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martedì 3 gennaio 2006
Un mito cristiano
Da Monto @ 0.00 :: 240 Visite :: 3 Commenti :: :: Cultura e Societa
 

Immagine: locandina del film(From www.empiremovies.com)




E' uscito da poco al cinema un film che si discosta parecchio dal cosiddetto "genere natalizio", in cui posso raggruppare sia le produzioni italiane di dubbio gusto che si avvalgono degli stessi attori da non so quanti anni, sia i soliti tormentoni animati ripieni di buonismo e canzoni smielate che dovrebbero piacere ai bambini (ma quali?). E' uscito invece un film in cui si trattano temi ormai poco familiari alle opere per bambini: l'epica, il coraggio, il sacrificio, l'errore e la conversione. Eppure il successo del film - che segue il successo avuto dall'omonimo romanzo di C.S. Lewis negli altri Paesi - dimostra che i bambini sono tutt'altro che disinteressati a tali temi, e riescono a cogliere con immediatezza il valore dei personaggi ed ad appassionarsi. Gli adulti, poi, possono entrare ancora più in profondità e notare certi aspetti della vicenda che danno ancora più valore alla storia e favorire importanti riflessioni. In questa breve recensione vorrei mettere in luce alcuni passaggi del film che meritano un'attenzione particolare.

Per chi non avesse mai sentito parlare del film, il riassunto è il seguente: quattro fratelli (Peter, Edmund, Susan e Lucy) attraverso un armadio magico arrivano in un mondo fantastico, popolato di molte creature care alla mitologia classica (fauni, centauri, ninfe, animali parlanti...) e governato da una strega malvagia che vuole ottenere il controllo della popolazione. Durante il regno della strega è sempre inverno, un inverno eterno ("sempre inverno e mai Natale..."). Una profezia afferma che quando arriverà il Leone (Aslan, chiaro simbolo della Divinità) il popolo, guidato dai quattro "figli di Adamo" sconfiggerà la strega e comincerà la prosperità. Tuttavia Edmund tradisce i fratelli e cerca di consegnarli alla strega, la quale nel frattempo lo fa prigioniero invece di dargli l'ambita ricompensa. E qui smetto di raccontare per rispetto verso i cultori della suspence.

Oltre alla chiara metafora cristiana del Leone, ci sono altri aspetti che meritano attenzione, fra gli innumerevoli spunti che la storia offre:

1 - Il tradimento, ossia il Peccato e la Conversione. Edmund tradisce la strega per una ricompensa promessa (dei dolci incredibilmente buoni: niente che abbia un valore, ma solo la soddisfazione di una voglia passeggera) ma ella, invece di soddisfare le sue voglie, lo fa prigioniero. Il male, che all'inizio affascina e ci fa pregustare chissà quali piaceri, non solo non dà mai soddisfazione, ma si rivela in tutta la sua bruttezza e malvagità. Ma quando il ragazzo si pente, e confessa tutto quello che aveva fatto ad Aslan (impressionante la scena, sembra proprio un penitente di fronte al confessore), viene riabilitato e può partecipare alle stesse gioie degli altri, che pure non avevano mai tradito. Non solo, ma lo fa con aumentata saggezza. Nessuna punizione gli viene data, giacché la vera punizione è insita nel male stesso, era stata essere prigioniero della strega. Nessuna punizione viene dall'alto, ma è sempre diretta conseguenza delle azioni malvagie.

2- Il Natale, che arriva quando Aslan torna nella terra di Narnia che aveva creato.  E solo allora Babbo Natale può andare in giro a distribuire doni. Non è Babbo Natale che porta il Natale, ma ne è solo una conseguenza. Il vero Natale è l'arrivo del Leone, avvenimento atteso ma che nessuno poteva causare, se non Lui.

3- la guerra, alla quale i bambini cercano di sfuggire in questo mondo (la storia è ambientata durante la II guerra mondiale) sfollando in campagna, ma nella quale si trovano catapultati a Narnia. Alle prove e alle difficoltà non si può sfuggire, ma si possono affrontare e vincere. E non si vince mai da soli contro il Male, ma sempre aiutati da Qualcuno che è più forte del Male.

Nota amara: il Leone è doppiato in italiano da Omar Sharif: sentire un leone, simbolo della Forza, doppiato da un vecchio sdentato che parla oltretutto con accento straniero rischia di rovinare il film. O penso ad una malafede moderata, con contorno di raccomandazioni, o penso ad una grande malafede, che abbia voluto sminuire il significato del personaggio. Se poi leggo sul Corriere della Sera alcune recensioni in cui si dice di voler ignorare il significato cristiano della storia e penso allo stranamente scarso successo che i romanzi hanno avuto in Italia confronto agli altri Paesi...mi torna in mente l'antico proverbio: "A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina".

Al di là di questo, raccomando a tutti questo film - e se qualcuno vorrà poi leggere l'intero ciclo di romanzi (7 in tutto), non se ne pentirà di certo.

Commenti
Da Cecco @ martedì 3 gennaio 2006 0.00
Anch'io spero di trovare il tempo da dedicare a questo capolavoro. Grazie per la segnalazione e il commento.

Da Andrea @ martedì 3 gennaio 2006 0.00
Grazie per questo contributo! Mi hai suscitato quella "suspance" per la quale cercherò di vedere questo film. Se ti può interessare, la frase che hai citato ("A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca") è di Giulio Andreotti. ciao e grazie

Da Laura @ giovedì 5 gennaio 2006 0.00
Grazie per la recensione davvero accattivante ed esauriente. Pensavo fosse il solito "panettone di Natale" da evitare, invece ora ho voglia di vedere questo film... Trovo davvero bella l'idea di utilizzare questo spazio per recensire film e libri di particolare interesse!

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