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martedì 16 maggio 2006
La nuova Italia
Da Andrea @ 0.00 :: 247 Visite :: 0 Commenti :: :: Politica
 

(speriamo di no)

Immagine: Sarà la nostra nuova bandiera?(From www.masce.com)




Non si spaventi chi vedendo l'immagine pensa ad un nuovo articolo-fuoco contro i Comunisti: quella è la minaccia. C'è tempo e modo per ricordare la verità su di loro a chi ha l'onestà di ascoltarla: ora lasciamo che dimostrino nuovamente quel che sono. E hanno cominciato eleggendosi anche il Presidente della Repubblica, un Comunista per la prima volta al Quirinale, senza dialogo con l'opposizione parlamentare. I tasselli per il Regime sono quasi tutti sistemati.

Ma voglio qui spezzare una lancia a favore di chi, come il nostro nuovo Presidente, ha militato in frange estremiste e poco nobili: di sbagliare può capitare a tutti nella vita, anche per lunghi periodi; specie in determinate situazioni in cui l'offuscamento della verità la fa da padrona, è più difficile vedere la retta via. Ebbene, per tutti c'è la possibilità di redimersi, riconoscendo l'errore e rinnegandolo. Così anche chi, come Napolitano, ha sostenuto ideali comunisti per anni, può aprire la propria mente alla verità e il proprio consenso all'intero Paese. Le parole dell'insediamento sembrano andare in questa direzione: ne sia da esempio la citazione della Resistenza "senza ignorare zone d'ombra, eccessi e aberrazioni", un argomento che nessun Comunista ha voluto e vuole affrontare. Mi auguro continui in questa direzione. Almeno siamo salvi da chi, al contrario, dichiarava che la falce e il martello saranno per sempre nel suo cuore (D'Alema).

In questo periodo dove la politica continua uno scontro muro-contro-muro ignorando, da entrambe le parti, l'altra metà del Paese e il re degli sport nazionali (il calcio) è investito dal peggior scandalo di tutti i tempi, in questo periodo è importante ricordare che non bisogna mai rinunciare alla ricerca della verità, a ragionare sulle cose e a valutare le cose secondo valori che siano superiori ai classici stereotipi. Finché vincere sarà considerato un valore morale, il "come" si vince non importerà. Finché vincere delle elezioni sarà considerato sempre una legittimazione dell'operato di chi ha la maggioranza, avremo semplicemente consacrato il regime della democrazia, dimenticando che proprio i peggiori dittatori del secolo scorso furono eletti democraticamente. Non laviamoci le mani credendo di essere "nel legittimo quindi nel giusto" perché così non facciamo altro che gridare "Barabba" tutti i giorni.
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