Cerca
 

In questa sezione trovi tutti gli articoli publicati sul sito. Se ti interessano le statistiche, vai alla pagina "Statistiche articoli"

Per data Riduci
        
Articoli Riduci

Current Articles | Categories | Search | Syndication

lunedì 23 giugno 2003
Il crollo dell'impero mediatico
Da Andrea @ 0.00 :: 503 Visite :: 0 Commenti :: :: Politica
 

Gasparri tenta l'estremo salvataggio, ma Ciampi minaccia di non promulgare.

Immagine: Berlusconi detiene 3 frequesze su 11: è incostituzionale (From www.gruppi.margheritaonline.it)




C'è una rete televisiva, "Europa 7", che il 31 luglio del 1999 ha ottenuto dallo Stato la concessione per trasmettere su tutto il territorio nazionale, ma non può farlo perché lo stesso Stato non le ha ancora assegnato le frequenze per poter essere operativa. A occupare quelle frequenze è Retequattro.

Berlusconi nel 1985 aveva solo una rete di televisioni locali che trasmettevano non contemporaneamente gli stessi programmi. Era una furbata che permetteva di violare la legge, visto che allora era vietato a soggetti privati di possedere televisioni nazionali. Ma Berlusconi si mette d'accordo con Craxi che gli fa un decreto legge apposta. Cosi' Berlusconi ha finalmente tre televisioni nazionali vere.

Nel 1994 la Corte Costituzionale con la sentenza 420, stabiliva in difesa del pluralismo, che un unico soggetto privato non potesse detenere tre reti nazionali, concedendo un periodo di transizione e rimettendo il problema al legislatore per una soluzione definitiva entro e non oltre l'agosto 1996. Nulla di fatto.
Nel luglio 1999 D'Alema decide di risolvere la questione e indice una gara per l'assegnazione delle concessioni delle reti nazionali. Berlusconi si aspetta che finalmente possa detenere legittimamente le sue tre reti e relative frequenzevisto che, per partecipare, si richiedono requisiti spaventosi e sembra chiaro che nessuno riuscira' a scombinare i giochi. Colpo di scena: sipresenta Francesco Di Stefano di Europa 7 e chiede due reti. Tentano in ogni modo di mettergli i bastoni tra le ruote, ignorando la legge con giochetti e rinvii.
Nel frattempo Centro Europa 7 si e' dotata di tutto cio' che e' necessario per una rete televisiva nazionale con 700 dipendenti, poiche' la legge stabilisce che, entro sei mesi dall'ottenimento della concessione, la neo-emittente ha l'obbligo di iniziare le trasmissioni.

E alla fine arriva alla Corte Costituzionale che nel novembre 2002, sentenza numero 466-2002, ha stabilito inequivocabilmente che Retequattro, dal 1 Gennaio 2004 dovra' emigrare sul satellite.
Ma Gasparri si sta muovendo per salvare Rete 4. Dalla sentenza della Corte costituzionale del 1994, all’assegnazione delle concessioni nel luglio 1999 (a Canale 5, Italia 1, Tele + Bianco, Tmc, Tmc2, Europa 7, Elefante Telemarket), fino alla indicazione dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni in merito al momento in cui Rete 4 e Tele+ Nero dovranno trasferirsi sul satellite, nulla è cambiato.


Retequattro deve liberare la frequenza nazionale (From Cinecittà Medianews - 195.110.140.70)



E' cronaca di questi giorni: Gasparri propone il decreto salva-Retequattro, con un generico articolo 12 che vieta un cumulo mediatico poiché "non può essere titolare di autorizzazioni che consentano di diffondere più del 20% dei programmi televisivi" ma si applica alle "risorse complessive del settore integrato delle comunicazioni", un settore troppo vasto che permette di mantenre lo status-quo. La Camera, a sorpresa, lo boccia, facendo passare un emendamento dell'Ulivo per cui non si potranno comunque avere più di 2 reti. Ma Gasparri promette che al Senato "lo riporteranno allo stato originale". Colpo di scena finale, viva la Repubblica: Ciampi promette di non firmare quel testo perché "E' incostituzionale!". Quindi, nella battaglia di Mediaset-Berlusconi per salvare il monopolio mediatico, si rischia una crisi polito-istituzionale. Da quando non ci fu più Craxi a difendere gli interessi di Berlusconi in polita, fu il premier in prima persona a salire a Palazzo Chigi. E' ora che dimostri davvero di fare le cose ANCHE nell'interesse del paese, se vuole che gli elettori si ricordino di lui.
Commenti
Currently, there are no comments. Be the first to post one!
You must be logged in to post a comment. You can login here
    Stampa      
  Copyright 2001-2007 by M.A.S.C.E.  
M.A.S.C.E.        Condizioni d'uso        Privacy