Cerca
 

In questa sezione trovi tutti gli articoli publicati sul sito. Se ti interessano le statistiche, vai alla pagina "Statistiche articoli"

Per data Riduci
        
Articoli Riduci

Current Articles | Categories | Search | Syndication

giovedì 21 febbraio 2008
STOP all'ennesima sparata
Da Cecco @ 10.57 :: 468 Visite :: 7 Commenti :: :: Politica
 

Sono rimasto alquanto sconcertato da quello che Andrea, che conosco come moderato e stimo come persona riflessiva, ha scritto nell’articolo “STOP all’ennesima crociata”. Lo sconcerto emana principalmente da due fattori: la sintesi storica assolutamente semplicistica e banalizzante che fa della Chiesa un elemento di disturbo dell’altrimenti spedita ascesa dell’Italia verso un fulgido destino e l’uso spregiudicato di citazioni che non provano assolutamente nulla a sostegno della sua tesi. Sinceramente avrei preferito vedere in calce all’articolo la firma di un Eugenio Scalfari o di un Marco Pannella, piuttosto che quella di un amico che stimo.

 

Dicevo dunque, la storia. Secondo logica va salvaguardato il rapporto causa-effetto e quindi bisogna chiedersi: è la Chiesa che si è messa di traverso contro l’unità d’Italia per fame di potere o è l’unità d’Italia che si è costruita in forma fortemente anti-cattolica inducendo un’azione contraria del Pontefice? Non è un interrogativo facile, non si può rispondere barrando la casella (a) o (b) e non pretendiamo qui di liquidarlo in poche parole. Prima di tutto c’è una prospettiva e una evoluzione che va seguita.Tra i primi a dibattere di questa questione, a cavallo del ‘300, furono Machiavelli, accusatore del Pontefice come oppositore strenuo ad una unificazione provvidenziale, e Guicciardini, ex-membro del governo pontificio e sostenitore della tesi di una penisola florida grazie alle sue molteplici diversità. La posizione dei vari Papi fino a che è esistito lo Stato Pontificio è stata quella di mantere un’indipendenza territoriale che ha significato anche un spazio libero della Chiesa da influenze dei paesi ospitanti (ricordiamo che fine fecero i gesuiti nel VXVII secolo a causa dell’odio e dell’avidità dei nascenti Stati Nazionali); tale spazio è venuto a mancare sotto i colpi di un governo, quello piemontese, in cui la componente anti-cattolica delle elite liberali era molto accentuata, basti ricordare gli ostacoli posti in essere rispetto all’azione di un uomo di carità quale fu San Giovanni Bosco. Quindi l’opposizione papale che ci fu al progetto dell’unità d’Italia fu in un quadro politico ben preciso e non come posizione ideologica. Nell’ambito di questa considerazione, cito una serie di interrogativi che sorgono spontanei e su cui gli storici discutono da più di un secolo: fu un bene l’unità d’Italia per come fu imposta dai Savoia? La piemontesizzazione della penisola è proprio ciò di cui c’era bisogno? La famosa questione meridionale, per fare un esempio, è colpa della Chiesa o di chi fece un’annessione territoriale centralistica senza considerare la componente culturale e umana della variegata realtà italiana? In questo senso i Patti Lateranensi, con tutti i loro limiti sia storici che giuridici, andarono a sanare una frattura profonda nella società italiana, sulla scia di quello che era già successo con il Patto Gentiloni prima della Grande Guerra e la nascita del Partito Popolare successivamente. La storia è ben più grande e complessa della rappresentazione che ne possiamo dare ad uso e consumo di teorie politiche attuali.

 

