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martedì 24 settembre 2002
Scacco al... l'Onu
Da Andrea @ 0.00 :: 275 Visite :: 0 Commenti :: :: Mondo
 

Le manovre di questi giorni sono atte più ad aggirare le Nazioni Unite che a rafforzarsi per l'attacco

Immagine: Bush predispone lo scacco (da shopin.crvolterra.it)




NEW YORK - Si predispongono le pedine per sferrare l'attacco all'Iraq. Le idi di marzo per Saddam Hussein stanno per arrivare mentre l'Europa e l'Onu si preparano prendendo, o forse è meglio dire non prendendo, una decisione. Mentre nella scorsa notte il Consiglio di Sicurezza dell'Onu si affrettava a chiedere ad Israele di togliere l'assedio ad Arafat, in una realtà che continuiamo a vedere di mese in mese, di anno in anno senza che nulla cambi, non vi è aria di una soluzione sul fronte iracheno. Se gli Stati Uniti si astengono dal voto contro Sharon per una questione di non belligeranza con Israele, è anche vero che forse in cambio sperano nel nulla osta per un'azione militare nel golfo persico. Intanto l'Onu fa orecchie da mercante, ignorando il monito mondiale ad una scelta, ad un voto, ad una decisione. Anzi, forse il mondo chiede qualcosa in più: una presa di posizione forte, un 'no' secco agli USA capace di fermare il leone che ruggisce e fargli capire che alle regole dei cittadini del mondo deve sottostare anche lui. Invece si continua a preparare strategie, a muovere forze militari verso la futura, imminente, zona di fuoco, a predisporre piani bellici incrociati a piani politi ed economici per accontentare tutti ed avere consensi per una manovra che manca di motivazioni. Mentre anche la Russia cade talmente in basso da rendere nota l'accettazione a togliere il veto in cambio della possibilità di risolvere a sua volta la situazione cecena allo stesso modo, il mondo aspetta ancora le argomentazioni anglo-americane e il voto del Consiglio. E l'Europa? Il vecchio continente si spacca, incapace di una decisione comune e coerente, incapace per l'ennesima volta di distinguersi dagli americani, prendendo decisioni al suo interno contrastanti. Il tutto mentre la Germania si prepara ad un periodo con una legislatura debole e in attrito con Stati Uniti e alleati, mentre la borsa reagisce sempre peggio al periodo di incertezza che si protrae da mesi. Vivendo nell'incertezza, osservando forza e astuzia di chi muove i pezzi sulla scacchiera, predisponendo lo scacco finale non prima di aver piazzato ogni pezzo al suo posto, perché tutto avvenga come programmato. Nella speranza che chi può sospenda la partita, rompendo i piani di chi, senza provarne la colpevolezza, è deciso a distruggere un nemico anche economico, nel tentativo di evidenziare che il male è là e non in una economia che va a rotoli, in bilanci aziendali falsati, in politiche sbagliate
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