Cerca
 

In questa sezione trovi tutti gli articoli publicati sul sito. Se ti interessano le statistiche, vai alla pagina "Statistiche articoli"

Per data Riduci
        
Articoli Riduci

Current Articles | Categories | Search | Syndication

martedì 23 ottobre 2001
George W. Bush
Da Cecco @ 0.00 :: 249 Visite :: 0 Commenti :: :: Mondo
 

L'uomo che decidera' le sorti del mondo


Il presidente degli USA (From whitehouse site)

Immagine:

WASHINGTON - George W. Bush nasce il 6 luglio 1946 e trascorre la sua infanzia a Houston in Texas. Frequenta il college a Yale dove ottiene un diploma di bachelor, si trasferisce dunque all'università di Harvard dove si laurea in gestione aziendale. Passa quindi nell'Esercito dove presta servizio come pilota di F-102 per la Areonautica Nazionale Texana prima di fare il proprio ingresso nel mondo degli affari. Nel 1975 comincia a lavorare come amministratore di imprese nel settore dell'energia (petrolio e gas) e resterà nel campo fino al 1986. Nel 1988 lo troviamo nella squadra che porta a termine la vincente campagna elettorale presidenziale del padre. Si dedica in seguito al mondo dello sport, guidando una cordata di sponsor legati al baseball in Texas (1989). Ma la il suo destino è di tornare ad incrociare la carriera politica: il baseball è il trampolino per conquistare lo Stato che gli ha dato i natali. Il 8 novembre 1994 viene eletto Governatore con il 53.5% dei voti. Un successo di misura che non lascia certo presagire ciò che accade alla fine del mandato: Bush ottiene di nuovo l'incarico (per la prima volta nella storia del Texas) con una schiacciante maggioranza del 68.6%, è il 3 novembre del 1998. Nel 2000 lascia l'incarico per guidare il partito repubblicano in qualità di candidato alla Casa Bianca, traguardo già raggiunto dal padre. La sua vittoria nei confronti dell' ex vicepresidente di Clinton desta molti dubbi e proteste, ma alla fine anch'egli riesce ad insediarsi in Pennsylvania Avenue. E' il 43° Presidente dell'ultima super-potenza mondiale. Il suo approccio con la gestione dello Stato ed i suoi programmi evidenziano il tentativo di limitare l'ingerenza del Governo, un rafforzamento della responsabilità del cittadino e del ruolo della famiglia, come dei poteri locali per una migliore gestione delle risorse. Ha inoltre promesso sgravi fiscali per ridurre la povertà, senza intaccare però la spesa sociale e irrobustendo quella militare. E' sposato con Laura Welch, già professoressa e libraia, ed è padre di due gemelle diciannovenni: Barbara e Jenna.

