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venerdì 31 gennaio 2003
Per la pace o pacifista?
Da Cecco @ 0.00 :: 292 Visite :: 0 Commenti :: :: Generale
 

Una riflessione di attualità

Immagine: La bandiera della pace




Italia - Vi starete chiedendo che razza di domanda sia quella che campeggia sul titolo. Eppure sono convinto che i più perspicaci di voi abbiano già afferrato il nocciolo della situazione. Diceva Pasolini (nn certo uno dei miei preferiti) “Se non si grida alla libertà con il sorriso sulle labbra, non si grida alla libertà.” Sostituite alla parola libertà la parola pace e avrete il significato di ciò che volevo intendere. Non si può fare gli “incazzati” della pace, quelli che sono pronti quasi alla guerra civile per affermare la loro idea, o meglio, la loro ideologia. Già perché il pacifismo, come tutti gli ismi, rischia di essere (o è) profondamente ideologico, lo strumento per affermare le proprie convinzioni e foriero dunque di violenze e intemperanze ben peggiori di quelle che vorrebbe evitare. Io sono contro la guerra in Irak, ma sostengo che la prevenzione di questa e di qualsiasi altra guerra non è disgiunta da un impegno quotidiano di ciascuno di noi per la pace più vera: quella dei cuori. Come si può essere tanto arroganti da gridare alla pace, a squarciagola, atteggiandosi a progressisti, a difensori della civiltà se non si è capaci di evitare di distruggere tutto quello che si incontra durante le proprie dimostrazioni? Come si può essere tanto ciechi da voler imporre la propria pace se nelle proprie manifestazioni campeggiano manichini di Bush impiccati (nella miglior tradizione fondamentalista) o bandiere con un simbolo insanguinato da decine di milioni di morti? Il vero problema è che è facile fare i pacifisti per le guerre che non vanno giù perché fatte dagli avversari politici, ma è estremamente difficile portare la pace nel proprio cuore tutti i giorni: sul posto di lavoro, in università, in famiglia, nelle istituzioni e così via. Per quanto riguarda il conflitto in Medio Oriente io sono convinto che sia difficile una valutazione: certo Saddam deve cominciare a pensare al proprio popolo e non alle proprie armi, mentre gli Usa devono comprendere che non sono i padroni del mondo e l’Europa deve trovare un’intesa per divenire la controparte americana negli equilibri mondiali. Non posso certo dimenticare che la mia libertà di oggi la devo alle stelle e strisce e questo mi dà una grande gratitudine per gli americani e anche per gli inglesi, nonostante tutti i giochetti da loro attuati per ostacolarci negli ultimi 50 anni (vedi, in primis, Trieste). Lasciamo spazio dunque, sperando nella loro volontà e lealtà, agli ispettori Onu e speriamo che, anche in Italia, si avvii una riflessione sul vero significato della pace, che aiuti anche i nostri governanti a agire con coscienza e non secondo le statistiche di gradimento o le usurate ideologie.
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