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domenica 9 dicembre 2007
Il Veltrusconi verso l'accordo: ma quale?
Da Andrea @ 2.00 :: 426 Visite :: 0 Commenti :: :: Politica
 

(Fonte immagine http://www.goopiacenza.com)

Dopo tante parole sui sistemi elettorali, vogliamo riprendere l'argomento partendo da alcune simulazioni effettuate sui dati delle politiche 2006 nel tentativo di applicare i sistemi più citati, per quanto possibile. Diamo come noto al lettore quanto scritto nell'articolo "La mia Utopia politica" in merito ai sistemi elettorali. Prima del risultato, però, è necessario fare una lunga premessa...

PROPORZIONALMENTE MAGGIORITARI...

Si sente parlare di proporzionale o maggioritario, di soglie di sbarramento e di premi di maggioranza ma l'elemento più importante che condiziona il sistema elettorale è la dimensione delle circoscrizioni (e, conseguentemente, la gestione dei resti).

In circoscrizioni piccole come la Valle d'Aosta o il Molise, con 1 o 2 seggi da assegnare, il risultato non cambia al variare del sistema elettorale. Aumentando la dimensione, la proporzionalità comincia ad essere differente tra i vari sistemi fino ad arrivare al massimo nelle circoscrizioni più grosse (40-44 seggi) dove comunque, anche con il sistema più maggioritario, la rappresentatività del secondo e del terzo partito sono spesso garantite. La frammentazione in circoscrizioni, però, incide su un altro fenomeno di sproporzionalità che è la gestione dei resti: più i resti vanno ad assegnare dei seggi (che potremmo definire parzialmente rappresentativi), più il sistema perde proporzionalità. In definitiva, possiamo dire che circoscrizioni piccole danno "maggioritarietà" al sistema ma anche "sproporzionalità" non rappresentativa se accompagnate dal recupero dei resti; circoscrizioni più grandi danno proporzionalità (ma frammentazione).

Passando alla soglie di sbarramento, esse favoriscono i partiti più grossi, permettendo, nei casi di forte frammentazione (es. al Senato in Sicilia, dove FI aveva il 28,5% e il primo degli inseguitori non superava l'11,7%) di premiarli ma, togliendo ripartizione tra i partiti minuscoli, da più forza ai partiti piccoli che solo appena al di sopra della soglia. E'soprattutto nella forma maggioritaria che si ottiene l'obiettivo. Le soglie sono pressoché inutili in circoscrizioni piccole: va da sé, che se scendiamo sotto i 33 seggi per circoscrizione, è necessario avere almeno il 3% di voti per aggiudicarsi un seggio, sotto i 20 necessita il 5%, sotto gli 8 seggi almeno il 12,5% (resti permettendo). Quindi, le soglie danno "sproporzionalità" al sistema se innaturali, favorendo i partiti medio-piccoli che superano la soglia fissata.

Il premio di maggioranza, per fortuna, è passato di moda: costinge i partiti ad allearsi prima delle elezioni ma, se applicato sulle coalizioni, mantiene la frammentazione e rende al coalizione vittima dei ricatti dei partiti minori che, grazie a questo sistema, hanno più rappresentanza del dovuto. Ha lo scopo di dare governabilità al vincitore ma è sorpassato come strumento dai sistemi maggioritari. Il premio di maggioranza, quindi, da sproporzionalità al sistema favorendo i partiti piccoli delle coalizioni vincitrici.

L'ultima nota torna proprio al principio, cioé all'adozione di un sistema maggioritario o proporzionale: nel primo caso, i partiti piccoli ma localizzati possono acquisire rappresentanza, avendo la forza di conquistare seggi in alcune circoscrizioni. I micro-partiti diffusi sul territorio, invere, trovano spazio solo con il sistema proporzionale.

E' doveroso, quindi, ricordare come il sistema maggioritario fu il primo sistema introdotto ed è, tuttora, il più diffuso al mondo. Il sistema elettorale proporzionale fu introdotto nel secolo scorso su pressioni delle formazioni politiche popolari e socialiste: esso, più che il problema della governabilità, privilegia quello della rappresentanza dell'elettorato, che vuole ampia e pluralistica, proiezione perfetta della complessità del quadro sociale di riferimento.