I suoi poteri ed i suoi uomini    I ""suoi"" simboli    Giudizio
Il presidente degli Stati Uniti d'America viene eletto da un collegio elettorale di secondo grado (formato cioè da persone elette a loro volta dal voto popolare) e resta in carica per un periodo di quattro anni. E' depositario del potere esecutivo, svolgendo la funzione sia di primo ministro che di capo dello stato. Non sono di sua pertinenza, invece, il potere legislativo e quello giudiziario. Quest'ultimo spetta alla Corte Suprema, alle corti d'appello e ai tribunali distrettuali, mentre l'altro è di competenza del Congresso degli Stati Uniti, composto da Camera dei rappresentanti e Senato. Secondo quanto previsto dalla costituzione americana, il presidente deve redigere e sottoporre al Congresso una relazione annuale sull'andamento degli affari pubblici. Il capo della Casa Bianca controlla anche le attività dei numerosi enti federali (fra i quali figurano i Servizi segreti, i Servizi investigativi e il Consiglio per la sicurezza nazionale) e l'operato dei quattordici segretari (paragonabili ai nostri ministri) responsabili dei singoli dipartimenti. Vediamo quali sono questi dicasteri ed a chi Bush ha deciso di affidarli. È una squadra da primati. I ministri di George W. Bush sono dei veri professionisti della politica e abili manovratori delle leve del potere. Per molti di loro la ""casa dei bottoni"" non ha segreti: hanno già ricoperto incarichi ministeriali nelle precedenti amministrazioni presidenziali repubblicane, in quella di Reagan e Bush senior in particolare. Per mantener fede alla promessa di un governo pluralistico e vicino alle minoranze etniche, Bush ha chiamato nel suo gabinetto un democratico di origini nipponiche, Norman Mineta, un libanese, Spencer Abrahm, una taiwanese, Elaine Chao, un cubano, Mel Martinez, un nero, Rod Paige: per i popoli che rappresentano si tratta della prima volta alla Casa Bianca. E non ha lesinato spazio alle donne: Cristine Todd Whitman, Ann Veneman, Gale Norton e Elaine Chao sono le gentili signore dal polso di ferro della Casa Bianca. Ad una donna nera dell'Alabama, Condoleezza Rice, poi, Bush jr. ha affidato un compito tra i più delicati: la gestione della sicurezza nazionale. Fra i suoi uomini 2 sono le caratteristiche che spiccano maggiormente: la ricchezza e la decisione su temi caldi come aborto e pena di morte. Molti di essi godono infatti di notevoli rendite ed hanno, o hanno avuto in passato, ampi poteri in grossi gruppi industriali; la maggior parte di essi, in linea con i principi del partito repubblicano, appoggia decisamente la pena di morte ed è contro l'aborto. Ecco la carrellata dei ""soci"" di Bush: Richard Cheney (59 anni) ,Vice-presidente; Colin Powell (63 anni) ,Segretario di Stato; Donald Rumsfeld (68 anni) ,Segretario alla Difesa; Condoleezza Rice (46 anni) ,Consigliere per la Sicurezza Nazionale; John Ashcrof (58 anni) ,Ministro della Giustizia; Donald L.. Evans (54 anni) ,Segretario al Commercio; Paul O'Neill (65 anni) ,Segretario al Tesoro; Gale Norton (46 anni) ,Segretario all'Interno; Ann Veneman (51 anni) ,Segretario all'Agricoltura; Tommy Thompson (59 anni) ,Segretario alla Sanità; Elaine Chao (47 anni) ,Segretario al Lavoro; Melquiades Martinez (54 anni) ,Segretario all'Edilizia popolare; Norman Mineta (69 anni) ,Segretario ai Trasporti; Spencer Abraham (48 anni) ,Segretario per l'Energia; Rod Paige (67 anni) ,Segretario per l'Educazione; Anthony Principi (56 anni) ,Segretario per i Reduci di guerra; Andrew H. Card Jr. (53 anni) ,Capo del gabinetto della Casa Bianca; Christine Todd Witman (54 anni),Direttore dell'Agenzia per l'ambiente; Alberto Gonzales (45 anni) ,Consigliere giuridico della Casa Bianca; Karen Hughes (43 anni) ,Consigliere del Presidente. La costituzione inoltre prevede che il presidente sia anche il comandante in capo delle forze armate. Invia gli ordini ai vari comandi militari tramite l'ufficio del segretario alla Difesa e, affiancato dai capi dell'esercito, della marina, dell'aviazione e dei Marines, prende decisioni sulle strategie militari, gli armamenti e gli stanziamenti da destinarsi a tale settore. Non gli è permesso, invece, dichiarare guerra, essendo questo un potere che spetta unicamente al Congresso.

