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Tre secoli fa l'illuminismo dichiarava il primato assoluto della "Ragione" su tutto quanto può esistere di umano e non, definendo l'uomo tale perché capace di compiere ragionamenti razionali. Qualche tempo dopo, il romanticismo ribaltò le cose affermando che l'uomo era tale in quanto capace di provare sentimenti, esaltando l'istintività dell'animo. Le due correnti di pensiero sono giunte fino ai nostri giorni, trovando più o meno sostenitori. Attualmente, specie fra la gente comune, prevale a mio parere una visione del mondo "romantica", nel senso spiegato prima: la natura umana è governata da un "istinto" che dota l'uomo di emozioni lasciandolo però in balia di esse. Un esempio emblematico è quello che scriverò.
Nel 1995 fu pubblicato negli Stati Uniti un libro dal titolo "L'intelligenza emotiva", sottotitolo: "Che cos'è, perché può renderci felici" (il corsivo è mio). L'autore Daniel Goleman, di professione psicologo, inizia l'opera con una descrizione scientifica del cervello umano, mostrando come le emozioni siano frutto di ormoni prodotti da una ghiandola vicino al cervello (l'amigdala) e che, per un particolare meccanismo, questi ormoni entrano in circolo molto velocemente sovrastando ogni processo razionale. Fin qui nulla di nuovo.Ognuno di noi ha provato, per esempio, ad avere reazioni eccessive che poi sono apparse assurde "a mente fredda". Dopo tanta premessa, la tesi del libro è che le emozioni sono la profonda base della vita dell'uomo, e solo sapendole manovrare bene uno può essere felice. Comprando l'intelligenza emotiva si dovrebbe imparare come. Senza soffermarci sui consigli pratici contenuti nel libro (a volte di una banalità sconvolgente), spendiamo qualche parola proprio sulle sue conclusioni. In breve: se uno possiede l'intelligenza emotiva è capace di controllare le proprie emozioni, perciò gli amici non lo abbandoneranno mai dopo eccessi di collera, i figli saranno sempre ubbidienti e rispettosi, la moglie lo amerà per tutta la vita e, nonostante le difficoltà che si incontreranno durante l'esistenza, si rimarrà per sempre felici. Vita grama invece per chi non ha intelligenza emotiva, anche se è l'uomo più geniale del mondo. A prima vista il discorso potrebbe (si badi: potrebbe) reggere. Il grande errore di Goleman è quello di inserire nell'elenco delle emozioni l'Amore, sopprimendo senza troppi scrupoli la differenza fra un'emozione ed un sentimento.
Mentre le emozioni sono un processo ormonale controllato dal cervello, nessuno (nessuno!) ha ancora capito quali siano (e se ci siano) le basi biologiche di un sentimento come l'amore. Amore...sfugge ad ogni definizione e tantissime sono le sue forme (amicizia, innamoramento, amore coniugale, amore filiale, amore paterno e materno, amore fraterno, amore per Dio, ecc...), ma è una bestemmia paragonare l'amore a reazioni istintive quali la collera. Amare è una delle attività più libere e meno istintive che un uomo possa compiere. Se io amo una donna, pur non riuscendo a spiegare perché la ami e perché proprio lei, so comunque che, ad un certo punto della mia vita, ho deciso di amarla (magari prima mi sono infatuato di lei). Mi sono trovato davanti al bivio: amarla o fregarmene ed ho scelto la prima strada. E tale scelta si ripete ogni volta che devo prendere una decisione che la riguarda. Per questo affermo che l'amore è un processo razionale, non una mera emozione. In caso contrario le conseguenze sarebbero tragiche: se l'Amore è un'emozione, e quindi è un ormone che circola, può finire in qualsiasi istante. E allora o si lascia la moglie senza troppi scrupoli, o ci si sforza con tutta la propria I.E. di produrre ancora ormoni sufficienti. Ma allora quale matrimonio durerebbe? Il preoccupante aumento di divorzi negli ultimi anni secondo me è dovuto fondamentalmente a questo. Non solo: i figli rispetterebbero i genitori finché fa loro comodo, gli amici starebbero insieme per una o due birre e la religione è solo un affare per tranquillizzarci.
Per fortuna non è così. Per fortuna noi possiamo amare in modo stabile. Per fortuna Qualcuno ci ha dotato della capacità di scegliere ogni giorno se amare o no, e se decidiamo di amare tutta la nostra vita ne è condizionata. Se scegliamo di non amare siamo comunque liberi, ma consapevoli del fatto che, come per un'automobile in discesa, sarà sempre più difficile fermarci e cambiare direzione. Ho usato l'eguaglianza RAZIONALE = CONTROLLABILE e in quest'ottica anche la ragione viene ridefinita come la capacità dell'uomo di scegliere. La ragione è il mezzo con il quale l'uomo esercita il libero arbitrio. L' illuminismo non c'entra.
Grande successo ha avuto l'intelligenza emotiva, in tutto il mondo. E questo è un sintomo che stiamo ricadendo in un'utopia romantica (l'ennesima) che mira a rendere l'uomo sempre più irresponsabile davanti alle proprie scelte e sempre più preda del proprio "mi sento". Certi credono di amare, ma forse fanno qualcos'altro. E l'automobile, ormai incontrollabile, si schianterà rovinosamente. Ma se avremo il coraggio di dirigerci in salita, alla fine arriveremo in vetta. E la gioia sarà maggiore.