In sintesi, il maggioritario investe direttamente il candidato votato di una rappresentatività di persone e di luogo, facendo sentire l'elettore molto vicino alle istituzioni, garantendo governabilità insieme alla legittimità di rappresentanza. Il proporzionale, garantisce frammentazione partitica perché chiunque può, prendendo un po' di voti qua e un po' di voti là, conquistare qualche seggio: poi, non essendoci una chiara maggioranza, può accordarsi per avere favori in cambio dell'appoggio al governo, ovviamente finché non cambia idea.

I danni del proporzionale li abbiamo visti per tutta la durata della Prima Repubblica; la Seconda Repubblica non è decollata solo per colpa delle quote proporzionali che hanno gantito gli effetti perversi di questo sistema. Perché ci si ostina a parlare di proporzionale? Basta col riempirsi la bocca di termini quali "proporzionalità" e "rappresentatività", cadaveri di un'utopia nella quale ormai neanche l'Europa crede: la verità è che chi parla di proporzionale vuole un sistema controllabile dal vertice e compatibile alle proiezioni sondaggistiche. Chi vuole bloccare il referendum lo teme proprio perché causerebbe effetti maggioritari sul partito vincente, obbligandolo a prendere atto di una realtà maggioritaria e della necessità di una legge elettorale in tal senso. Ma forse è proprio quello che il Veltrusconi (inteso come binomio Veltroni e Berlusconi) vuole: parlare di proporzionale fino al referendum solo per tenere buoni i partiti minori, perché se fanno saltare la legislatura salterebbe anche il referendum (e saremmo punto e a capo). Già, perché é proprio strano che la "vocazione maggioritaria" di Belusconi e Veltroni si traduca in legge proporzionale: questo è quello che vogliono tutti gli altri, Fini escluso. E proprio per questo, forse, dalle parole ai fatti, c'è e ci sarà una distanza enorme.


SIMULAZIONE M.A.S.C.E.

Dati utilizzati: politiche 2006 (fonte: sito ministero degli interni) con sistema noto come Porcellum (da un editoriale di Sartori che nominò così il sitema, parafrasando il defunto MAttarellum, dopo che l'autore Calderoli lo definì, a Matrix, una "porcata").

Sistemi applicati:

  • SPAGNOLO - applicato calcolo proporzionale su base circoscrizionale (alla camera) e regionale (al senato), soglia al 3%
  • TEDESCO - applicato calcolo proporzionale su base circoscrizionale (alla camera) e regionale (al senato), soglia al 5%
  • ANGLOFRANCESE - volendo simulare un maggioritario (come in Inghilterra, puro, o come in Franca, a doppio turno), è stato fatto un calcolo proporzionale come sopra ma con soglia al 12,5% (soglia usata in Francia per l'accesso al secondo turno), supponendo che i partiti che non superino questa soglia, non riusciranno a vincere in alcun collegio e quindi non potranno ottenere seggi in qualunque modo si applichi il maggioritario; al contrario, per chi ottiene seggi, la proporzionalità si pensi rispecchi l'effettiva potenziale vittoria nei collegi quindi l'assegnazione di seggi.
  • PROPORZIONALE PURO - E' la miglior fotografia di cos'era l'Italia fino al 1993, cosa ha portato la quota di proporzionale presente nel Mattarellum (in vigore in Italia dal 1993 al 2006) e cosa probabilmente porterà il Vassallum (c.b.i. dato che non se ne conoscono i dettagli).

A tutti questi sistemi, poi, dovendo applicare una gestione dei resti (il numero dei seggi assegnati, in Italia, non è variabile) si è proceduto all'assegnazione dei seggi secondo la forumula del "resto maggiore" (la lista che ha la "quota di seggio" maggiore, lo conquista fino ad esaurimento dei seggi da assegnare).

Condividiamo, in ultimo, il reale risultato delle politiche 2006 e alcune considerazioni:

  • alla camera c'è stato un sostanziale pareggio mentra al senato ha ottenuto qualche voto in più la coalizione di Berlusconi;
  • la coalizione di Prodi era caratterizzata da una forte frammentazione partitica, specie al senato dove anche Ds e Margherita si sono presentati separati;
  • tra i partiti più piccoli, la Lega si caratterizza per una forte concentrazione territoriale mentre la maggior parte degli altri trovano voti distribuiti sul territorio.