I suoi poteri ed i suoi uomini    I ""suoi"" simboli    Giudizio
Al numero civico 1600 di Pennsylvania Avenue, a Washington, si trova da duecento anni il simbolo del presidente, del governo e del popolo degli Stati Uniti d'America: la Casa Bianca. Fu lo stesso George Washington, insieme all'urbanista Pierre L'Enfant, a scegliere ubicazione ed estensione del luogo dove sarebbe dovuta essere edificata, ma benché seguì tutti i lavori di costruzione non riuscì a vederla finita. La prima pietra venne infatti posata, sotto la direzione dell'architetto irlandese James Hoban, nel 1792, l'ultima nel 1800 e il primo presidente che vi si poté insediare fu John Adams. Da allora la Casa Bianca è stata, e continua ad essere ancora oggi, la residenza privata dei presidenti americani che si sono succeduti negli anni e, proprio in quanto privata, ogni suo inquilino può apportarvi cambiamenti. Nell'arredo, ma anche nel modo di ricevere gli ospiti, siano essi autorità in missione diplomatica o gruppi in visita guidata. Infatti della Casa Bianca, secondo la prassi introdotta da Thomas Jefferson e ancora oggi in vigore, è possibile visitare gratuitamente l'intero primo piano, quello dove si trovano le stanze ufficiali di rappresentanza. Sono invece non accessibili al pubblico il secondo piano, nel quale si trovano gli appartamenti privati del presidente, e il terzo piano, interamente adibito a stanze per gli ospiti e per il personale di servizio. Appena entrati si accede nell'Atrio dell'Ala Nord, dal quale sono accessibili le sale di rappresentanza: la Green Room, la Red Room e la Blue Room, così chiamate per il colore degli arredi presenti al loro interno; la East Room, una delle più ampie sale e quella dove solitamente si tengono concerti, balli, ma anche cerimonie pubbliche e le conferenze stampa del presidente; la State Dining Room, dove si tengono le cene ufficiali della Casa Bianca e che può ospitare fino a 140 invitati. Salendo al piano superiore si giunge ad un corridoio dal quale si accede alla camera da letto del presidente, alla Treaty Room (la sala utilizzata per le riunioni con i più stretti collaboratori), la Cabinet Room (dove si riuniscono i membri del cabinetto), la Yellow Oval Room (il salone principale della Casa Bianca nel quale vengono ricevuti dal presidente e dalla sua famiglia gli ospiti e i diplomatici stranieri), e infine il celebre Studio Ovale, dove il presidente incontra le personalità politiche straniere, svolge il proprio lavoro quotidiano e tiene, in diretta televisiva, i discorsi alla nazione. Due Jumbo speciali, sempre pronti al decollo, sono a disposizione del Presidente per partire verso qualsiasi destinazione. Tutto è previsto per poter effettuare qualsiasi operazione il Presidente debba compiere, esattamente come se fosse nel suo studio ovale alla Casa Bianca. Il primo dei due aerei, allestiti dalla Boeing modificando radicalmente il B747-200B, ha volato il 6 settembre 1990 trasportando George Bush da Kansas (Florida) a Washington. Il secondo è stato inaugurato da Bill Clinton per recarsi in Israele ai funerali di Yitzhak Rabin il 26 marzo 1991. Gli aerei in dotazione del Presidente hanno rispettivamente la matricola 28000 e 29000, il codice VC-25A, fanno parte dell'Aeronautica Militare Americana (l'Air Force) e sono assegnati all'Air Mobile Command's 89th Airlift Wing nella cui base, ad Andrews nel Mariland, alloggiano in uno speciale hangar quando non sono in missione. La sigla radio di identificazione ""Air force One"" che spetta a qualsiasi aereo militare sul quale sia a bordo il Presidente degli Stati Uniti, fu introdotta proprio con Eisenhower quando, durante un volo la cui sigla era ""Air Force 8610"", si rischiò un incidente a causa di un altro volo della Eastern Airlines anche esso denominato ""8610"". Da allora ""Air force One"" identifica qualsiasi aereo su cui viaggi il Presidente, così come al Vice Presidente spetta ""Air Force Two"". L'Air Force One ha poco di simile con il Jumbo che siamo abituati a vedere sulle piste degli aeroporti, se non per la forma esteriore. Completamente modificato nella parte interna per consentire al Presidente ed al suo staff di mantenere costantemente il controllo su tutti gli avvenimenti del paese e del mondo, è nelle componenti elettroniche e di telecomunicazioni che più si differenzia da qualsiasi altro aeroplano. All'interno della sua carlinga corrono quasi 400 chilometri di cavi (più del doppio di quelli di un normale Jumbo) in grado di schermare qualsiasi radiazione elettromagnetica, incluse quelle derivanti da un'esplosione nucleare, e assicurare il costante funzionamento delle apparecchiature di telecomunicazioni. A bordo il Presidente ha a disposizione un centinaio di linee telefoniche, apparati radio per comunicazioni terrestri ed aeree e collegamenti con i satelliti e, ovviamente, sull'Air Force One è ammesso l'uso dei telefoni cellulari. Tutto con la certezza che nessuna comunicazione potrà essere intercettata. Per quanto riguarda le protezioni contro gli attacchi aerei o da terra, è dotato dei più avanzati sistemi di difesa che vengono costantemente aggiornati e sostituiti con l'evolversi delle tecnologie. Tra le tante modifiche apportate alla versione standard, il B747 è in grado di essere rifornito in volo di carburante, assicurando una autonomia pressoché illimitata ed è inoltre dotato di tutta l'attrezzatura necessaria per essere autosufficiente in qualsiasi aeroporto atterri, incluse le operazioni di manutenzione. In tal modo si evita che l'aereo possa essere sabotato o manomesso durante la permanenza a terra. I pasti sono assicurati da due cucine in grado di servire ciascuna 50 persone contemporaneamente con scorte sufficienti per garantire 2000 pasti. In caso di emergenza una stanza normalmente adibita ad ufficio può essere trasformata in camera operatoria di primo intervento. L'equipaggio dell'Air Force One è composta da 23 persone, appartenenti ad uno speciale gruppo e ad esclusivo servizio dell'aereo presidenziale.

