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giovedì 8 marzo 2007
Signor Prodi, se ne vada!
Da Andrea @ 0.00 :: 507 Visite :: 1 Commenti :: :: Politica
 

Difficile mollare le poltrone prima dei 2,5 anni di legislatura...

Immagine: Continua la cura di Prozac per l'Italia(From images-srv.leonardo.it)




La lettera a Prodi scritta il 16 febbraio da questo sito ha anticipato di pochi giorni la caduta al Senato: l'appello per il Presidente del Consiglio, riproposto nel titolo di questo articolo, pareva essere colto. Purtroppo, però, intervennero alcuni elementi che rimisero "Destruction Man" al comando, due fondamentali: l'attaccamento alle poltrone da parte dei signori della sinistra e il pronto soccorso di mano folliniana.

Per quanto continuerà così? Per quanto dovremo assistere a questa agonia? Assistere all'ipocrisia di chi vota la fiducia ma già annuncia il "no" sui futuri provvedimenti del governo. Assistere al trasformismo di chi è stato eletto con i voti di chi non voleva questo governo, e ora lo sostiene. L'unione non è unita in nulla, se non nel voler restare al potere. Sulla politica estera non sono d'accordo. Sulle pensioni non sono d'accordo. Sui "Dico" non sono d'accordo. Quanto dovrà durare ancora questo accanimento?

Il vero problema di oggi, però, sta nel chiedersi cosa sarà il "dopo". Ammesso che i due "partiti unici", a destra e a sinistra, non riusciranno ad essere pronti per le prossime elezioni; ammesso che un sistema elettorale non fa delle aggregazioni partitiche (ma semmai il contrario); ammesso che il rigurgito democristiano di antica data sta disintegrando il bipolarismo del post-tangentopoli; ammesso tutto questo, cosa ci rimane? Ci rimane una destra che fatica ad unirsi sotto la stessa bandiera lasciando da parte quel partito stampella della sinistra; rimane una sinistra divisa su tutto che dopo aver perso il potere sarà ancor più litigiosa; rimane un sistema elettorale che continuerà a favorire i veti dei partitini e i trasformismi degli esseri striscianti, senza permetterci il rifiuto di mettere una croce sui nomi più improponibili. Insomma, ci rimane una politica che va sempre peggiorando. Sveglia! Se An e FI da una parte, i Ds e la Margherita dall'altra, si unissero in partiti unici; se si mettessero d'accordo per una legge elettorale seria; se evitassero di scendere a compromessi con i partiti nani inadeguati ai tempi moderni. Se succedesse tutto questo, forse saremmo pronti per ripartire. Ma se questi rimangono dei "se", difficilmente potrà cambiare qualcosa. E in un Paese che permette di controllare le aziende con il 2% del capitale, forse controllare il governo con il 2% di rappresentanza è solo la naturale traduzione politica di un sistema fatto più per i furbetti che per chi davvero ha le capacità di fare qualcosa di buono.


P.S.: si parla tanto di sistema elettorale proporzionale o maggioritario, andando a guardare cosa avviene negli altri stati europei. Abbiamo mai pensato a qualcosa di simile a ciò che avviene, ad esempio, negli Stati Uniti? Un sistema diretto nel quale per eleggere 1000 rappresentanti si divida il territorio in 1000 zone (con criteri geografici e di densità) e ciascuna zona elegge un rappresentante? Il tutto con schede elettorali che portano il simbolo del partito e il nome dell'unico candidato di quel partito in quella zona? Senza la possibilità di proporsi in più zone, senza sbarramenti o premi di maggioranza ma solo con la scelta da parte del cittadino di chi meglio lo rappresenta tra quelli che si propongono? Non darebbe più vicinanza all'elettorato da parte della politica? Non avrebbe la duplice funzione di rappresentare realtà locali e contemporaneamente imporre una unione di forze politiche a livello nazionale per poter aver un peso tale da permetter loro di governare? Ragionavo ad alta voce... Chissà...
Commenti
Da Cecco @ venerdì 9 marzo 2007 0.00
Mi sembra un'analisi precisa del grave diagio in cui versa la nostra classe politica. Il lato più triste di questo teatrino è che la gente si disaffezione sempre più dalla politica, fa un passo indietro. E davanti a questa gente, come darle torto...

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