfondimento è ben gradito poiché ci permette una migliore valutazione della situazione. Non vorrei, però, che venga distolta l'attenzione ad una cosa importante che è l'interpretazione del testo sacro e della vita di Maometto. Tanta gente estrae da quel libro dei principi simili ai nostri, solo alcuni sfruttano le (tante) parti interpretabili male per fare terrorismo. D'altronde anche la Bibbia può essere mal interpretata e le bestemmie della Fallaci ne sono un esempio. Vogliamo considerare tutti i musulmani dei terroristi solo per le colpe di alcuni? Allora nessun cristiano è pacifista, visto quello che ha detto la Fallaci riguardo Gesù... La tua premessa, cecco, spiega che non è questa la tua intenzione. Attenzione a non caderci...

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