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venerdì 22 novembre 2002
Speranze per la finanziaria 2003
Da Andrea @ 0.00 :: 218 Visite :: 0 Commenti :: :: Politica
 




Racapricciante e poco rassicurante vedere politici che criticano solo per critacare, non tenendo presente che la differenza di schieramento politico è e deve essere solo un modo diverso di intendere il raggiungimento di un fine comune. Hanno ragione a destra come a sinistra quando si parla di cosa si è fatto e di cosa si dovrebbe fare: le differenze stanno in "come" farlo e mi spiace non vedere uno sforzo di intesa su temi fondamentali. La finanziaria di quest'anno mi pare positiva, più per lo stile che per le quantità. Non sono tanto i 3-400 euro in più nelle tasche delle famiglie sotto i 25mila euro lordi all'anno, già mangiati da un'inflazione che farà spendere loro 7-800 euro in più; non sono tanto i soldi in più per il meridione che, se non ben investiti, rischiano di essere bruciati come sempre avvenuto. E' lo stile di una finanziaria più da centrosinistra che da centrodestra, che vuole rilanciare l'economia dal basso, dalle famiglie, che finalmente mantiene le promesse fatte in campagna elettorale. Mi preoccupa che l'opposizione non riconosca questo, sintomo che più delle proposte interessano le critiche, tipico di chi idee non ne ha e si limita a dire che quello che viene fatto non va mai bene. Credo invece che sia positiva nello stile, non potendomi pronunciare sulle quantità visto che i conti dello Stato non mi sono noti e non mi resta che credere alle parole di Tremonti, che i conti li conosce, che dice di "aver fatto il massimo possibile con i soldi che avevamo". E' senz'altro più rassicurante di chi, leader di una coalizione che non c'è più, si limita a criticare e scherzare senza aver proposto alcuna politica alternativa. Tutti bravi a dire che ci vogliono meno tasse e meno spese ma applicarlo si scontra con la necessità di far quadrare un bilancio. E' stata scelta una linea, se è quella giusta lo vedremo fra un anno; lo spirito della finanziaria, invece, lo si può valutare già oggi ede è positivo. Ma non basta.
I punti principali su cui intervenire sono: INPS, tasse e meridione. Per il meridione qualcosa si è fatto, ora bisognerà accompagnare i soldi con dei piani per farli fruttare. Ma sono le pensioni il vero punto da toccare, il vero buco nei bilanci dello stato. E' una manovra che una legislatura dovrebbe fare al secondo-terzo anno, incuranti di manovre atte a fare propaganda elettorale. L'INPS va privatizzato, le pensioni devono essere in mano ai privati. Poi si può studiare un sistema simile a quello delle auto: tutti devono avere una assicurazione, con la compagnia che vuoi. Ma tutto parte dal privatizzare una struttura logorata dal tempo, proprio oggi che più compagnie assicurative sono pronte con i fondi pensione. Eppoi le tasse: tutti ne vorrebbero meno, ma tutti dobbiamo pagarle. E' dal combattere il sommerso, che il governo sta facendo ma non efficacemente, che si può partire a pensare ad abbassare il peso fiscale. Se tutti pagassimo le tasse, tutti pagheremmo un po' meno. Ma ci vuole anche un sistema fiscale più chiaro, più diretto. Buona premessa è l'obbiettivo di ridurre le aliquote IRPEF a due soli scaglioni, ma bisognerebbe fare di più: cancellare tutte le tasse e tassette che diventano rompicapi per i commercialisti, ma soprattutto, scappatoia per chi è abbastanza furbo da elaborare raggiri fiscali. Sarebbe ideale un sistema di tassazione diretto ed efficace: due sole tasse, sul reddito e sulle proprietà, semmai contornato da incentivi per chi applica politiche positive nelle scelte aziendali o famigliari.
Sono proposte, solo proposte. Speriamo di vedere qualcosa di questo l'anno prossimo. Intanto entrano nel contesto in maniera costruttiva, propositiva per l'appunto. Non critiche inutili, distruttive e inconcludenti. Vogliamo il bene del paese, indipendentemente da chi governa, non la vittoria di uno schieramento o di una idelogia fine a se stessa.
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