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sabato 10 aprile 2004
Vi dò la mia pace
Da Cecco @ 0.00 :: 202 Visite :: 0 Commenti :: :: Cultura e Societa
 

Pigro, alzati! La via stessa è venuta a te e ti ha scosso dal sonno. (S. Agostino)

Immagine: L'incredulità di San Tommaso, Caravaggio(From www.bc.edu)




Anche quest’anno, di ritorno dalla due giorni di preghiera con gli universitari di CL del giovedì e venerdì santo, voglio porgere a tutti voi i migliori auguri di una Santa Pasqua, ripercorrendo il cammino fatto attraverso veloci e significativi brani.

“Per la prima volta, per la prima volta dopo Gesù, noi abbiamo visto, sotto i nostri occhi, noi stiamo per vedere un nuovo mondo sorgere, se non una città; la società moderna, il mondo moderno; un mondo, una società costituirsi, o almeno assemblarsi, (nascere e ingrandirsi), dopo Gesù, senza Gesù. E ciò che è più tremendo, amico mio, non bisogna negarlo, è che ci sono riusciti. […] E’ ciò che vi pone in una situazione tragica, unica. Voi siete i primi. Voi siete i primi dei moderni.” [Péguy]

La denuncia accorata dello scrittore francese del ‘900 ci richiama alla mostruosità di certi aspetti dell’odierna società. Di fronte a tale bestialità solo una novità salvifica può risollevarci; eccone l’annuncio:

“Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri.” [Isaia]

Ed ecco, per ognuno di noi, la profezia del mistero dell’Incarnazione. Dio si fa compagno all’uomo, si rende incontrabile carnalmente: Gesù. In Lui l’uomo intravede la possibilità della vera felicità:

“Vi lascio la pace, vi do la mia pace. Non come la dà il mondo, io la do a voi. Noi sia turbato il vostro cuore e non abbia timore […] Voi avrete tribolazione nel mondo, ma abbiate fiducia: io ho vinto il mondo!” [Gv, dai capitoli 14 e 16]

Contro questa rivelazione, contro la Rivelazione si scaglia il potere, perché la Rivelazione libera l’uomo cristiano:

“Insorgono i re della terra e i potenti congiurano contro Dio e contro il suo Cristo. Perché fremono le genti e i popoli cospirano invano? Contro Dio e contro il suo Cristo.” [traduzione del testo Astiterunt reges, dai Responsori di T.L. De Victoria]

E Cristo è messo a morte, perché il potere del tempo non lo approva. La Madonna, sua madre è là con Lui:

“Capo bello e delicato, come ti vegio stare inclinato! Li tuoi capelli di sangue intrecciati, fin’a la barba ne va i’rrigore.” [Anonimo del XIV secolo]

E’ qui che si collega il Giovedì, giorno dell’Eucarestia, con il Venerdì, giorno della Passione:

“Cammina sotto la croce verso il suo ultimo giorno. E cosa c’è mai di bello qui da vedere, dicci, Figlio dell’Uomo? […] Ha spezzato il pane, ha versato il vino. Ecco la carne, ecco il sangue.” [dall’opera “Miguel Manara” di O. Milosz ]

Ma la morte di Cristo non è la fine, è il compimento della salvezza. Come annuncia il Preconio Pasquale:

“…perchè l’umiliazione di Dio ci insegnasse l’umiltà di cuore e la sua risurrezione corporale ci offrisse una grande speranza.”

Buona Pasqua!
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