Tornando all’età contemporanea mi pare assolutamente lanciata a casaccio l’accusa di aver “rovinato sessant’anni d’Italia del secolo scorso”: a cosa ti riferisci? Parli forse dell’esperienza della Democrazia Cristiana? Non capendo il tuo attacco che per questo mi è ancora più fastidioso, lascio spazio a qualche ragionamento. Sono convinto dell’inefficacia via via maggiore dei governi democristiani dopo i primi 10 anni di repubblica (d’altronde mi pongo anche la domanda: avremmo preferito un governo comunista?): tuttavia da qui a ridurre la Chiesa, intesa come gerarchia e come compagnia di uomini all’interno del mondo, a questa inefficacia ce ne vuole. O sottintendiamo che la Dc fu uno strumento del Vaticano? La sua azione era dettata dalle encicliche papali? E allora, ad esempio, come mai fu proprio un governo DC a firmare e promulgare, dopo le votazioni parlamentari, la legge sull’aborto? L’azione della Chiesa è sociale e morale in quanto richiamo dell’uomo alla sua struttura originaria: per questo si occupa anche di politica, per indicare quei valori che portano al bene comune. Ma non è interessata, nella sua evangelizzazione, compito primo della gerarchia, a fornire soluzioni partitiche, in quanto questo è un problema di forma che investe l’azione degli uomini e la loro capacità. La capacità o incapacità politica di un personaggio non è semplicemente legata al suo essere o meno cattolico e anche la sua onestà e i suoi valori non sono direttamente connessi a ciò che afferma, a volte per calcolo politico, di essere. E proprio a riguardo della Dc, mi chiedo: fu la Chiesa a usarla in un disegno neoguelfo o non furono piuttosto certi politici, in base ad una pratica tipica del loro mestiere, a cercare un’approvazione che muovesse potere verso di loro? A mio parere il giudizio sulla Chiesa va dato in base ad uno sguardo più ampio che la sola sfera politica nel senso partitico ed elettorale ed in tale ottica vedo un’azione grande e al servizio della gente, prima e dopo l’unità d’Italia, pur con tutti i limiti di coloro che ne sono stati coinvolti. Credo inoltre che non si possa, per grazia di Dio, ridurre la storia di un popolo alla sua direzione politica, altrimenti non si spiegherebbe praticamente nulla della straordinaria evoluzione dell’Europa, in mezzo a tantissime contraddizioni e lotte di potere. Evito invece di commentare la definizione di “zavorra cattolica” che, spero, sia stata dettata da una svista in un momento di rabbia.

 

Vengo al punto centrale ed attuale della critica mossa alla Chiesa, in questo senso intesa proprio come gerarchia, e cioè l’essere ostacolo alla evoluzione bipolare del sistema politico italiano. Io sono, come te, per il sistema maggioritario, non perché sia l’unico sistema elettorale veramente democratico o risolutore di ogni problema, quanto piuttosto quale strumento più efficace per la odierna situazione della politica italiana: può aiutare a superare un prolungato immobilismo. Al tempo stesso so che tale sistema tende a eliminare tante differenze culturali e storiche che rappresentano una ricchezza. Insomma la politica è l’arte del compromesso e del “meno peggio” e bisogna fare delle scelte. Ora io mi chiedo e ti chiedo: ma quando mai la Chiesa ha detto una parola su questo? Ha indicato chi votare e cosa fare ad un certo partito? Non mi sembra proprio, semmai i vescovi e la Cei hanno richiamato sui valori, sulla scia del fatto che da sempre la Chiesa è “esperta di umanità” (Paolo VI alle Nazioni Unite). Tale posizione e richiamo è espresso in maniera particolare nella “Nota dottrinale circa alcune questioni riguardanti l'impegno e il comportamento dei cattolici nella vita politica” (2002). Posto questo segno, la palla è in mano a ciascun politico che agisce in coscienza, esattamente quello che Buttiglione aveva ribadito davanti al Parlamento Europeo che lo trattò come fosse il peggiore criminale della storia. A questo riguardo c’è una cosa che hai detto che più che irritarmi, mi spaventa: cosa vuol dire che i media cattolici non possono sostenere una certa tesi, che pure io e te riteniamo sbagliata?

 

In conclusione mi sembra che tu abbia fatto, come fanno tanti intellettuali attuali (chi in buona fede chi per secondi fini), una po' di confusione: hai attaccato la formazione di piccoli partiti di centro montando un complotto ordito dalla Chiesa finendo così per attaccare la Chiesa quale soggetto politico invece che sostenere le ragioni a vantaggio della svolta bipolare che ritieni giusta. La Chiesa è  una compagnia di uomini: c’è la gerarchia e c’è il popolo, non è un soggetto politico in quanto tale, ma si interessa di tutta la realtà, perché l’uomo è fatto così. I cattolici stanno in politica al pari di tutti e agiscono secondo coscienza: stiamo ai fatti e discutiamo su quelli, non facciamoci prendere da integralismi ideologici che proprio non servono.

Buona campagna elettorale a tutti!

