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venerdì 16 novembre 2001
Cadono i Talebani
Da Cecco @ 0.00 :: 252 Visite :: 0 Commenti :: :: Mondo
 

Già perduti Kabul e Mazar-I-Sharif


Lo sfuggente Mullah (From Corriere della Sera)

Immagine:

KABUL - Finalmente.....Molti di noi, io per primo, avranno pronunciato questa parola, o almeno l'avranno pensata, all'annuncio della caduta di Kabul. Dopo più di un mese di bombardamenti sull'Afganistan si era infatti caduti in una situazione impressionante di stallo: l'invisibile esercito degli studenti coranici, armati con i residuati rubati ai russi e arroccati in città già devastate prima ancora del passaggio degli aerei americani, sembrava veramente rappresentare un muro di gomma ingigantendo di giorno in giorno l'insuccesso dell'azione statunitense che continuava ad ampliarsi. Anche per chi, come me, era convinto della necessità di questa azione di guerra (mirata alle postazioni militari-terroristiche) erano sorti sempre maggiori dubbi circa l'efficacia di questa risoluzione, soprattutto a fronte di un crescente numero di errori e vittime innocenti. Invece ecco che d'improvviso le difese talebane si sono sfaldate di fronte alla prima vera offensiva dell'Alleanza del Nord e così gli sgangherati battaglioni fino a pochi giorni fa contenuti in una piccola parte del paese, privi del principale condottiero Massud, sono riusciti a infrangere la linea del fronte. L'avanzata ha mostrato la breccia che i bombardamenti hanno creato nel cuore del dispositivo difensivo talebano e nel morale dei sostenitori del mullah Omar: i ribelli sono giunti, in poche ore, a occupare l'aeroporto di Mazar-I-Sharif e la capitale Kabul. Sicuramente su questi avvenimenti si è sprecata e si farà molta retorica: la grande accoglienza del popolo ai liberatori, l'eliminazione alla radice di una pericolosa corrente terroristica. Di certo non sarà questo un colpo di bacchetta magica, ma si può dire che gli avvenimenti degli ultimi giorni (pare che stia per capitolare anche la ""capitale spirituale"" Kandahar) hanno assunto una svolta importante: ora si può cercare di costruire un nuovo Afganistan, forse più giusto, sicuramente meno pericoloso. Comincerà ora una fase politica delicatissima, toccherà infatti all'Onu gestire il passaggio di poteri, cercando di creare un vasto fronte moderato che rappresenti tutte le principali etnie presenti sul territorio: l'obiettivo deve essere proprio quello di bloccare l'endemica guerra civile. E gli americani? Mostrata l'utilità dei bombardamenti mirati devono ora sospenderli per evitare inutili spargimenti di sangue, il loro compito, individuati ed arrestati i terroristi (quelli veri, non dei capri espiatori), deve essere una tutela dei diritti umani, perché il Pakistan non si faccia troppo invadente e i profughi possano ricostruirsi una vita. Un'ultima nota: fortunatamente i nostri militari non hanno dovuto combattere, come al solito avranno un compito di protezione dell'ordine, un dato positivo che mostra come il nostro contingente sia davvero chiamato a difendere la pace che, se non sarà infinita, sia almeno duratura.
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