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mercoledì 26 febbraio 2003
Il controllo della mente
Da Andrea @ 0.00 :: 235 Visite :: 0 Commenti :: :: Cultura e Societa
 


(From www.usc.br)




"La cosa più inaspettata che accada a chi entra nella vita sociale, e spessissimo a chi vi è invecchiato, è di trovare il mondo quale gli è stato descritto e quale egli lo conosce già o lo crede in teoria" scriveva Giacomo Leopardi nell'ultimo pensiero dello Zibaldone. Non è forse ciò che accade?

Esiste un ramo della medicina in cui si studia uno stato di anormale condizione dei contenuti intellettuali di un essere umano ad andamento evolutivo verso la guarigione, la morte o una nuova, diversa, condizione di vita: stiamo parlando di chi studia le malattie mentali, stiamo parlando della psichiatria. Esiste poi una scienza che non è una scienza, di cui esiste una teoria confusa, contrastante ed immatura e non vi è un sostanziale riscontro di applicazione su piano pratico, una scienza che si propone di capire i fenomeni propri del meccanismo mentale ed affettivo, capire i contenuti intellettuali e moti soggettivi dell'animo di un uomo: la psicologia. Stiamo parlando di due branche che si incrociano, si intrecciano, hanno molte cose in comune, ma una in particolare: il controllo della mente umana.

Sembra giusto e positivo che queste classi possano operare, finanziate fortemente dai cittadini, per far progredire una teologia nata da poco più di un secolo, per poter guarire... cosa?? Forse più che "guarire" il termine adatto sarebbe "controllare", "dirigere", "indirizzare". In Russia mettevano a tacere le persone, diagnosticando "mania riformista", "sindrome antisovietica", "esaurimento nervoso indotto dalla ricerca esasperata della giustizia"... Stiamo parlando di teorie che non hanno mai curato nessuno, malattie infondate, fenomenologie che non esistono o che erano note da prima che arrivassero loro a dircelo. In molti casi viene etichettato per "malattia mentale" solo un diverso modo di pensare, con un metodo che non fa altro che ridurre la libertà di pensiero collettiva. Psichiatri e psicologi li si vede più in talk-show televisivi che nelle cliniche, più impegnati a dirigere l'opinione pubblica che a curare un malato. Capire la mente umana diventa così uno strumento per poterla controllare e una base per poter etichettare come "abnormale" certe frange di pensiero che non si desiderano. Così avere in mano la comunicazione e uno scienziato diventa la vera arma, il vero telecomando del nostro cervello. Perché siamo tutti bravi, ed è giusto che sia così, ad ascoltare uno scienziato, un tecnico, che ci illustra cosa è giusto e cosa è sbagliato dall'alto della sua conoscenza. Ma se stiamo parlando di "contenuti intellettuali", di pensiero umano, non la posso pensare diversamente? Non è forse la mente umana, il pensiero, la cosa più enigmatica e imprevedibile dell'uomo, alla quale la scienza non può dare alcuna sorta di prevedibilità certa? Perché un pensiero diverso può trasformarsi in una causa di emarginazione sociale o, addirittura, in una malattia? La domanda ovviamente ha una risposta: il controllo del target è comodo in ogni settore, in modo da poter focalizzare gli sforzi minimizzando gli sprechi in investimenti resi vani dall'imprevedibilità della mente umana. Ma è vivere? Un controllo, che sia commerciale o politico, non è un limite alle libertà di un individuo? Una società di eguali è ancora un'utopia o è ora un punto di arrivo? In una società dove le diversità raziali, fisiche, addirittura economiche, diventano cause di emarginazione sociale, cosa succede se si aggiunge la diversità di pensiero come fattore di giudizio? Non è forse studiando come regisce la mente umana a determinati stimoli che si può scegliere gli stimoli da fornirgli?

Per secoli, forse millenni, i "vecchi" hanno sempre saputo quel qualcosa in più, hanno sempre avuto meno stupore nel vedere la vita che giorno dopo giorno gli si presentava nuova e, ciò nonostante, pareva già conosciuta. Nonostante la vita ci insegni che tutto può accadere e che nulla è prevedibile con certezza, l'esperienza ci porta a capire meglio ciò che si può capire e non esiste medico specialista, non esiste scienza della mente che può venire a migliorare il nostro modo di pensare. Ci pensa già la vita stessa e ciò che ci accade, purché sappiamo farne tesoro, vivendo noi stessi il presente e scoprendolo ogni giorno così uguale. E così diverso.
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