Cerca
 

In questa sezione trovi tutti gli articoli publicati sul sito. Se ti interessano le statistiche, vai alla pagina "Statistiche articoli"

Per data Riduci
        
Articoli Riduci

Current Articles | Categories | Search | Syndication

mercoledì 20 febbraio 2008
La realtà delle eminenze grigie nel mondo del lavoro informatico (ma non solo...)
Da edge79 @ 8.00 :: 722 Visite :: 4 Commenti :: :: Cultura e Societa
 

Nel mondo lavorativo informatico di oggi i requisiti minimi sono rappresentati dalle tre "C": conoscenza, competenza e capacità.
Le conoscenze si riassumono brevemente (?) in un ottimo (nda brillante) curriculum scolastico che deve includere una laurea col massimo dei voti nei minimi tempi, il tutto corredato da un master di alto livello, possibilmente svolto all'estero presso una mega azienda multinazionale.
Le competenze prevedono un certo grado di cultura informatica e non solo: si spazia da sistemi operativi e pacchetti applicativi a go-go fino ad arrivare alla gestione autonoma di grandi progetti e relativi budget, senza dimenticare un certo numero di lingue straniere....manco a dirlo scritte e parlate fluentemente.
Le capacità...dunque vediamo...ah ecco, quelle belle frasi tipo "buone attitudini al team working", "buone relazioni interpesonali" e " buone capacità di problem solving".

E credete che tutto questo sia sufficiente? Nemmeno per sogno, a meno che il vostro "sogno" non sia uno stage di 3 mesi scarsamente retribuito. Già un contratto a progetto sarebbe una vera opportunità. Facciamo una breve digressione su questi contratti e analizziamo il problema dal punto di vista della controparte, ovvero l'azienda. Quest'ultima ha la necessità di capire chi ha di fronte, quindi si munisce delle armi "stage" e "contratto a progetto" per testare le effettive capacità di una persona prima di prenderla a bordo. Ad essere onesti è giusto che sia così ed il concetto può essere riassunto dalla frase "Ok! Sulla carta sei bravo, vediamo come te la cavi sul campo".
E' GIUSTO CHE SIA COSI', METTIAMOCELO IN TESTA E DICIAMOLO APERTAMENTE. Se così non fosse le nostre aziende sarebbero piene di "parassiti nullafacenti a tempo indeterminato" ed il risultato sarebbe catastrofico per il mondo del lavoro, l'economia, la vita.
Scrivendo queste affermazioni probabilmente riceverò l'avversità di tanti lettori. Per questo motivo voglio precisare che ho subito personalmente lo stesso trattamento: ho firmato contratti sia per stage che per co-co-co e quindi parlo con cognizione di causa (chiusa la digressione).

In fin dei conti ad un giovane "brillante" (potrebbe anche usare il gel visto che la brillantina è fuori moda da un pezzo) che ha tutte le carte in regola cosa manca? Niente di più facile: l'esperienza!
Quindi si parte dalle piccole mansioni e si inizia ad "imparare a lavorare". Questa fase è importante, si impara davvero tanto e ci si accorge che la formazione scolastica è puramente teorica. Le informazioni arrivano si acquisiscono e si sfruttano per imparare a gestire le nuove sfide.

Il tempo è galantuomo ed infatti il nostro baldo giovane che era partito dal basso è riuscito a salire qualche piccolo, minuscolo gradino. Ora possiede delle concrete competenze e svolge delle mansioni più complesse e delicate ma soprattutto ha delle oggettive responsabilità e nonostante questo si sente più sicuro di quello che fa. Svolge bene il suo lavoro e risponde ai colleghi/clienti in modo preciso e cortese...insomma è PROFESSIONALE.

Perfetto vero? Non diciamolo neanche per scherzo.
Questo è il momento in cui ci si sveglia dal sogno e si passa dalla mondo delle favole alla triste e cruda realtà. E' il punto di rottura - Point Break - "Noi non ci battiamo per i soldi...noi ci battiamo contro il sistema...quel sistema che uccide lo spirito dell'uomo... noi siamo l'esempio x quei morti viventi che strisciano sulle autostrade nelle loro infuocate bare di metallo, noi dimostriamo con la nostra opera che lo spirito dell'uomo...è ancora Vivo!".
La citazione calza a pennello perchè il nemico è proprio il sistema, nella fattispecie il sistema azienda: troppo arcana e complessa per poter capire e digerire tutti gli oscuri meccanismi che si nascondono dietro l'organigramma e le regole.
La situazione peggiora quando quotidianamente si ha che fare con le eminenze grigie. Questi soggetti sono come un Giano bifronte: viscide con i loro superiori e allo stesso tempo schiavisti con le proprie "risorse" (si per loro sono risorse. Non saranno mica persone, no!). Sono coloro che prendono le decisioni pur non assumendosi mai le relative responsabilità. Sono quelle figure convinte di detenere il potere assoluto, investiti di quella autorità divina che gli consente di criticare tranquillamente il lavoro degli altri, ovviamente tra un momento e l'altro nel quale svolgono approssimativamente le loro discutibili attività.
E' in questo punto che la fiamma ardente del giovane brillante inizia ad affievolirsi ed iniziano a figurarsi all'orizzonte dubbi e domande: "Ma come si fa a lavorare in questo modo?", "I soliti casini", "Che stronzo!". La volontà vacilla perchè il sistema non si può sfidare, quindi si tende sempre a soprassedere "Ma si, lasciamo perdere", "Chi me lo fa fare".

