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lunedì 15 novembre 2004
Una morte «politicamente opportuna»
Da Andrea @ 0.00 :: 224 Visite :: 0 Commenti :: :: Mondo
 

"Dio accolga nella Sua misericordia l'anima dell'illustre Defunto e conceda la pace alla Terra Santa, con due Stati indipendenti e sovrani, pienamente riconciliati tra loro" (Giovanni Paolo II)

Immagine: Yasser Arafat(From www.dn.se)




Finalmente! Con questa esclamazione non voglio assolutamente gioire della morte di un uomo perché non fa parte della mia cultura: in quanto uomo, in quanto figlio di Dio, ogni morto merita rispetto. Ma a farmi esultare è la sparizione dalla scena politica di un rais che andava destituito, un capo di stato che non era più adatto alla situazione attuale, un uomo "doppia faccia" che ha fatto tanto per il suo popolo ma non è stato capace di concludere la sua missione.

Con la morte di Arafat, si riapre quella speranza di pace in MO che questo sito va richiamando ed auspicando da mesi; era un lungo periodo che l'OLP cercava di "crearsi" un primo ministro ma non poteva farlo con una figura scomoda ed ingombrante come lui, capace di riconoscere politici nuovi ma mantenere il potere politico e militare. L'uomo capace di ricevere un premio Nobel per la pace e comandare gli attentati terroristici; salvo poi arrestarli (i terroristi). Un uomo che ritrovò il nemico di sempre, Sharon, a rendergli difficili questi suoi ultimi anni di sofferenza, di lotta contro la malattia. L'uomo che bloccò la pace nel momento decisivo quando, dopo gli accordi di Oslo del 1993, buttò tutto all'aria, respingendo la favolosa offerta che aveva in mano, forse perché sotto la morsa di quel terrorismo che lui stesso aveva creato. A un passo dal passare alla Storia come un uomo di pace, tornò a vestire i panni del terrorista facendo ricadere i palestinesi nella seconda intifada. Capace di stringere la mano a Rabin nel '93 ma dopo aver abbracciato Saddam nel '91, Arafat non riuscì mai a maturare, non riuscì mai a fare il passo decisivo per realizzare il suo sogno e quello dei palestinesi.

Yasser Arafat muore all'età di 75 anni lasciando il posto a chi dovrà guidare, finalmente, il Medio Oriente verso la pace, verso nuovi accordi tra palestinesi e israeliani, verso una distensione e un dialogo a lungo attesi ma mai arrivati. Muore l'uomo dalle due facce, l'uomo che guidava i palestinesi in due direzioni. Quell'uomo che nel suo discorso all'Onu in quel lontano 13 settembre del 1974, mostrò un ramo d'ulivo e la fondina della pistola dicendo "Non lasciate cadere il ramoscello d'ulivo dalla mia mano". Come simbolo dei palestinesi, ci piace ricordarlo così, mentre se ne va in un'altra vita con la pistola riposta nella fondina e ci lascia l'ulivo, che potrà finalmente crescere senza che venga più innaffiato di sangue.
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