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sabato 12 ottobre 2002
Una parola chiara !
Da Cecco @ 0.00 :: 238 Visite :: 0 Commenti :: :: Politica
 

La nuova legge sull'immigrazione

Immagine: Bossi e Fini




Roma - Buongiorno a tutti !! Può sembrare questo un inizio un po’ strano per un articolo, ma volevo (in questa mia prima sul nuovo Masce.com) indirizzare prima di tutto un ringraziamento e un complimento a Masce che si è sobbarcato un grande lavoro perché questo sito rinascesse e gli è quindi dovuto un sincero applauso. Dopo questo doveroso messaggio, andiamo ad incominciare. Affogati nell’urgente problema delle finanze pubbliche e passato il clamore per le recenti tragedie occorse lungo le nostre coste, è cessata la grande attenzione con cui è stato seguito il dibattito politico-sociale sull’entrata in vigore della nuova legge sull’immigrazione. Non si vogliono ora discutere tutte le implicazione della cosiddetta Bossi-Fini, ma segnalare il cambiamento di prospettiva che essa introduce in un campo dove, vista la recente (anni ‘90) esplosione del fenomeno, la regolamentazione è sempre apparsa incerta e “tirata insieme”. Una prima novità è proprio il carattere di stabilità che la legge introduce: un provvedimento studiato a lungo e frutto di un accordo programmatico all’interno di una coalizione dove, anche se non regna una perfetta identità di vedute (proprio in quanto coalizione e non partito unico), si è raggiunta la definizione di obiettivi comuni per fronteggiare un fenomeno che per troppo tempo si è considerata un’emergenza provvisoria. D’altronde la precedente Turco-Napolitano non convinceva proprio perché intervenuta sulla scena come un “tappabuchi” trasformando, consuetudine italiana, dei decreti governativi (misure provvisorie) in principi base della legge. Si è data dunque una parola chiara. Sfortunatamente proprio al momento dell’attuazione (quando cioè il Parlamento aveva già approvato quasi integralmente il provvedimento originale) è cominciata la rissa all’interno della Casa delle Libertà. Non fraintendiamoci, è sempre benvenuto il dialogo, ma in questo caso sono sembrate emergere fra i vari alleati delle incomprensioni che covavano già da tempo, in particolare fra Biancofiore e Lega. Il torto è apparso da entrambe le parti: Bottiglione e Follini hanno chiesto di inserire nei regolamenti applicativi dei principi di regolarizzazione contrari a quelli stessi della legge, mentre Bossi si è lasciato andare a considerazione assolutamente campate per aria contro organizzazioni cattoliche in prima linea nell’accoglienza (e dunque meritevoli di plauso e non di critica). Dietro questo diverbio però si è nascosto solo un fisiologico problema di attuazione, che non intorbida cioè il merito di quella parola chiara che dicevamo prima: finito il periodo di passaggio si auspica che la legge (che si è evitato di cambiare sostanzialmente subito dopo l’approvazione, un buon cambio rispetto alla consuetudine) mantenga le promesse. Quali sono queste promesse? Principalmente due: certezza del diritto e vera accoglienza. Infatti si dispongono misure severe e finalmente ben definite da attuare contro chi è colpito da provvedimenti giudiziari evitando così che la clandestinità protegga malviventi o, peggio ancora, costringa “poveri diavoli” a cadere nelle già nutrite schiere della locale criminalità (che sarebbe per l’immigrato il “cadere dalla padella nella brace”). Vera accoglienza vuol dire dare la possibilità di entrare in Italia a chi può aspirare a migliorare veramente la condizione poco dignitosa vissuta nel proprio paese; questo non vuol dire guardare all’extracomunitario come mera forza-lavoro, ma vuol dire essere realisti perché se si accoglie qualcuno senza poi sapere come assisterlo si è degli stupidi (o si hanno secondi fini). Quali obiezioni mosse a questa legge? In primo luogo di tradire la lunga tradizione di solidarietà del nostro paese; stando ai fatti non appare nessun tradimento, se guardiamo alla capacità ricettiva del nostro paese rapportata al numero di immigrati si nota un pesante passivo ed inoltre non serve ricordare (o forse sì?) che l’Italia è uno dei paesi che più contribuisce con provvedimenti governativi interni, tramite le organizzazioni internazionali e la libera iniziativa dei privati ad aiutare direttamente nei loro paesi moltissimi disagiati. Si può allora dire che stavolta forse i fatti sconfiggeranno le chiacchiere che per troppo tempo hanno arrecato danno a tutti, fratelli italiani e fratelli extracomunitari.
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