Il sistema è veramente inattaccabile? Probabilmente si, però non chiniamo il capo davanti all'ottusità dei già citati "parassiti nullafacenti a tempo indeterminato".
Reagiamo ragazzi e ragazze. Siamo bravi, capaci, competenti e professionali. Abbiamo tutte le carte in regola quindi non facciamoci mettere i piedi in testa, specie da persone che probabilmente non si ricordano nemmeno il nostro nome. Loro purtroppo sono dei prepotenti rimasti ai tempi dell'asilo quando, essendo un po' più grandi degli altri bambini, riuscivano sempre a usare i giochi più belli. Poveracci, sono da compatire.
Continuiamo per la nostra strada in modo che il nostro lavoro sia sempre inattaccabile e insindacabile.
Cosa cambierà? Non lo so, probabilmente niente ma almeno noi ci sentiremo sempre a posto con la nostra coscienza e potremo sempre tenere la testa alta.

Commenti
Da Anonymous @ giovedì 21 febbraio 2008 17.39
Grande Davide, bel articolo, e bellissima sfuriata, contro questo sistema ottuso e antico nel modo di pensare e di agire.
Mi rispecchio molto in questo; anche io ho fatto molti colloqui, stage,etc.. grandi promesse ti promettono grandi scalate verso il successo, ti ubriacano con discorsi pecuniari, che in un certo modo ti rendono propenso ad intrapendere la strada del mondo lavorativo..... Ma quando arriva il momento di decidere in base all'offerta se lavorare porta a porta, oppure promoter di quelle cazzate che si vendono nei grandi store, o piu' semplicemente volantinaggio, o come una delle tante proposte offerte a me, di lavorare come call center, e di prenedere lo stipendio dopo ben 2 MESI di lavoro... allora preferisco starmene a casa.....e fare un corso di installatore e manutentore hardware e software (che ho fatto). Molti penseranno che sono un fannullone, e penserete, ogni lavoro e' nobile ma di lavori (SERI) ne ho fatti molti e di eperienza ne ho accomulata tanta, ma mi preme che dopo essermi fatto il ''mazzo'' per diplomarmi, gradire qualcosina del mio livello e che mi gratificherebbe a 365 gradi.
Altra cosa che non condivido assolutamente sono i contratti che vengono stipulati all'atto di iniziare il lavoro per la quale azienda,supermercato,negozio etc... ci hanno assunto.
Posso ritermi fortunato che non ho mai lavorato a contratto progetto, ma ho un amico che per un periodo ha lavorato, con questa tipologia di contratto.... se si faceva male o se per sfiga si ammalava, non gli veniva neanche pagata la malattia!!! O sentito di gente con contratti a co-co-co, consiglio vivemente a chi legge l'articolo, di leggersi il libro pubblicato e scaricabile in formato pdf sul blog di Bebbe Grillo. Sono rimasto sconcertato dalla marea di gente anche con piu' di 50 anni con contratti di questo tipo, ma soprattutto con salari da fame. Io sono nella stessa condizione anche se lievemente diversa, ovvero contratto a tempo determinato e stipendio non malaccio, ma la base non cambia, si rinnova di anno in anno.
Io lavoro in Vodafone ci vorrebbe un ohhhhh, tranqui faccio paret dell'Helpdesk, e piu' precisamente consulente di servizi vodafone!
Non male, tutto cio' mi ha portato a conoscere tante persone, ed arricchire il mio bagaglio culturale. Ma cio' non mi rende felice al 100% intendo con l'avere il posto sicuro, si vive alla giornata e si spera in una ASSUNZIONE.
Concludendo, staremo a veder cosa combinera' la Destra, dato che uno dei punti della Sinistra, era quello di mettere in regola tutti i lavoratori con contratto non fisso.

Da Lele @ giovedì 21 febbraio 2008 17.41
Opps mi ha messo come anonimo,nonostante mi sono loggato ma il commento e' mio!!! Lele.
Bella Davide

Da Andrea @ giovedì 21 febbraio 2008 18.50
Bell'articolo, mi pare scritto con molta "passione". Condivido molti dei punti, come in effetti mi trovai ad argomentare nel recente articolo "Precariato o lavoro flessibile?" sul mondo del lavoro. Il problema principale rimane sempre quello che, in un mercato chiuso, il datore di lavoro la fa da padrone; se, invece, ci fosse più flessibilità (vera), ci si terrebbe più "stretti" i bravi lavoratori perché difficilmente si trovano, perché formarli costa, perché un lavoro migliore lo troverebbero facilmente. Ma non è così: chi assume sembra faccia un favore al lavoratore che si trova a dover subire questo rapporto squilibrato senza poter reagire: è il neo-schiavismo.

Da mkj6 @ sabato 23 febbraio 2008 19.30
I paesi con i salari più alti e le maggiori soddisfazioni per i lavoratori sono paradossalmente (?) quelli con minori vincoli. I lavoratori italiani vogliono la sicurezza del posto a vita e buoni salari: due cose che non si sposano molto bene... Forse sta nascendo una nuova generazione di lavoratori a cui la retorica sindacale non è ancora riuscita a fare il lavaggio del cervello, ma certo che in giro c'è molta denuncia e poca proposta. Sta di fatto che la Spagna, pur governata dalla sinistra, ci sta superando anche (ma non solo) perché ha iniziato ad abbattere le barriere d'ingresso all'imprenditoria per i giovanissimi.

Comunque alcune settimane fa stavo spiegando a degli amici inglesi e americani l'articolo 18: pensavano che la mia fosse una barzelletta, sono ancora li a rotolarsi dal ridere.

Saluti,
Maurizio

You must be logged in to post a comment. You can login here
    Stampa      
  Copyright 2001-2007 by M.A.S.C.E.  
M.A.S.C.E.        Condizioni d'uso        Privacy