Commenti
Da Andrea @ giovedì 21 febbraio 2008 21.40
Sono sempre contento quando qualcuno, specie se da me stimato, legge e commenta i temi che tratto: lo reputo sempre e comunque interessante e accrescente, al di là del contenuto del contributo dato. Sono sempre dispiaciuto, tuttavia, quando i temi che tratto vengono mal interpretati, non vengono letti per quello che ho scritto ma vengono citati, magari spezzettati, per far intendere cose che non ho detto. Me lo sono riletto l'articolo in questione e, sarà perché l'ho scritto io, ma mi pare limpido e lineare nel ragionamento, senza lasciare spazi ad equivoci. Ma vengo al contenuto.

Provo a sintetizzare ulteriormente il concetto, forse aiuta: la Chiesa non può e non deve fare azione partitica in Italia. Hai capito benissimo cosa intendo: non voglio dire che non si può parlare di politica, che i politici cattolici non la devono ascoltare o quant'altro. Ho detto solo che uno stato estero si deve fare i "cavolacci" esteri. Ma che hai mai sentito agenzie di stampa recitare "Quel pressing della Svizzera per l'indipendenza della Padania" oppure "Silvio apra il Pdl alla Lega Val d'Aoste, lo chiede Sarkozy"? Bene, il concetto è tutto qui. Basta leggere le rassegne stampa dell'ultimo mese (che con il mio "uso spregiudicato di citazioni" ho cercato di riassumere per chi non lo avesse fatto) per capire quello che stava succedendo. Ti pare normale che Dino Boffo, direttore dell'Avvenire, dica cosa devono fare i partiti italiani? Ti pare normale che Ruini dica cosa devono fare i partiti italiani? Ti pare normale che Casini telefoni all'arcivescovo per sapere cosa fare dopo che Berlusconi lo ha sbattuto fuori? Ecco documentata l'ingerenza. E' forse la prima? La risposta è no. Basti pensare a 60 anni di DC mentre l'Europa progrediva: nessuno mette in dubbio che sia stata meglio del PCI, nessuno mette in dubbio che De Gasperi era meglio di tutti i politici attuali messi insieme. Però neppur si può dire che la Chiesa non usasse la DC per fare politica in Italia, neppur si può dire che a tanti governi Fanfani non avremmo volentieri rinunciato. E poi l'unità d'Italia: ho forse detto che è stata perfetta? Ho mai negato l'errore garibaldino e l'occasione persa per una forma federalista alla Carlo Cattaneo? Ho solo detto che la Chiesa ha ritardato questa unità. Non sono io ma Pio IX che ad unità fatta si disse prigioniero dello stato italiano, proibendo ai cattolici di partecipare alla vita politica italiana. Basta tutto questo per la definizione di "zavorra"? Eppure, dopo tanti storici errori, oggi ancora la Chiesa vuole bloccare l'Italia cercando di dare forza alle tre incapacità di centro (Casini-Tabacci-Mastella) che, per nostra fortuna, hanno troppo ego e troppa incapacità per fare qualcosa che dia loro peso.

In conclusione, caro Cecco, io non ho fatto nessuna confusione: ho sviluppato una tesi argomentandola con fatti. Si può dire che non si è d'accordo sui legami cause-conseguenze portati, che non si concordi sul peso che ho dato a certi avvenimenti, ma non certo che abbia fatto "l'ennesima sparata". Come ben sai, da moderato quale sono, ritengo di non fare quasi mai "sparate", figuriamoci di arrivare a così tante da dover numerare l'ultima come "l'ennesima". Ho dato la mia opinione che, ribadisco, da cattolico, non è interpretabile come un bavaglio alla Chiesa o un tappo alle orecchie dei politici cattolici. E' una questione di ingerenza di uno stato estero nei confronti dell'Italia. Per di più, a difesa della propria lobby e a danno del popolo italiano. Ma so che ci sono verità che non tutti i cattolici vogliono sentire, giustificando così ogni errore della Chiesa in nome di una fede che non centra nulla con l'operato di apostoli che, per quante "stellette" abbiano sulla giubba ecclesiale, sono e restano umani, con le loro opinioni non condivisibili e i loro errori criticabili.

Con immutata stima.

