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lunedì 24 settembre 2001
Vincerà l'odio?
Da Cecco @ 0.00 :: 262 Visite :: 0 Commenti :: :: Mondo
 


il presidente degli Stati Uniti G.W.Bush (From whitehouse site)




ROMA - In questi giorni una delle domande più pressanti nell'opinione pubblica è: sarà un nuovo conflitto mondiale? Questo timore sembra attenuato per prima cosa dal comportamento pacato del governo di Bush che ha mantenuto la calma e non ha mostrato quell'aggressività da cui era stato etichettato. Inoltre le reazioni degli altri paesi hanno dato un'iniezione di tranquillità: la quasi totalità ha mostrato una grande solidarietà con gli Stati Uniti e moltissimi hanno dichiarato pieno appoggio politico, se non militare. Anche alcuni degli stati arabi ed islamici si sono associati all'accusa dell'attentato ed hanno offerto o accettato di essere base di un tentativo di colpire i colpevoli. Sospeso dunque il giudizio su questo primo grande interrogativo, voglio concentrarmi sulla questione posta dal titolo dell'articolo. In queste ore decisive la strategia dei leader mondiali si è orientata verso una grande crociata contro il terrorismo. Penso sia la migliore soluzione possibile e, nonostante le difficoltà rappresentate da chi difende per interesse o fanatismo i terroristi, può essere portata avanti senza innescare una nuova spirale di violenza. La posizione che, fra tutte quelle assunte dai grandi, più mi ha convinto è stata quella del Papa: il primo pensiero è diretto al cuore e all'animo sconvolto dell'uomo di fronte a tanta crudeltà, che deve essere capace di ricominciare ad amare, a pregare per le vittime e a non farsi accecare dall'odio. Già perché se ci sono dei governi che appoggiano i terroristi, non bisogna prendersela con i poveri, i civili, i miseri di quei paesi; gli effetti dell'embargo all'Iraq li conoscono tutti, certo Saddam Hussein mi fa schifo, ma che ci possono fare quei poveretti che muoiono senza medicine nel suo stato? E lui è caduto? Lo stesso per dire che non è vero che tutti gli arabi o gli islamici vanno attaccati al primo albero, neanche coloro che vivono in Palestina o in Afghanistan. Islam non significa fanatismo, come invece si può dire della parola terrorismo: citando ancora il Papa, vanno rispettati ed amati tutti quei mussulmani che cercano nella propria religione conforto e felicità, alieni da una mentalità violenta. Neanche vanno guardati storto perchè la sconfitta al terrorismo si ottiene isolando i veri fanatici, liberandoli dalla base di consenso e non odiando tutti in modo di farli convincere che si tratti di una guerra occidente-oriente. E' una posizione difficile, infatti i mandanti attentatori hanno due ""opzioni"" su tre per vincere: rimanere impuniti o scatenare una guerra globale, trionfo della loro sete di sangue. Bisogna fare giustizia, non nuovi soprusi, agendo secondo quella tradizione democratica che ha sempre avuto la meglio su qualsiasi governo dittatoriale, totalitario o fanatico. Bisogna guardare gli altri uomini e rispettarne pienamente la dignità, scendendo in campo con la consapevolezza che solo la libertà sopravvive: bisogna combattere il fanatismo dell'odio con l'amore per la libertà. E' il modo di vivere e vincere più difficile, ma anche quello più vero.
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