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martedì 23 dicembre 2003
Ecco ci è nato un Pargolo!
Da Cecco @ 0.00 :: 337 Visite :: 0 Commenti :: :: Generale
 

Riviviamo assieme l'annuncio della nascita del Figlio di Dio

Immagine: Particolare della Natività, Giotto, Cappella degli Scrovegni (From www.christusrex.org)




Il Natale è un avvenimento. Un fatto storico che cambia la storia. C’è sempre, di fronte all’avvenimento, un urto del cuore. Dio si fa incontro all’uomo. Non si può rimanere indifferenti a questo annuncio.
A quell’istante che ha portato l’eterno nel tempo, che ha dato significato nuovo al tempo, sono dedicati i brani proposti. E’ un tentativo di restare stupiti di fronte al Mistero di un disegno buono sulla nostra esistenza.
In particolare il terzo brano è tratto dalla “Favola di Natale” ideata e recitata ai compagni di prigionia da G. Guareschi per il Natale ‘44 mentre era prigioniero in un campo nazista: narra dell’incontro nella Notte santa di un prigioniero con il proprio figlio e la nonna del bambino, sua madre. I tre assistono al rinnovarsi del miracolo natalizio.

Ecco ci è nato un Pargolo,
ci fu largito un Figlio:
le avverse forze tremano
al mover del suo ciglio:
all’uom la mano ei porge,
che si ravviva, e sorge
oltre l’antico onor.
[…]
O Figlio, o tu cui genera
l’Eterno, eterno seco;
qual ti può dire de’ secoli:
tu cominciasti meco?
Tu sei: del vasto empiro
non ti comprende il giro:
la tua parola il fe’.
E tu degnasti assumere
questa creata argilla?
Qual merto suo, qual grazia
a tanto onor sortilla?
Se in suo consiglio ascoso
vince il perdon, pietoso
immensamente Egli è.
[…]
Dormi, o celeste: i popoli
chi nato sia non sanno;
ma il dì verrà che nobile
retaggio tuo saranno;
che in quell’umil riposo,
che nella soave polve ascoso,
conosceranno il Re.
(A. Manzoni)

Esultate, giusti: è il Natale di chi giustifica. Esultate, deboli e malati: è il Natale di chi salva. Esultate, prigionieri: è il Natale di chi riscatta. Esultino gli schiavi: è il Natale di chi è il Signore. Esultino i liberi: è il Natale di chi libera. Esultino tutti i cristiani: è il Natale di Cristo.
(S. Agostino)

Intanto il tempo trascorre . Sul sentier deserto che viene da Oriente, qualcuno s’avanza. E’ un somarello, e sul somarello è una donna bellissima dagli occhi dolci e splendenti. E davanti all’asinello cammina un buon vecchio dalla barba bianca. L’asinello è stanco: è tanto tempo che cammina senza fermarsi mai. Cammina, cammina, somarello: bisogna ritrovare la solitaria capanna perché il miracolo possa rinnovarsi. Perché il Figlio di Dio possa, ancora una volta, schiudere gli occhi alla luce degli uomini. E l’asinello cammina e nel cielo lo scortano due Angeli che reggono un grande nastro bianco su cui è scritto a lettere d’oro: Pace agli uomini di buona volontà.
[…] E il papà e il bambino e la nonna, stretti l’uno all’altro davanti al fornellino, tacevano, e niente si muoveva (neanche una fogliolina) perché le cose e gli uomini attendevano trepidanti. Mezzanotte…”E’ nato !” gridò un’allodola di vedetta su una nuvola. “Notizia confermata!” disse il vento. “C’è anche il commento! Udite!” E portò un dolcissimo canto che veniva da lontane contrade.
(G. Guareschi)

A tutti voi tanti auguri di un Santo Natale 2003.
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