Cerca
 

In questa sezione trovi tutti gli articoli publicati sul sito. Se ti interessano le statistiche, vai alla pagina "Statistiche articoli"

Per data Riduci
        
Articoli Riduci

Current Articles | Categories | Search | Syndication

sabato 7 maggio 2005
Cose da II Repubblica
Da Cecco @ 0.00 :: 231 Visite :: 1 Commenti :: :: Politica
 

Governo incapace e opposizione ridicola!

Immagine: Tanti partiti: qualche vero politico?(From www.ricercamercato.it)




I periodi di cambiamento sono sempre “paludosi” e dunque non si capisce mai a che punto del guado ci si trovi. A volte risulta difficile anche capire se convenga andare avanti o tornare indietro. Che dire della situazione attuale della politica italiana?
Andiamo con ordine.

Dopo che avevamo lodato alcune iniziative del governo negli scorsi anni, nell'ultimo anno lo scenario è molto cambiato. Il più recente fatto che ha mosso il torbido panorama è stata la caduta del governo Berlusconi ricostituito a tempo non proprio a tempo di record a seguito della sconfitta patita nelle regionali dalla coalizione di centro-destra. Operazioni di questo tipo sono sempre rischiose, eppure non avremmo mai pensato che si arrivasse a risultati tanto negativi. Primo dato: il nuovo governo, ammesso che lo si possa definire così, si compone di 99 persone, di cui 72 sottosegretari. Ma è possibile? Uno dei punti fondamentali del programma della Casa delle libertà era lo snellimento della burocrazia. Come si può pensare di mettersi d’accordo in 99? Cos’è: una sorta di terza camera? Mi piacerebbe sapere a cosa servono dei sottosegretari in certi ministeri, tra l’altro queste persone dovrebbero essere dei tecnici, per colmare le lacune di ministri politici, ed invece i primi sprovveduti, perché spostati selvaggiamente dal vento partitocratico, sono proprio i sottosegretari, tutti rigorosamente ripartiti in base alle tessere di partito. In particolare mi ha colpito negativamente la sostituzione di Sirchia alla sanità. Per non parlare del programma di governo che, invece che cercare di rimettere in sesto le poche riforme decenti e portarle ad applicazione piena in questo anno per presentarle al giudizio elettorale, è basato su una novità assoluta: il sud. Davvero? Ma chi avrebbe mai pensato di mettere a tema del governo il sud d’Italia? Un vero colpo di genio, complimenti! Vorremmo solo far notare che di “questione meridionale” si parla, non dico da 10 anni, non dico da un secolo, dico dal 1861, cioè da 144 anni, dalla data di nascita del regno d’Italia. Allora non prendiamoci in giro: per risollevare il sud, oltre ad amministratori onesti e tanti altri fattori attualmente inesistenti, ci vuole una forte ripresa economica di tutto il Paese. Inutile sottolineare che tale ripresa è impossibile se si comincia con il destinare soldi a fondo perduto per il meridione, con la fretta di accalappiare voti (dice niente il nome “Cassa del Mezzogiorno”?). Infine la nota comica: la caduta del governo causata principalmente dalla posizione di Fini e Follini ha paradossalmente riportato in carreggiata Tremonti, silurato esattamente da An e Udc alla fine di una lunghissima verifica. Insomma, tutti contro tutti nel tentativo di apparecchiare una scorpacciata di voti all’Unione.

Se il governo gioca contro il Paese è allora compito dei cittadini seri guardare all’opposizione; e se prima ci facevamo 4 risate sulla CdL, qui c’è proprio da crepare dal ridere (per non piangere). Sicuramente gli occhi saranno puntati sull’esperimento Puglia con il comunista Vendola in sella. Anche perché a livello nazionale non ci sono elementi su cui speculare: tramontati i volti di Bassolino e Cofferati, sono rimaste solo le facce stra-note di Prodi, capo di una coalizione in cui non ha un partito, Rutelli e Fassino. Punto preoccupante l’ascesa delle componenti estremiste rappresentate da Bertinotti, ben deciso a far pesare i propri voti, e spesso appoggiato stranamente da Prodi nel tentativo di evitare l’ascesa di altri leader moderati. L’unico punto di aggregazione dell’Unione è sempre l’opporsi a Berlusconi, come si è visto nelle dichiarazioni durante la discussione sulla fiducia al governo. Per il resto le idee sono poche, qualcuna ce l’ha Bersani, mentre Amato è ormai isolato e muto, e l’indecisione sul programma, mai stilato in questi 4 anni, è sottolineata dal fatto che la tavola rotonda permanente dei partiti è stata denominata “La fabbrica del programma”. Per non parlare della spasmodica ricerca dei dati più negativi sulla situazione italiana (trasmettendo i dati dell’Unione in Libia probabilmente si arresterebbe all’istante l’immigrazione).

In conclusione una sola speranza pare non essersi ancora spenta: il bipolarismo. Una soluzione al di fuori della tradizione politica italiana eppure auspicabile nell’attuale situazione di immobilismo e debolezza e soprattutto con una classe dirigente con pochi uomini validi. Avevamo già confrontato i modelli pluripartitico e bipolare nell’articolo “Governo & opposizione” (categoria “Mondo”) : le parole di Berlusconi aprono questo fronte in modo serio anche nel centro-destra. Certo, con questi politici, appare una transizione molto difficile, ma non bisogna aver paura del cambiamento, anche perché quello che lasciamo lo conosciamo tanto bene da dire: peggio di così...
Commenti
Da Andrea @ lunedì 9 maggio 2005 0.00
Una perfetta fotografia della situazione politica italiana, correttamente analizzata nei punti focali. Anche a me, tra le tante, hanno colpito in maniera particolare le scelte sul numero di ministeri (il solito modo per dividere la torta), sul ministero della sanità (uno dei punti per i quali Storace ha perso il Lazio non era proprio la gestione della sanità?), e sulla "questione meridionale" (se ne sono accorti solo adesso e vogliono sistemarla in meno di un anno!). In questa "finta seconda repubblica", la speranza è legata alle due migliori idee che ha espresso Berlusconi dacché é in politica: 1) fondare un partito unico di centro-destra e 2) ritirarsi come leader di centro-destra. Di sicuro uno dei grossi vantaggi sarebbe quello di mandare in crisi una sinistra basata aull'anti-berlusconismo: tolto lui, scoprirebbero di non avere un programma. In secondo luogo, si eviterebbero i giochetti (che tutti i partiti spesso fanno) di imporre la propria volontà con il 4-5% dei voti. Se è vero che "chi lascia la strada vecchia per la nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova", come giustamente concludi, ben sappiamo cosa lasceremmo al punto da dire: avanti, qualsiasi cosa, pur di cambiare registro!

You must be logged in to post a comment. You can login here
    Stampa      
  Copyright 2001-2007 by M.A.S.C.E.  
M.A.S.C.E.        Condizioni d'uso        Privacy