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venerdì 16 settembre 2005
Un sogno intramontabile
Da Andrea @ 0.00 :: 297 Visite :: 1 Commenti :: :: Generale
 

Autointervista a quattro anni dalla nascita del sito

Immagine: (From www.sandrodiremigio.com)




Il 16 settembre 2001, a distanza di 5 giorni dal famoso 11 settembre, questo sito cominciava a gridare al mondo la propria opinione. Una pausa dopo alcuni mesi e dal 2002 rinasce con spirito nuovo e con la voglia di non fermarsi mai, neppure davanti a verità scomode spesso taciute. Poi la trasformazione in movimento ed eccoci qua, a quattro anni da quel giorno.

Cosa è cambiato in questi quattro anni?
Sono cambiate tante o poche cose, a seconda dei punti di vista; di sicuro non si può dire "come nei quattro anni precedenti". La paura dei terroristi e della manodopera cinese hanno cambiato il mondo, le riforme dell'attuale governo hanno cambiato l'Italia; in entrambi i casi, in meglio o in peggio, sempre a seconda dei punti di vista.
Si, ma... meglio o peggio? Tante o poche cose?
Credo ben poche cose e, purtroppo, non sempre in meglio. Credo che la politica americana non ci abbia per nulla aiutato a sconfiggere il terrorismo; anzi, lo ha compattato ed infuocato contro l'occidente. L'Europa non ha saputo fare di meglio, spesso divisa di questioni estere ed incapace di prendere decisioni "vere". La Cina è un fenomeno che ci invade ogni giorno più dei terroristi ma ogni mattina abbiamo più paura a prendere un metrò che a comprare materiale "made in china". Probabilmente siamo più concentrati su quello che ci fanno vedere tv e telegiornali che non su quello che vedono i nostri occhi nella vita reale. Non ci accorgiamo di come cambia fare la spesa, cercare lavoro, comprare una casa, prendere un mezzo di trasporto; in compenso, basta che un telegiornale parli del fatto di cronaca locale o della love story del momento e l'opinione pubblica non parla d'altro; o, peggio, basta lanciare il pericolo dell'attacco terroristico, del pollo con l'influenza o degli aerei che precipitano che siamo tutti concentrati nella fobia del momento, tralasciando i fatti "veri" che accadono.
Ma dovrebbe essere proprio questo sito, tra le altre cose, a richiamare l'attenzione su questi fatti "veri". Com'è che da un paio di mesi non escono articoli?
La differenza tra chi scrive in questo sito e chi lo fa per un quotidiano o un settimanale è che qui non siamo costretti a "riempire" lo spazio, non siamo costretti a "vendere" una copia in più. Ecco che allora non si scrivono articoli senza l'ispirazione e se è vero che di fatti ne sono accaduti, è anche vero che spesso non c'era molto da dire su di essi, a meno di non fare pura e semplice cronaca.
Uno dei fatti più discussi e sui quali senz'altro c'era da parlare porta in nome di Fazio...
Si, è vero, ci sarebbe stato e c'è tanto da dire. Ma è difficile commentare uno j'acuse mosso dalla stampa e da alcuni politici mentre non c'è nessuna inchiesta in corso. Non voglio difendere Fazio, ma forse non me la sento più di tanto di accusarlo. Oltre ad interrogarmi se effettivamente ha commesso un errore o meno, mi chiedo: ma non siamo tutti un po' Fazio in Italia? Politici, giornalisti, imprenditori con coscienze tanto sporche da far schifo che, nonostante tutto, continuano per il loro attaccamento a questo o a quel posto, ignorando la volontà degli altri e il bene per la comunità?
Il riferimento è forse al Presidente del Consiglio?
