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giovedì 3 febbraio 2005
Il referendum sulla fecondazione
Da Cecco @ 0.00 :: 212 Visite :: 0 Commenti :: :: Cultura e Societa
 

Si riapre il dibattito etico su una questione delicatissima

Immagine: La fecondazione artificiale di un gamete(From www.ordinemedici.como.it)




Come già accennato nell’articolo “Riflessioni di inizio anno” di Andrea, uno dei temi caldi che ci accompagnerà presumibilmente fino a giugno è il dibattito sui referendum legati alla legge 40 [testo integrale] sulla procreazione medicalmente assistita (fecondazione artificiale). Ho già parlato di questa legge in un precedente articolo (“Ideologia Francia, realismo Italia”) e penso che ora sia il caso di proporre alcuni dati informativi, in modo tale che, prima di un giudizio, si abbia cognizione dell’argomento della discussione. Perciò parliamo di questa legge.

La legge 40 è stata approvata il 19 febbraio 2004 (fra poco avrà un anno di vita) in ultima lettura dal Senato della Repubblica ed è la prima, nella storia d’Italia, che si occupa direttamente della questione della fecondazione artificiale. E’ stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 45 del 24 febbraio 2004. La normativa è composta da 18 articoli, suddivisi in 7 capi, nei quali si fissano le finalità della legge, le modalità di accesso alle tecniche con relativi divieti e sanzioni, le disposizioni concernenti le tutele dell’embrione e del nascituro e la regolamentazione delle strutture autorizzate all’applicazione delle tecniche di procreazione assistita.

Da subito la legge è stata apertamente osteggiata dai Radicali che, in collaborazione con l’associazione “Luca Coscioni”, hanno promosso la raccolta di firme per l’abrogazione referendaria; al quesito sull’abrogazione totale si sono poi aggiunti 4 quesiti legati a singole questioni trattate dalla legge e tali quesiti, a differenza del primo, sono stati sostenuti da un più ampio schieramento contenente forze della sinistra, della CGIL e anche della maggioranza. La Corte Costituzionale, con decisione del 12 gennaio 2005, ha accolto questi 4 quesiti, respingendo invece il primo, cioè quello relativo all’abrogazione totale. Vediamo più in dettaglio cosa propongono.

Il primo vuole l’eliminazione dalla norma dei riferimenti ai diritti del concepito, espressi nell’articolo 1: “Al fine di favorire la soluzione dei problemi riproduttivi derivanti dalla sterilità o dalla infertilità umana è consentito il ricorso alla procreazione medicalmente assistita, alle condizioni e secondo le modalità previste dalla presente legge, che assicura i diritti di tutti i soggetti coinvolti, compreso il concepito.”

Il secondo riguarda la possibilità di accedere alla fecondazione eterologa, cioè perseguita con gameti provenienti da fuori dalla coppia. Tale tecnica è espressamente vietata dall’articolo 4: “È vietato il ricorso a tecniche di procreazione medicalmente assistita di tipo eterologo.”

Il terzo mira invece a far cadere il divieto di ricerca sugli embrioni, legata principalmente alla famosa ricerca sulle cellule staminali embrionali. La ricerca è vietata dall’articolo 13: “[comma 2] La ricerca clinica e sperimentale su ciascun embrione umano è consentita a condizione che si perseguano finalità esclusivamente terapeutiche e diagnostiche ad essa collegate volte alla tutela della salute e allo sviluppo dell'embrione stesso, e qualora non siano disponibili metodologie alternative. [comma 3] Sono, comunque, vietati: a) la produzione di embrioni umani a fini di ricerca o di sperimentazione o comunque a fini diversi da quello previsto dalla presente legge; b) ogni forma di selezione a scopo eugenetico degli embrioni e dei gameti ovvero interventi che, attraverso tecniche di selezione, di manipolazione o comunque tramite procedimenti artificiali, siano diretti ad alterare il patrimonio genetico dell'embrione o del gamete ovvero a predeterminarne caratteristiche genetiche, ad eccezione degli interventi aventi finalità diagnostiche e terapeutiche, di cui al comma 2 del presente articolo; c) interventi di clonazione mediante trasferimento di nucleo o di scissione precoce dell'embrione o di ectogenesi sia a fini procreativi sia di ricerca; d) la fecondazione di un gamete umano con un gamete di specie diversa e la produzione di ibridi o di chimere.”

Infine l’ultimo quesito vuole l’abolizione del tetto massimo di embrioni impiantabili, così come è fissato dall’articolo 14 in 3 esemplari: “Le tecniche di produzione degli embrioni, tenuto conto dell'evoluzione tecnico-scientifica e di quanto previsto dall'articolo 7, comma 3, non devono creare un numero di embrioni superiore a quello strettamente necessario ad un unico e contemporaneo impianto, comunque non superiore a tre.”

Questa la legge e i quesiti referendari che, a meno di modifiche parlamentari che accolgano le tesi referendarie, ci vedranno impegnati da qui alla data del voto, da fissarsi tra il 15 aprile e il 15 giugno. Infine mi sembra interessante, per chiarezza, esporre la posizione della Chiesa Cattolica sul problema, testimoniata dalle parole del Cardinal Ruini (Bari, 17 gennaio 2005) che ha ribadito “la valutazione e la posizione che abbiamo ripetutamente espresso riguardo a questa legge, che sotto diversi e importanti profili non corrisponde all’insegnamento etico della Chiesa, ma ha comunque il merito di salvaguardare alcuni principi e criteri essenziali, in una materia in cui sono in gioco la dignità specifica e alcuni fondamentali diritti e interessi della persona umana”; dunque un netto “no” ai quesiti posti dal referendum e anche all’ipotesi di modifiche parlamentari allo sprint che “non sarebbero infatti in alcun modo ‘migliorative’, ma al contrario dovrebbero forzatamente abdicare proprio a quei principi e criteri essenziali”.
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