Da Cecco @ giovedì 21 febbraio 2008 23.41
"Ti pare normale che Ruini dica cosa devono fare i partiti italiani? Ti pare normale che Casini telefoni all'arcivescovo per sapere cosa fare dopo che Berlusconi lo ha sbattuto fuori?"
Se mi puoi provare veramente questi due fatti chiudo la discussione.
Per quanto riguarda "l'ennesima" ammetto che non è legato alla tua persona e a ciò che scrivi di solito, ma al pessimo titolo che hai dato al tuo articolo.

Da Andrea @ venerdì 22 febbraio 2008 16.53
Beh, sull'intervento di Ruini in prima persona è abbastanza evidente nella stampa degli ultimi 15-30gg. Gli articoli che consiglio sono "Quando Casini fa rima con Ruini" (L'espresso, 21/02), "La Chiesa assegna i compiti ai partiti" (Il sole 24 ore, 19/02), "I cattoli non vogliono mettere i voti in frigo" (Il Giornale, 18/02), oltre a quelle già citate, in particolare "Silvio apra il Pdl all'Udc, lo chiede Ruini" (Il Messaggero, 11/02).

Riguardo Casini mi spiace non esser riuscito a ritrovare la fonte, d'accordo se vuoi ignorarlo: ricordo solo che l'articolo raccontava che Pier, dopo aver finito l'ultima telefonata con Berlusconi, telefonò ad un arcivescovo e poi si mise a scrivere l'intervento con cui, l'indomani, si candidò a premier.

In genere ribadisco che non credo vi siano dubbi, nel leggere la stampa di questo periodo, che la Chiesa sia intervenuta a tentare di modificare a proprio piacere l'equilibrio partitico. Infatti qualcuno ha poi tentato la retromarcia, dicendo che la Chiesa deve indicare i valori di riferimento, non i partiti. Ma se il mio articolo non è stato chiaro in tal senso, penso che quello, citato, di Gad Lerner (con cui non mi trovo quasi mai d'accordo) spieghi bene la situazione. Comunque l'evoluzione dei giorni successivi ha dimostrato che il "grosso" della politica italiana sa decidere autonomamente, pur rifacendosi, giustamente, a certi valori.

Da mkj6 @ sabato 23 febbraio 2008 13.13
Raramente mi sono trovato più d'accordo con Andrea. Penso che il suo articolo sia una sintesi accurata e intelligente, manifesto della preoccupazione di molti cristiani che, pur esprimendo la volontà di portare legittimamente in politica i loro convincimenti religiosi, sono preoccupati da chi invece lo vuole fare con lo stesso atteggiamento moderato di un ayatollah.

Purtroppo l'unità d'Italia si è sviluppata secondo il modello centralista Savoia-Cavour, invece che seguendo quello, secondo me più appropriato, di un laico liberale come Carlo Cattaneo. Il mezzogiorno non si è mai ripreso dai danni culturali ed economici provocati da un assetto istituzionale che non è mai stato in grado di armonizzare le differenze di un paese dalle tante diverse identità. Ma vogliamo davvero raccontarci che la chiesa cattolica fosse preoccupata da questi temi politico-istituzionali o piuttosto dalla perdita, molto secolare, dei privilegi dati dallo Stato Pontificio? Non sarà facile convincermi.

Qualcuno, con un artificio intellettuale poco onesto, potrebbe dire che i cristiani come Andrea fanno il gioco dei laici "miscredenti" come me, ma io penso che ci siano tali dati di fatto nell'articolo di Andrea che solo chi non li vuole vedere non li veda. Chi sa criticare la propria parte con intelligenza lo fa invece perché crede che certi atteggiamenti sprezzanti per la cultura altrui, portati avanti da alcuni esponenti delle gerarchie ecclesiastiche, producano alla fine un danno proprio a chi quelle idee vuole difendere, ma senza prevaricare gli altri tentando di riportare l'Italia agli anni '50 (o peggio, ai tempi dello Stato Pontificio e del Papa re).

Credo che l'azione politica cristiana, invece che tentare furbeschi giochi di potere politico "alla Ruini", dovrebbe concentrarsi verso la difesa dei valori culturali propri della civiltà occidentale (anche quelli laici), prima che l'ondata di ecumenismo indifferenziato e "politicamente corretto" faccia si che il burka sia, purtroppo, equiparato alla croce cristiana. Qualche ben pensante cattolico si rimette adesso a polemizzare su divorzio e legge 194 nel tentativo di riportare indietro di 30 anni le lancette dell'orologio e alzare inutili polveroni, intanto sta nascendo in questi giorni nel cuore dell'Europa cristiana la prima repubblica islamica, a discapito di un popolo che per mille anni ha rappresentato il primo bastione del cristianesimo in Europa.