Anche, ma lui è solo l'apice di questo italianissimo modo di fare. Però ne è anche l'esempio più lampante: pur di non mollare la posizione di leader del centrodestra, sta portando la sinistra a vincere le elezioni. Ha fatto tante cose al governo, come dicevo prima "in meglio o in peggio, sempre a seconda dei punti di vista". Di sicuro non ha fatto tutto quello che voleva e che aveva promesso: la coscienza gli direbbe di mettersi da parte ma, come tanti, pare non esserne dotato. Vediamo fino a che punto è disposto ad arrivare. Basta che non cominci a giocare sporco.
Provo ad indovinare anche qui il riferimento: la modifica alla legge elettorale?
Bingo! Al di là delle questioni di merito, il problema sta tutto nel metodo: non possono pensare di cambiare la legge elettorale, ovvero le regole del gioco, a colpi di maggioranza. Di solito si cerca largo consenso, possibilmente l'unanimità. Infatti in Italia ci sono solo due precedenti di leggi elettorali "a maggioranza". La "legge truffa" del 1953, quando la maggioranza centrista approvò una legge premiante la lista o gruppo di liste che avesse superato il 50% dei voti, assegnandogli il 65% dei seggi alla Camera; nonostante le forti proteste fu approvata e la DC si presentò con una serie di altri partiti agli elettori ma il "giochetto" non funzionò; le forze centriste, punite dall'elettorato, presero "solo" il 49,8% dei voti, quindi il meccanismo non scattò, con perdite di voti da parte di tutti i partiti del gruppo, DC in testa che perse l'8,4% di voti rispetto al 1948. Caso storico ancor più preoccupante è la cosiddetta "legge Acerbo": siamo nel 1924 e i fascisti vogliono evitare, come appena accaduto, che l'uscita di un partito dal governo metta questo in crisi; viene approvata una nuova legge elettorale che elimina di fatto il sistema proporzionale fissando un premio di maggioranza pari ai 2/3 dei seggi per la lista che ottiene più del 25%; in pratica si costringe chi vuole andare al governo di allearsi e sottostare al partito fascista, allora in maggioranza; le elezioni dell’aprile 1924 si svolgono in un clima di terrore e di violenza e sanciscono l'inizio della dittatura fascista in Italia.
Paura della dittatura?
No, non credo possa accadere, in fondo sono sempre gli elettori a decidere. Eppoi, se volevano il "colpo di mano" potevano benissimo fare un decreto legge. Devono però stare attenti a non cadere in questo errore dai precedenti storici preoccupanti.
Ma allora chi vincerà le elezioni ad aprile?
Non dovrebbe essere difficile "azzeccare" dicendo Prodi, ma il centrodestra ha la possibilità di recuperare con una sola mossa: cambiare leader. Ma, come dicevamo prima, difficilmente accadrà... La scelta più difficile che ci troviamo a fare come elettori è quella di tentar di sbagliare di meno: la scelta di fondo è tra Prodi e Berlusconi, due "politici" di cui spesso abbiamo parlato e che l'Italia farebbe volentieri a meno; se voti a destra porti un partito come la Lega al governo, ovvero idee abbastanza razziste e secessioniste; votando a sinistra porti Rifondazione, uno dei pochi partiti rimasti con l'idea che il Comunismo sia la soluzione a tutti i mali. Il bipolarismo ti porta a scegliere tra questi due schieramenti, se non vuoi "buttare" il tuo voto, quindi... In bocca al lupo! Come al solito, alla Montanelli, ci tapperemo il naso...
Ma tu per chi voterai?
Al solito non mi piace nè infrangere il segreto dell'urna, né dare indicazioni del tipo "vota così". Anche perché, onestamente, non ho ancora deciso: non essendo un uomo "di partito", che deve difendere una bandiera, ho la libertà di scegliere chi meno mi fa schifo all'ultimo momento. Di sicuro non appoggerò i Calderoli, i De Michelis, i Boselli, i Bertinotti, i Cossutta, i Pecoraro Scanio, i Mastella, i Rauti o Alessandra Mussolini. Nell'ottica di "aiutare" i nostri politici a muoversi verso un bipolarismo serio, penso che sia opportuno scegliere tra i partiti più "grossi" e più seri: An, Udc, Margherita, Ds.
