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domenica 23 febbraio 2003
No alla guerra, sì all'America
Da Cecco @ 0.00 :: 223 Visite :: 0 Commenti :: :: Mondo
 

Un giudizio sereno e non ideologico, ma realista

Immagine: I protagonisti della recente crisi




Non avevo ancora proposto, da questo sito, un’interpretazione dell’attuale situazione politico-sociale mondiale a riguardo della tensione Usa-Irak. Non l’avevo ancora fatto perché, sinceramente, non è stato facile farsi un’idea, non è semplice cercare una posizione realistica quando il primo problema è quello di capire quali sono le informazioni vere e quali quelle puramente propagandistiche. Negli ultimi giorni ho però avuto la grande occasione di conoscere cosa ne pensano amici più capaci di me di cogliere e tenere in conto tutti i fattori in gioco. Giovedì 13, nel pomeriggio, è stato diramato da Comunione e Liberazione un volantino con il titolo di questo articolo. E’ da lì che vi propongo alcuni brani che mi hanno convinto perché eliminano la faziosità e tengono conto in pieno del desiderio di vera pace nel cuore di ogni uomo. “Siamo contro questa guerra. […] Siamo con il Papa non solo contro la guerra, ma soprattutto a favore della sua opera di costruzione della pace. Il Papa non delegittima l’America; non dice che è la sentina di tutti i vizi del ricco Occidente; non sbattezza, né scomunica i soldati cattolici partiti per l’Iraq; ma tutti invita a unirsi a lui nella preghiera e nella ricerca del modo più adeguato per combattere la violenza che grava su di noi. Di questo modo più adeguato noi vediamo un aspetto irrinunciabile: la salvaguardia della libertà. La libertà di credere, la libertà di esprimersi, la libertà di operare per un futuro migliore; la libertà della Chiesa e la libertà dello Stato; la libertà delle istituzioni e la libertà della democrazia. L’America è un esempio di questo; ne è così esempio che risulta quasi come un sogno, soprattutto per i più diseredati. Per questo anche se il governo americano, nel frangente attuale, sbaglia, noi all’America non rinunciamo, anche perché in America si può essere contro la guerra dell’America. In troppi Paesi una simile libertà non è nemmeno sognata. […] Il vero movimento per la pace è un movimento di educazione, in cui si affermi come coscienza di popolo la scelta che il male (terribilmente presente anche in ciascuno di noi e non solo in un nemico esterno) non vinca sul bene.” Infine propongo un cenno da un breve pezzo scritto da Mons. Alessandro Maggiolini, vescovo di Como, per “La Provincia “ che, al pari dell’altro, mi colpisce per la serenità di giudizio, che non ha nulla di ideologico da difendere. “Non vogliamo la guerra ad ogni costo, né la pace ad ogni costo. Si impone il riconoscimento e il rispetto della dignità dell’uomo. Chiediamo al Signore che si rinunci al terrorismo e all’uso delle armi così che i potenti e le genti sul punto di decidere o di continuare una guerra, si adoperino per costruire la civiltà della verità e dell’amore. Non ci importa se il mondo non ci capisce. Noi preghiamo e facciamo penitenza perché il Signore tocchi il cuore di tutti e tutti ci faccia ritrovare figli dell’unico Padre Celeste.” Io, credo, si capisce benissimo.
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