Ecco, quindi, i dati.

 CAMERA 2006 - COMPLESSIVO (Coalizione Prodi in arancione, Coalizione Berlusconi in azzurro)

 

Il Porcellum, come noto, ha "sproporzionato" il sistema con il premio di maggioranza. Spagnolo e Tedesco avrebbero consegnato la vittoria a Berlusconi, probabilmente poiché la soglia di sbarramento avrebbe bloccato i partitini di Prodi.  Il tentativo di emulare il maggioritaglio consegna una vittoria di margine a Prodi, anche se non così larga come con il sistema vigente. Il proporzionale "puro" fotografa l'equilibrio dando una vittoria risicata a Prodi: è l'unico sistema dove l'applicazione dei resti fa variare il risultato (nella fattispecie, hanno influito i partiti piccoli). In questo grafico è stato mantenuto il doppio dato con/senza la gestione dei resti per notarne l'eventuale impatto.

 SENATO 2006 - COMPLESSIVO (Coalizione Prodi in arancione, Coalizione Berlusconi in azzurro)

Il sistema vigente, qui, sappiamo a causa dell'applicazione del premio di maggioranza su base regionale, non ha garantito una maggioranza netta, dando seggi in egual misura alle due coalizioni. Solo il proporzionale puro avrebbe fatto qualcosa di simile (però con qualche seggio fuori dalle due coalizioni da poter "comprare"): qualsiasi altro sistema avrebbe dato la vittoria a Berlusconi, con larga maggioranza nel sistema maggioritario. Anche qui è stato mantenuto il doppio dato con/senza la gestione dei resti per notarne l'eventuale impatto: possiamo concludere che è minimo e, salvo rari casi, non sposta l'ago della bilancia. Siccome i resti non si possono ignorare, ora non scenderemo più in questo dettaglio.

CAMERA 2006 - SPACCATO PER LISTE

 

Questo dato fotografa la distribuzione sulle liste/partiti al di là della coalizione di appartenenza: permette di valutare la frammentazione che dà il sistema. Solo proporzionale e Porcellum riportano la frammentazione reale: già lo spagnolo e il tedesco spostano il peso sui cinque partiti maggiori, togliendo rappresentanza ai nani. L'effetto maggiore, però, si ottiene col maggioritario: 3 partiti che contano, due hannno quasi la maggioranza da soli, poco più di 5 partiti totali.

CAMERA 2006 - SPACCATO SULLA COALIZIONE "BERLUSCONI"

In casa Berlusconi, tedesco e spagnolo limitano il dialogo a quattro partiti mentre il maggioritario "cancellerebbe" l'UDC (partito piccolo senza concentrazione territoriale) e ridimensionerebbe la Lega.

CAMERA 2006 - SPACCATO SULLA COALIZIONE "PRODI"

In casa Prodi, invece, gli effetti dei sistemi studiati sono ancora più forti: lo spagnolo e il tedesco lascerebbero le briciole ai partiti nani, con l'Ulivo che deve fare i conti solo con Rifondazione; in un maggioritario, l'attuale PD porterebbe a casa la maggioranza, potendo andare da solo al governo, proprio come avviene nei paesi a sistema maggioritario (Stati Uniti, Inghilterra, Francia).

CONSIDERAZIONI FINALI

 Altre simulazioni sono state fatte ed è giusto citarle brevemente. Sul forum di POL (PoliticaOnLine) si sono esercitati ad applicare lo spagnolo ottenendo praticamente gli stessi nostri risultati: Prodi vince con 346 contro 282 seggi alla Camera (noi abbiamo 341/286) mentre Berlusconi prende il senato per 163 a 150 (noi: 164/149). Ma la simulazione più importante l'ha fatta Il Sole24Ore dove, però, sono partiti da proiezioni di voto con gli attuali neo-partiti e con qualche aggregazione prevista per il futuro: gli effetti ottenuti con tedesco-spagnolo sono gli stessi di cui sopra, al quale si aggiunge la doverosa lettura degli eventi avvenuti a seguito della "rivoluzione del predellino" di Berlusconi. PD e PPL non potrebbero governare da soli con il PD che può governare solo con la "cosa rossa" o con la "cosa bianca" (da qui, si capiscono le recenti dichiarazioni di Belusconi su Casini). Ecco perché ora che abbiamo capito gli effetti di questi sistemi sul voto, è necessario pensarli applicati alla sistuazione proiettata alle prossime elezioni (2008, 2009 o 2011?).