E Forza Italia?
Non è un partito. Ma questa resta un'opinione personale.
Quali manovre deve fare il governo per recuperare credibilità?
Non esiste la ricetta magica. Intanto speriamo che questa Finanziaria sia intelligente e coperta, a differenza di altre. Poi vediamo se capiranno che la maggior parte dei voti li hanno persi tra i ceti medio-bassi, quindi se si spingeranno verso qualche legge più "popolare" di quelle fin qui attuate. Ma dubito: pare che gli sforzi siano per accontentare i partitini, per salvare Berlusconi, per aiutare gli americani...
Beh, su quest'ultimo punto penso che l'aiuto sia dovuto!
Certo, non lo metto in dubbio! Credo che se Bush avesse pensato più alla prevenzione e stanziasse più soldi per il proprio popolo piuttosto che continuare a muovere guerre in giro per il mondo, le cose sarebbero andate diversamente. D'altra parte cosa ci si può aspettare da un uomo che non è capace neanche di decidere di andare in bagno, dovendolo chiedere a Condoleeza Rice... (fonte Reuters - giovedì settembre 15, 2005 3.03)
Insomma, per chiudere da dove siamo partiti, cosa rimane di quel "Sogno di un mondo migliore" annunciato quattro anni fa e più volte richiamato in questo sito?
Rimane tutto! E anche di più! Quattro anni insieme hanno arricchito me ma penso e spero anche tutti quelli che hanno contribuito al sito o semplicemente sono "passati" su questo sito. L'importante non è pensarla in questo o quel modo, l'importante è avere delle idee e saperle difendere, pronti a metterle noi stessi in discussione: cambiare idea non è un male se lo si fa in un'ottica di miglioramento. Il sogno originale è intatto e si realizzerà se sapremo anteporre il dialogo, il rispetto della vita, il rispetto della libertà ai valori contrapposti che spesso dominano nel mondo. I nostri ideali sono la linfa di un sogno che non tramonterà mai.
Commenti
Da @ domenica 18 settembre 2005 0.00
E’ interessante leggere e poter confrontare le proprie idee. E questo mi pare faccia parte dello spirito del movimento. Ho letto “Ha fatto tante cose al governo, … in meglio o in peggio, sempre a seconda dei punti di vista. Di sicuro non ha fatto tutto quello che voleva e che aveva promesso”. A volte, in momenti di nero pessimismo, mi sono trovata persino a chiedermi: ma davvero voleva fare delle cose, o meglio, ma davvero voleva fare tutte le cose che ha tanto promesso e propagandato? Ma davvero era il bene del paese che gli stava a cuore? O forse erano solo gli interessi personali e quelli di una certa classe sociale che sempre lo ha votato e sostenuto? Perché, se così fosse, sarebbe davvero grave ma in fondo, a ben pensarci, tutto tornerebbe, gli “obiettivi raggiunti” e gli “obiettivi mancati”. Gli obiettivi per i quali il governo si è dato tanto da fare e quelli per i quali non ha “mosso un dito” e quelli tanto discutibili raggiunti (a scapito dell’Italia) e passati in sordina. E si spiegherebbe anche perché, nonostante faccia il male di Forza Italia, del Governo e del paese, non pensi nemmeno lontanamente a lasciare il suo posto a qualche persona meno ‘discutibile’. Che forse potrebbe continuare la “sua opera”….. Poi essere fiancheggiato da collaboratori non particolarmente capaci e una situazione innegabilmente molto difficile ha fatto il resto….. Ma come ho premesso, è il pessimismo che a volte mi fa pensare queste cose e mi auguro, per noi e per il paese, di essermi di gran lunga sbagliata. Questi sono solo pensieri in libertà….

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