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martedì 25 ottobre 2005
Il virus dei polli... che non mangiano pollo!
Da Andrea @ 0.00 :: 233 Visite :: 1 Commenti :: :: Altre categorie
 

Chiariamo i dubbi su questo virus

Immagine: Il governo difende (giustamente) il pollame italiano




Il professor Giovanni Rezza, direttore del Reparto di epidemiologia del dipartimento di malattie infettive dell’Istituto Superiore di sanità, risponde, in un'intervista al Corriere, ai quesiti più comuni. Ecco un estratto di quell'intervista.

Cos'è l'influenza aviaria?
L'influenza aviaria è una malattia dei volatili causata da un virus dell'influenza. Può contagiare quasi tutti i tipi di uccelli, con manifestazioni da molto leggere a molto gravi e contagiose. Si conoscono almeno quindici sottotipi di virus influenzali che infettano gli uccelli. A seconda della combinazione di proteine sulla superficie del virus il virus acquisisce una denominazione diversa: il più pericoloso è ritenuto il sottotipo H5N1.

Perché proprio il ceppo H5N1 è pericoloso?
Perché negli ultimi due anni è già passato più volte da una specie all’altra, acquisendo la capacità di contagiare anche gatti e altri mammiferi. Inoltre nelle epidemie recenti, a partire dal 2003, è stata documentata la capacità di questo virus di contagiare anche gli esseri umani, causando forme acute di influenza che in molti casi hanno portato a morte.

Ma se il virus passa dai polli all'uomo, il problema non riguarda solo le categorie a contatto con questi animali?
Una volta che il virus sia passato all’uomo e sia adattato ad esso, il contagio avverrebbe come per la normale influenza, attraverso le vie aeree, senza più bisogno del “salto di specie”, e quindi la diffusione sarebbe molto rapida e non limitata agli ambienti in cui ci sono i polli infetti.

Perché dovrebbe essere più pericolosa di una normale influenza?
Perché in caso di mutazione nel passaggio dal pollo all’uomo il virus sarebbe del tutto “nuovo” per il sistema immunitario umano, e nessun organismo umano sarebbe probabilmente in grado di combatterlo e di limitarne la diffusione.

Ma il contagio uomo-uomo seguito a quello pollo-uomo è già avvenuto?
Il contagio pollo-uomo è avvenuto decine di volte negli ultimi anni provocando numerosi morti. Quello uomo-uomo è avvenuto probabilmente una volta circa un anno fa.

Quali sono i sintomi dell’influenza aviaria?
L’influenza aviaria nell’uomo provoca una sintomatologia che va da una sindrome simile influenzale a infezioni oculari, polmonite grave ed altre complicanze gravi che possono mettere a rischio la vita.

Esiste un vaccino specifico?
Un vaccino potrebbe esserci presto. Il problema è che noi dovremmo avere a disposizione un vaccino efficace contro il ceppo che determinerà l’epidemia, trasmissibile da uomo a uomo, e questo ceppo non sappiamo ancora quale sarà. Il ceppo H5N1 attualmente circolante potrebbe essere differente da quello che darà luogo a un eventuale epidemia a trasmissione interumana.

Serve farsi il normale vaccino antinfluenzale?
La vaccinazione antinfluenzale con il vaccino in uso nella corrente campagna vaccinale non conferisce una protezione specifica verso il ceppo A(H5N1).

Si rischia qualcosa mangiando polli o uova?
No, a patto di mangiarli ben cotti. Il calore uccide il virus. Oltretutto i nostri polli sono attualmente sani. La nostra produzione nazionale copre il 100% del fabbisogno.

Quali precauzioni possono essere adottate per evitare l'infezione?
Si raccomanda ovviamente di evitare il contatto con gli animali (pollame e suini), quindi, qualora ci si rechi nei paesi interessati, si consiglia di evitare le zone rurali e i mercati dove vengono commercializzati animali vivi. Inoltre, si raccomandano le norme di igiene personale, in particolare il lavaggio frequente delle mani con acqua e sapone.


Concludo con una riflessione personale sull'argomento.
Ad ascoltare certi giornalisti, certi "informatori", dovremmo vivere con una fobia quotidiana, con una paura di morire ogni giorno. Come questo, fu il caso della mucca pazza o della Sars. Ma anche il terrore per gli attacchi terroristici, per gli aerei che precipitano o per i treni che deragliano. Credo, invece, che manchiamo quotidianamente di razionalità e di spiritualità. Di razionalità, perché basta poco per renderci conto dell'elevata lontananza tra il pericolo percepito e il pericolo reale; basti pensare a quanti dei casi citati, che per mesi hanno riempito le prime pagine, alla fine hanno contato zero morti; corriamo molti più rischi in azioni quotidiane senza minimamente rendercene conto: quanta gente muore attraversando la strada, viaggiando in automobile, a causa del fumo o a causa di normali malattie cardiovascolari? Di spiritualità, perché anche per chi non crede, non credo sia conveniente passare l'unica vita disponibile con la fobia di morire, sarebbe un controsenso, una perdita di tempo. Per chi è credente, poi, la riflessione è ancor più ovvia: se è giusto evitare rischi dove possibile, è stupido aver paura di un momento che non siamo noi a decidere né come né quando verrà.
Commenti
Da Monto @ martedì 25 ottobre 2005 0.00
Ottimo articolo e ottima riflessione, che condivido in pieno. Stiamo attenti, altrimenti moriremo di timor panico ancor prima che di influenza. E intanto i giornalisti se la spassano con il piacere cinico di predire disgrazie. E le case farmaceutiche fanno soldi.

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