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sabato 28 gennaio 2006
Un’Italia divisa in due
Da Andrea @ 0.00 :: 282 Visite :: 3 Commenti :: :: Politica
 

Siamo pronti a scegliere il nuovo governo?

Immagine: Prodi e Berlusconi: i due leader alla resa dei conti(From www.claudiocaprara.it)




Il 9 aprile è tanto lontano ma, nel contempo, è tanto vicino: sarà l'insistenza mediatica dei discorsi elettorali che oramai sembra di essere al giorno prima delle elezioni. Dall'11 febbraio inizierà la par condicio ma per questo sito non cambia nulla: pari opportunità sono offerte a tutti, nella speranza di avvicinamento comune alla verità. E se è vero che nell'ultimo periodo abbiamo evitato temi politici, forse proprio di riflesso a quello che accadeva negli altri media, vogliamo qui cercare di fare un quadro che riassuma la situazione politica italiana. Si vuole evitare di dare indicazioni di preferenza: ecco perché è stato scelto un momento così lontano dal 9 aprile e si invita chiunque voglia a scrivere un articolo con la stessa struttura che segue prima dell'11 febbraio.

Perché votare il centro-sinistra?
E' il cambiamento, il ritorno al governo di una forza politica che pensa prima di tutto al cittadino, in particolare al più povero. Significa chiedere una svolta rispetto a quanto fatto fino ad ora e un allineamento ai governi eletti nella maggior parte delle regioni italiane. Una bozza di programma è stata presentata da Prodi ma ancora si sta discutendo all'interno della coalizione. La volontà di difendere delle classi sociali più deboli ed emarginate, comunque, già si denota in questi documenti e nei discorsi dei propri leader.

Perché NON votare il centro-sinistra?
Bisogna anzitutto rendersi conto che, senza che ce lo dica Berlusconi, votare a sinistra vuol dire votare comunista: Comunisti Italiani e Rifondazione Comunista seguono questa ideologia, la stessa che la maggior parte dei Ds hanno fatto propria per decenni. In tutto questo periodo di non-governo non sono riusciti a preparare un programma comune, probabilmente per la difficoltà di mettere d'accordo da Mastella a Diliberto, da Rutelli a Bertinotti: il minimo comun denominatore è nullo! Poche idee, poca capacità manageriale, ci si chiede come possano guidare uno Stato. Non reggeranno uniti! Infine, il caso-Unipol insegna: nessuno ha le mani pulite, neppure tra i moralisti della sinistra (come se Tangentopoli non fosse bastata).

Perché votare il centro-destra?
E' continuità, il proseguimento di un cammino iniziato 5 anni fa e che ha già dato i suoi frutti. Tutti i cambiamenti sono difficili da digerire: il governo ha avuto il coraggio di farli come promesso e, in questo, è stato senz'altro il primo nella Storia. Se la principale accusa è quella sulle leggi pro-Berlusconi, c'è da dire che quel che voleva fare ormai lo ha fatto: nei prossimi anni, potrà solo fare il nostro bene! La squadra, poi, è compatta dopo l'uscita di Follini e con lo schema calcistico delle "tre punte" offre una grande opportunità a chi desidera al governo una destra senza Silvio: basta votare Fini o Casini.

Perché NON votare il centro-destra?
Perché dopo 5 anni le nostre tasche sono più vuote e le nostre certezze sono diminuite. Le annunciate riforme hanno messo sul piede di guerra tante classi sociali e non si vedono tutti questi benefici. Tanti scioperi ci hanno messo in ginocchio: sarà anche colpa dei sindacati di sinistra ma è un dato di fatto. Infine, la volontà di mandare a casa Berlusconi, dopo tante leggi ad personam che riuscivano ad essere approvate con una velocità non applicata per le altre. Tanto marketing, tanta comunicazione ma poca sostanza: una ovvietà per chi è nato da Publitalia.

Gli "altri"
Credo che non rimarrà quasi nessuno fuori dalle due coalizioni. La nuova legge elettorale, contrariamente alle critiche, spinge al raggruppamento tanto auspicato per non rimanere "fuori dai giochi". Ne è dimostrazione il fatto che il ritorno al maggioritario inizialmente inserito nel programma della sinistra, è poi stato tolto: rimarrà comunque questa legge elettorale.

