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giovedì 19 luglio 2007
Io firmo. E tu?
Da Andrea @ 0.00 :: 292 Visite :: 0 Commenti :: :: Politica
 

Difficile chiedere a uno di questi politici di fare l'interesse dei cittadini: prima viene il suo!

Immagine: (From www.referendumelettorale.org)




Il Ministro Mastella contro il referendum: "devo proteggere me e i miei amici" (Carmelo Lopapa - "la Repubblica" del 02/07/2007)

E' questo uno dei motti dei referendari che già la dice lunga sui motivi per i quali molti politici, e troppi partiti, si muovono nel tentativo disperato di bloccare l'iniziativa. La paura per i partitini di "sparire", di non poter più praticare i loro ricatti muove loro e chi li protegge in questa battaglia. Ma nonostante l'ostruzionismo partitico e mediatico, la conoscenza del referendum si è diffusa e le firme arrivano bipartisan da chi ha voglia davvero di rinnovare il Paese.

L'Italia è oggi una democrazia che non si basa più sul governo della maggioranza ma sui veti delle minoranze: il post-tangentopoli unito al berlusconismo ci hanno regalato un bipolarismo imperfetto che il porcellum ha solo peggiorato. A voler tornare indietro di oltre 15 anni sono solo due gruppi; i nostalgici post-democristiani, che ancora mal si adattano alla teoria dell'alternanza perché la poltrona ce l'hanno bisogno sempre; i partitini e chi li protegge, entrambi per istinto di sopravvivenza, perché i primi verrebbero fortemente ridimensionati e quindi tengono per le palle i secondi. Ma chi è in grado di guardare un po' più in la del proprio naso, sa che in tutte le maggiori democrazie (tranne la Germania) il bipolarismo è una realà, la stabilità di governo è una necessità, le porcate all'italiana una atrocità.

Il referendum, con i primi due quesiti, pone principalmente un cambiamento: togliere il concetto di "coalizione" e sostituirlo con quello di "lista" per l'attribuzione del premio di maggioranza. Effetti: qualsiasi partito può presentarsi da solo ma chi vuole proporsi per governare si raggrupperà in due liste, una di centro-destra e una di centro-sinistra; i simboli da votare saranno quindi due, le contrattazioni politiche avverrebbero all'interno di ciascuna lista e non ci sarebbero le politiche di ricatto. Qualcuno lancia lo spauracchio: i partiti di oggi si metterebbero insieme per le elezioni e si dividerebbero dopo. A parte l'impresa di metterli d'accordo per niente, vorrei vederli dopo a dividersi una torta che non ha più, come oggi, l'indicazione di quanto pesa ciascuna fetta. Il terzo quesito referendario è sulle candidature multiple ma anche qui un po' di granus salis porterebbe chiunque ad abrogare questa schifezza.

Detto questo, non mi preuccupano i Bossi, Casini, Mastella, Diliberto, Giordano e compagnia perché vivono nel difendere il loro partitino del ricatto, nel loro prendere qualche voto per poter avere il rimborso elettorale e magari fare il bello e cattivo tempo del governo. Mi preoccupano già di più i Berlusconi (l'uomo che si è presentato alle ultime 4 elezioni politiche e con la prossima fa 5! Non si è visto da nessuna parte: nel resto del mondo la gente si dimette se perde, al massimo se vince fa due mandati) che per tenere buona la Lega va a dichiarare cose che qualche anno fa avrebbe definito bestemmie; mi preoccupano i Veltroni (l'uomo del futuro, l'uomo delle decisioni) che dice che "è d'accordo" ma non vota, anche lui, seppur non ancora leader, già sotto ricatto. Sono contento di Fini, che dopo un lungo periodo in cui stava marcendo nel quotidiano portar le pantofole a Berlusconi ha finalmente alzato la cresta (ma chissà se durerà). Sono contento, soprattutto, che c'è gente che ha tirato fuori gli attributi e sta facendo ciò che ritiene giusto anche se è contro gli ordini (e gli interessi, guarda a caso) del partito.

Io firmo. Mancano pochissimi giorni. Credo che affidarsi a questa legislatura per migliorare la legge elettorale sia utopia. Non convinto che la legge risultante sarà ottima, è certo che sarà meglio dell'attuale. Sempre che per "meglio" si consideri più chiarezza, più governabilità, più democrazia, meno ricatti, meno costi; se invece la priorità è avere la poltrona, avere i soldi dallo Stato, avere il governo sotto scacco, allora non bisogna firmare. Non esiste l'anti-politica; esiste l'anti-questi-politici.
Io firmo. E tu?


Sul sito www.referendumelettorale.org tutti i dati relativi al referendum elettorale.
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