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venerdì 27 giugno 2003
Il perdono per vivere meglio
Da Andrea @ 0.00 :: 414 Visite :: 0 Commenti :: :: Cultura e Societa
 

Ad applicare il perdono dobbiamo cominciare noi

Immagine: Il pontefice in Bosnia(From www.corriere.it)




Nella recente visita in Bosnia, il Papa ha rinnovato chiesto perdono “per le colpe contro l'uomo, anche da parte della Chiesa” sottolineando che “non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono”.

“La Chiesa ha sempre ricordato che non si può costruire un futuro felice della società sulla povertà , sull’ingiustizia, sulla sofferenza di un fratelli... Gli uomini che si muovono nello spirito dell’etica sociale cattolica non possono restare indifferenti di fronte alle sorti di coloro che rimangono senza lavoro, vivono in uno stato di crescente povertà, senza alcuna prospettiva di miglioramento della propria situazione e del futuro dei loro figli”. “...non si può costruire una convivenza fraterna nel mondo della globalizzazione se non c’è l’impegno della Comunità internazionale di rimuovere le cause delle inammissibili disuguaglianze e ingiustizie che generano tanto malessere, divisioni, tensioni e forme di terrorismo. ...promuovere il dialogo tra culture e religioni, il negoziato tra gli Stati per risolvere le controversie perché la guerra non risolve mai i problemi, anzi li aggrava” perché causa nuovi odi, nuove controversie che scatenano nuove guerre. “Non si può costruire la pace sul pianto dei bambini, sulla morte dei giovani, sulle lacrime delle mamme. La pace non può essere una realtà che interessi solo lo stato più forte, non si può fondare sulla vittoria col sangue e con le armi”; “non si può costruire il bene comune senza riconoscere e tutelare il diritto alla vita [..]. Solo il rispetto alla vita può fondare e garantire i beni più preziosi e necessari della società, come la democrazia e la pace (cfr. EV 101).”

Ricorda che non si può costruire il futuro sulle macerie del passato, mantenendo rimorsi e applicando vendette, ma solo attravero la logica del perdono reciproco si può pensare ad una futura convivenza pacifica. Queste parole, rivolte a popoli e capi di stato, in realtà sono rivolte anche a noi. Come popoli diversi devono saper perdonare le colpe altrui per una migliore convivenza, anche noi, nella vita di tutti i giorni, dobbiamo essere capaci di rimuovere i rimorsi, le tensioni, i torti subiti attraverso il perdono. Troppo spesso ci portiamo dietro queste macerie con vicini, colleghi, amici e anche in famiglia, incapaci di perdonare le colpe che subiamo, dimenticando invece facilmente quelle che abbiamo causato. Vediamo e giudichiamo le situazioni altrui, le situazioni internazionali, guardando la pagliuzza nell'occhio del vicino non vedendo la trave nel nostro. E la nostra vita si riempie di rimorsi e di ostacoli nei rapporti sociali, ponendoci ogni giorno contrapposti a chi vive nella società con noi. Il perdono è la chiave attraverso la quale possiamo pensare di vivere meglio, evitando di coltivare odi e meditare vendette. E' una chiave valida per i rapporti in politica estera dei vari stati, ma è valida anche per i nostri rapporti nella vita sociale di tutti i giorni.
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