Basandoci sugli ultimi sondaggi elettorali pubblicati su www.sondaggipoliticoelettorali.it possiamo "costruirci" la seguente base dati: PPL 31,5%, PD 31%, AN 12%, "Cosa bianca" 10%, La Sinistra 8,5%, Lega 5%, La Destra 2%. In un sistema tedesco/spagnolo avremmo la ripartizione equa dei seggi tra PPL e PD sull'ordine del 35%, un 12% ad AN, l'8% al centro, il 6% alla sinistra e il 4% alla Lega: chi governa? Non voglio pensare alle grosse coalizioni perché mi ricordano la Prima Repubblica (senza troppi sforzi). Per andare Berlusconi al governo, deve far pace con Fini, per forza, e poi con Bossi o con Casini (buona la prima). Per Veltroni è più difficile: Casini e la cosa rossa potrebbero non bastargli e, in ogni caso, gli sarebbe difficile lavorare con una delle due parti, figuriamoci con entrambe. Molto meglio passare al maggioritario: anche nella veste più complicata (da noi utilizzata) in cui si permette rappresentanza anche ai "terzi partiti", avremmo PD e PPL al 45% e AN al 10% con qualche seggio, forse, alla Lega. Berlusconi potrebbe governare con Fini mentre il PD, anche qui, ha speranze quasi nulle.

Nota di curiosità: la nostra proiezione, confermata da altre disponibili sul web, avrebbe consegnato la vittoria a Berlusconi con sistema tedesco, con quello spagnolo, con il mattarellum, anche con il proporzionale in vigore nella prima repubblica. Solo uno lo dava perdente: il Porcellum. Come abbiano fatto a disegnarsi un sistema elettorale su misura per perdere lo sanno solo loro.

RIASSUNTO FINALE

Per il lettore che arrivato a questo punto deve rimettere insieme i principali punti affrontati e per quello che, in piena fiducia di dati e considerazioni, cerca in queste ultime righe il "succo" del discorso, ecco l'articolo "in pillole".

Le simulazioni su sistemi tedesco/spagnolo presentano migliorie rispetto all'attuale sistema, specie in termini di de-frammentazione partitica ma è con il maggioritario che si hanno gli effetti migliori.

L'elemento più importante che rende proporzionale o meno un sistema elettorale è la dimensione della circoscrizione: al di là dell'etichetta "maggioritario" o meno, a circoscrizioni piccole si associa questo fenomeno. Il proporzionale è abbastanza utopico e non garantisce governabilità, neanche con i correttivi.

Veltroni e Berlusconi vogliono davvero il proporzionale, ossia il sistema migliore per Casini e Rifondazione? Probabilmente no. Escludendo l'idea tafaziana solo per poter aver controllo verticistico ed evitare alleanze scomode, la loro vocazione rimane maggioritaria. Con il ritorno di Fini a casa di Silvio e con il naturale spegnimento di "cosa bianca" e "cosa rossa", il Partito Democratico e il Popolo della Libertà si preparano ad affrontare la vera Seconda Repubblica italiana, nel nome del bipolarismo, dell'alternanza, delle scelte chiare e del rispetto del voto del cittadino. Ma probabilmente questo futuro dovrà attendere lo svolgimento di una tappa intermedia: un turno elettorale con il porcellum che, con o senza il referendum, darrà la maggioranza a PD o a PL/PPL, visto che Berlusconi e Veltroni (ecoo l'accordo) correranno da soli, costringendo il vincitore a varare quella riforma elettorale maggioritaria che l'elettore avrà dimostrato di volere per l'ennesima volta.

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