Ecco qua nel tentativo, come sempre, di essere realisti e obiettivi. In questo periodo che ci separa dal 9 aprile ricordiamo sempre di usare la nostra testa e di scegliere sulla base di contenuti, non di bandiere: andiamo a votare, non a tifare! A proposito di scelte: la nuova scheda elettorale proporrà solo il simbolo, senza possibilità di indicare il nome di un candidato. Meno scelta per il cittadino o meno brogli agli scrutini? Lo sapremo l'11 aprile.
Commenti
Da Anonymous @ domenica 29 gennaio 2006 0.00
Apprezzo lo sforzo di delineare il quadro della situazione attuale della politica italiana, ma mi fa quasi sorridere la debolezza delle argomentazioni del punto "Perché votare il centro-destra?", e mi sembra un po' ingenuo voler credere che tutto il resto sarà fatto per il nostro bene. Detto questo, a mio avviso uno dei tanti motivi che invece dovrebbero trovar spazio al punto "Perchè NON votare il centro-destra?" è la Legge Gasparri. Inoltre spero tanto che il prossimo governo, qualunque esso sia, si impegni nella difesa dell'articolo 21 della Costituzione che cita "Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione." Forse non tutti sanno che in una classifica mondiale sulla libertà di espressione stilata nel 2005 da Freedom House l'Italia è stata collocata al 77° posto dopo diversi paesi sudamericani e africani, passando da "stato libero" qual era nel 2002 a "stato semi-libero" nel 2005. <BR> <BR> <I>"Precisazione alla precisazione di Cecco"</I> <BR> <BR> Personalmente non sapevo della trasmissione di Celentano, perchè fra parentesi non l'ho mai vista. Inoltre ci tengo a sottolineare che io sono fra quei pochi che sono andati sul sito di Freedom House per verificare i motivi del declassamento dell'Italia da stato libero a stato semi-libero. Se fai riferimento al rapporto 2005, è vero che i "primi" due motivi sono quelli che citi tu. Bisognerebbe vedere poi cosa si intenda per "primi": primi in senso cronologico? primi per importanza? Se però hai dato anche un'occhiata al rapporto del 2004 scoprirai che il declassamento dell'Italia è avvenuto nel 2003 (i rapporti si riferiscono sempre all'anno precedente) e la motivazione data è "Italy's rating moved downward from Free to Partly Free as a result of high media concentration and increased political pressures on media outlets." Dopodichè si parla della legge Gasparri. Sembrerebbe quindi che i casi di Melillo e Jannuzzi siano quanto meno successivi al declassamento.Non discuto sul fatto che si tratti anche in questi casi di limitazione della libertà, ma si deve dare il giusto peso alle cose, altrimenti si finisce x dare ragione(?) a Il Giornale che aveva scritto "Se l'Italia non è un Paese dove trionfa la libertà di stampa, è colpa dei magistrati e di due giornalisti in manette, tra i quali Lino Jannuzzi, giornalista e senatore di Forza Italia»." Vi pare? <BR> [Aggiunta del 31/01 14:20]

Da Cecco @ lunedì 30 gennaio 2006 0.00
Precisazione: il rapporto di Freedom House lo conoscono tutti perchè Celentano lo ha mostrato in diretta tv. Peccato che pochi siano andati a vedersi il perchè di quella posizione (http://www.freedomhouse.org/template.cfm?page=16&year=2005) : i primi due motivi sono legati alle condanne per diffamazione subite da Massimiliano Melilli, giornalista triestino, e dal giornalista, senatore di Forza Italia, Lino Jannuzzi. Solo dopo è citata la questione Berlusconi e la Legge Gasparri. Quindi il problema è chi vuole chiudere la bocca ai giornalisti con le denunce per diffamazione, come D'Alema con Ferrara. <br/><br/> "Aggiunta del 01/02" <br/><br/> Segnalo che nel rapporto del declassamento si parla anche di un trend relativo agli ultimi 20 anni. Comunque, per venire al cuore del problema: non mi piace la legge Gasparri e non amo Berlusconi; tuttavia non vedo in questo assolutamente problemi alla libertà di stampa o parola. Il problema vero è non volere le critiche: e questo è un atteggiamento egualmente distribuito e, purtroppo, egualemente perseguito in entrambi gli schieramenti.

Da Andrea @ mercoledì 8 febbraio 2006 0.00
Credo che il focalizzarsi dei commenti sulla Gasparri e su Berlusconi delineino ancora una volta il problema di due schieramenti basati sul berlusconismo e sull'anti-berlusconismo anziché sui contenuti. Non entro nel merito (per non dilungarmi) del rapporto di Freedom House ma mi soffermo sulla citazione dell'articolo 21 della Costituzione ripudiando l'idea che in Italia non sia rispettato: il sito di questo movimento, che ha nello Statuto proprio la citazione del suddetto articolo, è la dimostrazione della libertà che abbiamo in Italia. Che smettano di piangersi addosso i vari Biagi, Luttazzi, Santoro, Guzzanti & C. perché di strumenti di espressione, vivaddio, ci sono. Si esamini attentamente la situazione in Cina per dimostrazione. E, magari, si tenga a mente per il 9 aprile, in modo da sapere esattamente cosa ci porterebbe l'appoggio ai partiti che cuciono falce e martello sulle proprie bandiere.

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