I suoi poteri ed i suoi uomini    I ""suoi"" simboli    Giudizio
A mio parere Bush è realmente, in questo momento, l'uomo più potente del mondo: sia per quello che può fare, sia per quello che rappresenta. Sotto un certo aspetto mi viene da dire che è anche l'uomo più pericoloso della terra, definizione che forse si adatterebbe meglio ad un altro noto personaggio d'attualità di stanza in Afghanistan, questo perché le sue decisioni, soprattutto in una congiuntura come questa, influenzano direttamente i destini mondiali, dal lato economico a quello politico e militare. Al momento della sua elezione era conosciuto come il Governatore del Texas, figlio del predecessore di Clinton, famoso per non aver mai annullato una sentenza capitale e per esser stato sostenuto nelle campagne elettorali da giganti multinazionali, non sempre simpatiche al grande pubblico. L'aspetto che più gli veniva attribuito era l'impulsività ed infatti già da subito la politica estera americana si fa decisa: contro le opinioni di alcuni alleati europei e dei russi viene decisa la realizzazione dello scudo di difesa satellitare. Dopo i tragici avvenimenti del 11 settembre mi aspettavo dunque una dura e subitanea reazione USA: invece Bush, considerando la reale portata della minaccia, ha mostrato una grande pazienza ed un ottimo giudizio politico; ha ordinato di procedere con precisione all'individuazione dei colpevoli ed ha messo a punto una strategia di attacco al terrorismo e ad i suoi difensori, senza proclamare una guerra santa Occidente contro Oriente, o peggio, Occidente contro Islam. Diversamente da quanto hanno fatto spesso i suoi predecessori ha saputo agire mostrando il significato della potenza americana, che non è arroganza, ma giustizia. Penso quindi che si possa approvare il suo comportamento in questa crisi, con la speranza che i bombardamenti continuino ad essere mirati e che il terrorismo si possa indebolire senza ulteriori perdite di innocenti. Il raggiungimento di questo obiettivo non è però disgiunto da un deciso cambiamento nella linea di politica estera americana; giustizia deve essere portata infatti in molti altri paesi, non però con l'arroganza dei bulli (come spesso è successo senza risolvere nulla), ma con la diplomazia e la pazienza, che non per nulla è la virtù dei forti. Forza Bush.
Commenti
Currently, there are no comments. Be the first to post one!
You must be logged in to post a comment. You can login here
    Stampa      
  Copyright 2001-2007 by M.A.S.C.E.  
M.A.S.C.E.        Condizioni d'uso        Privacy