Il dibattito politico italiano sembra per l'ennesima volta concentrato a discutere la pagliuzza nell'occhio, nessuno nota le grosse travi che si stanno conficcando in altre zone del corpo?

Buona campagna elettorale a voi. Io voterò un partito laico, liberale e illuminista: peccato che non esista...

"L'illuminismo è l'uscita dell'uomo dallo stato di minorità che egli deve imputare solo a se stesso. Minorità è l'incapacità di servirsi del proprio intelletto senza la guida di un altro. Imputabile a se stessi è questa minorità se la causa di essa non dipende da difetto di intelligenza, ma dalla mancanza di decisione e del coraggio di servirsi del proprio intelletto senza essere guidati da un altro. Sapere aude! Abbi il coraggio di servirti della tua propria intelligenza! – è dunque il motto dell'illuminismo." [Immanuel Kant]

Saluti,
Maurizio

Da Cecco @ venerdì 29 febbraio 2008 13.47
Ringrazio Andrea e Maurizio per i commenti al mio articolo e per il tono pacato delle loro riflessioni che aiuta il dibattito. Segnalo tuttavia che l'argomentazione (semplifico) "visto che una buona fetta della stampa dice così allora è così" mi stona....altrimenti perchè abbiamo fondato un sito nel tentativo di fare "Comunicazione effettiva"? Dal punto di vista del giudizio espresso mi risulta che la posizione della Chiesa sia quella della Nota che citavo.

Da mkj6 @ venerdì 29 febbraio 2008 22.41
Ciao Cecco,
Se è come dici tu, e non ne dubito, allora credo che il problema sia dato dalla differenza tra ciò che la Chiesa pensa e quello che molti invece percepiscono che pensi. Se penso qualcosa ma gli altri di me percepiscono l'esatto contrario, ho come minimo un problema di comunicazione, e se gli altri non mi capiscono forse devo fare un po' di autocritica. Non è forse la difficoltà della Chiesa a comunicare con la società che cambia uno dei problemi più dibattuti degli ultimi anni? Non è il problema centrale della politica italiana la separazione delle parole dal loro significato?

Vedremo se durante le prossime settimane di campagna elettorale qualcuno sarà in grado di riconciliare pensiero, parole e azione. La mia opinione è che questo luogo di dibattito abbia l'ambizione di tentare questa via e da quello che leggo mi sembra siamo sulla buona strada, nel rispetto delle differenti opinioni.

Ciao,
Maurizio

Da Andrea @ domenica 2 marzo 2008 16.34
Anch'io ringrazio per il vostro intervento sul tema perché è occasione di crescita (mia, nella fattispecie) e di "Comunicazione Effettiva", libera da censure, posta con l'obiettivo utopico, ma non per questo auto-censorio, di ricerca della verità.

Ritengo ottima la lettura di Maurizio che pone l'attenzione su un probabile difetto di comunicazione/percezione del pensiero ecclesiale. Senza andare a scomodare la stampa dei giorni successivi al mio articolo, che ha confermato la tesi che anticipavo, solo leggendo gli articoli citati si percepiva un pensiero differente da quello che ci ha illustrato Cecco, senza che gli autori o le testate esponenti del pensiero fossero poco autorevoli, anche perché spesso si trattava di interviste a preti, vescovi o altri illustri personaggi vicini al Vaticano.

Tuttavia credo che al possibile problema accennato da Maurizio si aggiunge una sostanziale convinzione che un cattolico "vero" non possa criticare la Chiesa. Ho già espresso come questo non mi trovi d'accordo. Credo che ci sia chi, quand'anche il Santo Padre pronunciasse all'Angelus "non votare Casini è peccato", parlerebbe di stampa travisatrice, mal interpretazione e non di ingerenza politica. Personalmente, preferisco una Chiesa che mi parli di famiglia, di aborto, di vita, etc., anche commentando i singoli provvedimenti legislativi, ma non mi dica cosa votare. Anche perché, come già argomentato, non potrebbe.

You must be logged in to post a comment. You can login here
    Stampa      
  Copyright 2001-2007 by M.A.S.C.E.  
M.A.S.C.E.        Condizioni d'uso        Privacy